APTIVUS
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01.0 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE
02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA
03.0 FORMA FARMACEUTICA
04.0 INFORMAZIONI CLINICHE
04.1 Indicazioni terapeutiche
04.2 Posologia e modo di somministrazione
04.3 Controindicazioni
04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso
04.5 Interazioni
04.6 Gravidanza e allattamento
04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchine
04.8 Effetti indesiderati
04.9 Sovradosaggio
05.0 PROPRIETA' FARMACOLOGICHE
05.1 Proprietà farmacodinamiche
05.2 Proprietà farmacocinetiche
05.3 Dati preclinici di sicurezza
06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE
06.1 Eccipienti
06.2 Incompatibilità
06.3 Periodo di validità
06.4 Speciali precauzioni per la conservazione
06.5 Natura e contenuto della confezione
06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione
07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO
08.0 NUMERO DI AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO
09.0 REGIME DI DISPENSAZIONE AL PUBBLICO
10.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE
11.0 TABELLA DI APPARTENENZA DPR 309/90
12.0 DATA DI REVISIONE DEL TESTO

01.0 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE -[Vedi Indice].

APTIVUS 250 mg capsule molli  

02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA - [Vedi Indice].

Ogni capsula molle contiene 250 mg di tipranavir.
Per gli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 FORMA FARMACEUTICA - [Vedi Indice].

Capsula molle.
Ogni capsula è rosa e riporta stampata la sigla TPV 250.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE - [Vedi Indice].

04.1 Indicazioni terapeutiche - [Vedi Indice].

APTIVUS, somministrato in associazione a ritonavir a basso dosaggio, è indicato per il trattamento antiretrovirale in combinazione dell’infezione da HIV-1 in pazienti adulti precedentemente pluritrattati con virus resistente a più di un inibitore della proteasi.
Questa indicazione si basa sui risultati di due studi di fase III, effettuati in pazienti precedentemente pluritrattati, (numero di agenti antiretrovirali già utilizzati mediano uguale a 12) con virus resistente agli inibitori della proteasi (vedere i dettagli del profilo di resistenza basale dell’HIV dei pazienti al paragrafo 5.1).
La scelta di iniziare il trattamento con APTIVUS, somministrato in associazione a ritonavir a basso dosaggio, deve considerare attentamente la storia di trattamento del singolo paziente ed il tipo di mutazioni associate ai differenti agenti.
Test genotipici e fenotipici (quando disponibili) e la storia di trattamento devono guidare l’uso di APTIVUS.
All’inizio del trattamento devono essere tenute in considerazione le combinazioni di mutazioni che possono influire negativamente sulla risposta virologica ad APTIVUS, somministrato in associazione a ritonavir a basso dosaggio (vedere paragrafo 5.1).

04.2 Posologia e modo di somministrazione - [Vedi Indice].

APTIVUS deve essere sempre somministrato con ritonavir a basso dosaggio perché ne migliora la farmacocinetica ed in associazione ad altri farmaci antiretrovirali.
Pertanto prima di iniziare la terapia con APTIVUS occorre consultare il torna all'INDICE farmaci di ritonavir (particolarmente riguardo a controindicazioni, avvertenze ed effetti indesiderati).
APTIVUS deve essere prescritto da medici esperti nel trattamento dell’infezione da HIV-1.
 Adulti: Il dosaggio consigliato di APTIVUS è di 500 mg, somministrati in associazione a 200 mg di ritonavir (ritonavir a basso dosaggio), due volte al giorno.
 APTIVUS/ritonavir non deve essere utilizzato nel trattamento di pazienti naïve.
 Bambini: La sicurezza e l’efficacia di APTIVUS in questa popolazione non sono state ancora stabilite.
 Generale: APTIVUS capsule molli in associazione a ritonavir a basso dosaggio deve essere assunto con il cibo (vedere paragrafo 5.2).
 Compromissione epatica: Tipranavir è metabolizzato dal sistema epatico.
Pertanto una compromissione epatica potrebbe determinare un aumento dell’esposizione a tipranavir ed un peggioramento del suo profilo di sicurezza.
Pertanto, APTIVUS, deve essere utilizzato con cautela e con una aumentata frequenza di controlli, nei pazienti con lieve compromissione epatica (Classe A di Child-Pugh).
APTIVUS non deve essere utilizzato nei pazienti con compromissione epatica moderata o grave (Classe B o C di Child-Pugh) (vedere i paragrafi 4.3, 4.4 e 5.2).
Compromissione renale: Nei pazienti con compromissione renale non è richiesto alcun aggiustamento posologico (vedere paragrafi 4.4 e 5.2).
 

04.3 Controindicazioni - [Vedi Indice].

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
Pazienti con compromissione epatica da moderata a grave (vedere paragrafi 4.4 e 5.2).
La rifampicina non deve essere utilizzata con APTIVUS perché la co-somministrazione può causare una elevata riduzione delle concentrazioni di tipranavir che può determinare un significativo calo dell’effetto terapeutico di tipranavir (vedere paragrafo 4.5).
Integratori alimentari a base di estratti vegetali contenenti l'erba di San Giovanni (Hypericum perforatum) non devono essere utilizzati durante il trattamento con APTIVUS poiché sussiste il rischio di diminuzione delle concentrazioni plasmatiche di tipranavir e conseguente riduzione della sua efficacia clinica (vedere paragrafo 4.5).
È controindicata la co-somministrazione di APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, con sostanze attive la cui clearance dipenda fortemente dal CYP3A e per le quali elevate concentrazioni plasmatiche siano associate a eventi gravi e/o pericolosi per la vita.
Queste sostanze attive includono antiaritmici (amiodarone, bepridile, chinidina), antistaminici (astemizolo, terfenadina), derivati della ergotina (diidroergotamina, ergonovina, ergotamina, metilergonovina), agenti procinetici gastrointestinali (cisapride), neurolettici (pimozide, sertindolo), sedativi/ipnotici (triazolam) e inibitori dell’HMG-CoA riduttasi (simvastatina e lovastatina).
Inoltre è controindicata la co-somministrazione di APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, con farmaci la cui clearance dipenda fortemente dal CYP2D6 come gli antiaritmici flecainide e propafenone (vedere paragrafo 4.5).
 

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso - [Vedi Indice].

APTIVUS deve essere somministrato in associazione a ritonavir a basso dosaggio per assicurarne l’effetto terapeutico (vedere paragrafo 4.2).
Il mancato rispetto della corretta somministrazione di tipranavir con ritonavir a basso dosaggio determina livelli plasmativi ridotti di tipranavir, che possono essere insufficienti per ottenere l’effetto antivirale atteso.
I pazienti devono essere istruiti di conseguenza.
Dosi di ritonavir inferiori a 200 mg due volte al giorno non devono essere utilizzate perché potrebbero alterare il profilo di efficacia dell’associazione.
APTIVUS non è una cura risolutiva per l’infezione da HIV-1 o per l’AIDS.
I pazienti in trattamento con APTIVUS od ogni altra terapia antiretrovirale possono continuare a sviluppare infezioni opportunistiche od altre complicanze legate alla infezione da HIV-1.
I pazienti devono essere informati che non è stato dimostrato che l’attuale terapia antiretrovirale prevenga il rischio di trasmissione dell’HIV-1 ad altri individui tramite il sangue o il contatto sessuale.
Si deve continuare ad adottare adeguate precauzioni.
Anziani: Gli studi clinici effettuati con APTIVUS non includono un numero sufficiente di soggetti di 65 anni o più per determinare se essi rispondano in modo differente rispetto ai soggetti più giovani.
In generale, si deve procedere con cautela nel somministrare e monitorare APTIVUS nei pazienti anziani per la maggiore incidenza di una ridotta funzionalità epatica, renale o cardiaca e di patologie concomitanti o di altre terapie.
Malattie epatiche: APTIVUS è controindicato in pazienti con insufficienza epatica moderata o grave (Classe B o C di Child-Pugh).
Al momento i dati disponibili sull’utilizzo di APTIVUS, somministrato in associazione a ritonavir a basso dosaggio, in pazienti infetti anche da epatite B o C sono limitati.
I pazienti con epatite cronica B o C e trattati con associazioni di farmaci antiretrovirali sono esposti ad un maggiore rischio di eventi avversi epatici gravi e potenzialmente fatali.
APTIVUS deve essere utilizzato in questa popolazione di pazienti solo se il beneficio atteso supera il rischio potenziale e con un aumentato monitoraggio clinico e di laboratorio.
In caso di terapia antivirale concomitante per epatite B o C, fare riferimento anche al torna all'INDICE farmaci relativo a questi farmaci.
I pazienti con compromissione epatica lieve (Classe A di Child-Pugh) devono essere strettamente monitorati.
I pazienti con disfunzione epatica pre-esistente, inclusa epatite cronica attiva, presentano con maggior frequenza alterazioni della funzionalità epatica durante la terapia di associazione e devono essere monitorati in accordo alla clinica standard.
In pazienti con patologie epatiche pre-esistenti, APTIVUS/ritonavir deve essere sospeso quando insorgano segni di peggioramento della funzionalità epatica.
APTIVUS, in combinazione a ritonavir a basso dosaggio è stato associato a segnalazioni di epatite clinica e scompenso epatico, inclusi alcuni casi fatali.
Ciò si è generalmente verificato in pazienti con infezione da HIV in stadio avanzato in trattamento con concomitanti terapie multiple.
Si deve procedere con cautela nel somministrare APTIVUS a pazienti con alterazioni degli enzimi epatici o storia di epatite.
In questi pazienti deve essere considerato il controllo dei livelli di ALAT/ASAT.
La terapia con APTIVUS non deve essere iniziata in quei pazienti con ASAT o ALAT maggiori di 5 volte il Limite Superiore Normale (ULN) finché i valori basali di ASAT/ALAT non si siano stabilizzati ad un valore inferiore a 5 volte l’ULN, a meno che il beneficio atteso non giustifichi il potenziale rischio.
La terapia con APTIVUS deve essere sospesa in quei pazienti con aumenti di ASAT o ALAT di 10 volte l’ULN o che sviluppino segni o sintomi di epatite clinica durante la terapia.
Se è identificata una causa differente (come epatite acuta A, B o C, malattie alla colecisti, altri farmaci), il trattamento con APTIVUS può essere riconsiderato quando i livelli di ASAT/ALAT siano tornati ai valori basali del paziente.
Monitoraggio epatico: Il monitoraggio dei test epatici deve essere effettuato prima di iniziare la terapia, dopo due, quattro settimane e quindi ogni quattro settimane fino a 24 settimane, e successivamente ogni otto, dodici settimane.
Un monitoraggio più frequente (cioè prima dell’inizio della terapia, ogni due settimane durante i primi tre mesi di trattamento, successivamente mensilmente fino a 48 settimane e quindi ogni otto, dodici settimane) è giustificato quando APTIVUS e ritonavir a basso dosaggio sono somministrati a pazienti con elevati livelli di ASAT e ALAT, lieve compromissione epatica, epatite cronica B o C od altre malattie epatiche preesistenti.
Trattamento di pazienti naïve: In uno studio eseguito in pazienti mai trattati con terapia antiretrovirale, APTIVUS/ritonavir 500/200 mg due volte al giorno ha mostrato, rispetto a lopinavir/ritonavir, un significativo aumento (grado 3 e 4) delle transaminasi senza vantaggio in termini di efficacia (tendenza verso una minor efficacia).
Pertanto, questo studio è stato interrotto prematuramente dopo 60 settimane.
Compromissione renale: Poiché la clearance renale di tipranavir è trascurabile, non è atteso un aumento delle concentrazioni plasmatiche in pazienti con alterazioni renali.
Emofilia: Sono stati riportati casi di aumento di sanguinamento, inclusi ematomi cutanei spontanei e emartrosi in pazienti con emofilia di tipo A e B trattati con inibitori della proteasi.
Ad alcuni pazienti è stata somministrata una dose aggiuntiva di Fattore VIII.
In più della metà dei casi registrati, il trattamento con gli inibitori della proteasi è stato continuato o ripreso qualora fosse stato interrotto.
È stata supposta una relazione causale, sebbene il meccanismo di azione non sia stato chiarito.
Pertanto i pazienti emofiliaci devono essere informati del possibile aumento degli episodi di sanguinamento.
Sanguinamento: i partecipanti allo studio RESIST trattati con APTIVUS/ritonavir tendevano a mostrare un maggior rischio di sanguinamento; alla settimana 24 il rischio relativo era 1,98 (95% CI= 1,03 - 3,80).
Alla settimana 48 il rischio relativo era sceso a 1,27 (95% CI= 0,76 - 2,12).
Non c’era una tendenza per gli eventi di sanguinamento e non sono state riscontrate differenze dei parametri di coagulazione nei gruppi di trattamento.
Il significato di questo risultato deve essere ulteriormente studiato.
Sono stati riportati casi fatali e non di emorragia intracranica nei pazienti in trattamento con APTIVUS, molti dei quali presentavano altre condizioni mediche od erano in trattamento con farmaci che possono aver causato o contribuito allo sviluppo di tali eventi.
Tuttavia in alcuni casi il ruolo di APTIVUS non può essere escluso.
In generale nei pazienti non è stato osservato un quadro anormale dei parametri ematologici o di coagulazione o predittivo dello sviluppo di emorragia intracranica.
Pertanto attualmente non è indicato il controllo routinario dei parametri di coagulazione nella gestione dei pazienti in cura con APTIVUS.
Già in passato era stato osservato un rischio aumentato di emorragia intracranica nei pazienti con HIV in stato avanzato/AIDS, come quelli in trattamento con APTIVUS nel corso degli studi clinici.
In test in vitro, si è osservato che tipranavir inibisce in maniera consistente l’aggregazione delle piastrine di pazienti trattati con APTIVUS/ritonavir.
APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, deve essere utilizzato con cautela nei pazienti che possano essere a rischio di aumento di sanguinamento per trauma, intervento chirurgico od altre condizioni mediche o che siano in trattamento farmaci noti per aumentare il rischio di sanguinamento quali gli agenti antiaggreganti piastrinici o gli anticoagulanti.
Diabete Mellito/Iperglicemia: Insorgenza di diabete mellito, iperglicemia o esacerbazioni di diabete mellito pre-esistente sono state riportate in pazienti in terapia antiretrovirale che includeva inibitori della proteasi.
In alcuni di questi l’iperglicemia era grave ed in alcuni casi anche associata a chetoacidosi.
Molti pazienti presentavano condizioni cliniche fuorvianti, alcune delle quali richiedevano terapie con agenti associati allo sviluppo del diabete mellito o dell’iperglicemia.
Aumento dei lipidi: Il trattamento con APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio ed altri agenti antiretrovirale ha determinato un aumento dei trigliceridi totali e del colesterolo plasmatici.
Il dosaggio dei trigliceridi e del colesterolo deve essere effettuato prima di iniziare la terapia con tipranavir e durante la stessa.
L’aumento di lipidi correlato al trattamento deve essere gestito in modo clinicamente appropriato.
Ridistribuzione della massa grassa: La terapia antiretrovirale combinata è stata associata alla ridistribuzione del grasso corporeo (lipodistrofia) in pazienti con infezione da HIV.
Le conseguenze a lungo termine di questi eventi sono attualmente sconosciute.
La conoscenza dell’eziopatogenesi è incompleta.
É stata ipotizzata una correlazione tra lipomatosi viscerale e inibitori della proteasi così come tra lipoatrofia e inibitori nucleosidici della trascrittasi inversa.
Un rischio maggiore di lipodistrofia è stato associato alla presenza di fattori individuali, quali l’età avanzata, e di fattori legati alla terapia farmacologica, come la maggior durata del trattamento antiretrovirale e i disturbi metabolici associati.
L’esame clinico deve includere la valutazione di segni fisici di ridistribuzione del grasso.
Deve essere preso in considerazione il dosaggio dei lipidi sierici e della glicemia a digiuno.
I disordini del metabolismo lipidico devono essere trattati in maniera clinicamente appropriata (vedere paragrafo 4.8).
Sindrome da Immuno Riattivazione: In pazienti affetti da HIV con grave immuno deficienza al momento dell’inizio della terapia antiretrovirale di associazione (CART), può insorgere una reazione infiammatoria a patogeni opportunistici asintomatici o residui e causare gravi condizioni cliniche o l’aggravamento dei sintomi.
Tipicamente queste reazioni sono state osservate entro le prime poche settimane o mesi dall’inizio della CART.
Esempi significativi sono le retiniti da citomegalovirus, infezioni micobatteriche generalizzate e/o focalizzate e polmonite da Pneumocystis.
Ogni sintomo infiammatorio deve essere valutato e quando necessario il relativo trattamento deve essere istituito.
Inoltre negli studi clinici con APTIVUS associato a ritonavir a basso dosaggio è stata osservata la riattivazione di herpes simplex e herpes zoster.
APTIVUS capsule molli contiene olio di ricino poliossidrilato che può causare disturbi gastrici e diarrea.
Rash: rash da lieve a moderato incluso rash orticarioide, rash maculopapulare e fotosensibilità sono stati riportati in soggetti trattati con APTIVUS, somministrato in associazione a bassi dosaggi di ritonavir.
Alla settimana 48 di uno studio di fase III, sono stati osservati vari tipi di rash nel 15,5% dei maschi e nel 20,5% delle femmine trattati con APTIVUS, somministrato in associazione a bassi dosaggi di ritonavir.
Inoltre in uno studio di interazione effettuato su volontarie sane a cui è stata somministrata una dose singola di etinilestradiolo seguita da APTIVUS, somministrato in associazione a ritonavir a basso dosaggio, il 33% dei soggetti ha sviluppato rash.
Rash associato a dolore articolare o rigidità, senso di costrizione laringea della gola o prurito generalizzato è stato riportato sia negli uomini che nelle donne in trattamento con APTIVUS, somministrato in associazione a ritonavir a basso dosaggio.
Osteonecrosi: sebbene l’eziologia sia considerata multifattoriale (compreso l’impiego di corticosteroidi, il consumo di alcol, l’immunosoppressione grave, un più elevato indice di massa corporea), sono stati riportati casi di osteonecrosi soprattutto nei pazienti con malattia da HIV in stadio avanzato e/o esposti per lungo tempo alla terapia antiretrovirale di combinazione (CART).
Ai pazienti deve essere raccomandato di rivolgersi al medico in caso di comparsa di fastidi, dolore e rigidità alle articolazioni, o difficoltà nel movimento.
Interazioni: Il profilo di interazione di APTIVUS, somministrato in associazione a ritonavir a basso dosaggio, è complesso.
Per una descrizione dei meccanismi accertati e potenziali che contribuiscono al profilo di interazione di APTIVUS si rimanda al paragrafo 4.5.
Abacavir e Zidovudina: L’uso concomitante di APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, con zidovudina o abacavir, determina un significativo calo della concentrazione plasmatica di questi inibitori nucleosidici della trascrittasi inversa (NRTI).
Pertanto l’uso concomitante di zidovudina o abacavir con APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, non è consigliato se non in mancanza di altri NRTI disponibili adatti alla cura del paziente (vedere paragrafo 4.5).
Inibitori della Proteasi: L’uso concomitante di APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, con gli inibitori della proteasi amprenavir, lopinavir o saquinavir (ciascuno associato a ritonavir a basso dosaggio) in un regime dual-boosted, determina una diminuzione significativa delle concentrazioni plasmatiche di questi inibitori della proteasi.
Quando APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, è stato co-somministrato con atazanavir sono stati osservati una diminuzione significativa delle concentrazioni plasmatiche di atazanavir ed un aumento marcato delle concentrazioni di tipranavir e ritonavir (vedere paragrafo 4.5).
Al momento non sono disponibili dati sulle interazioni di APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, con inibitori della proteasi diversi da quelli sopra elencati.
Pertanto la co-somministrazione di APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, con gli inibitori della proteasi non è raccomandato.
Midazolam: quando utilizzato per via endovenosa, in pazienti che assumono APTIVUS in associazione a ritonavir a basso dosaggio, midazolam deve essere somministrato con cautela per il rischio di aumento dei livelli e di prolungamento dell’emivita.
Contraccettivi orali ed estrogeni: La co-somministrazione di APTIVUS/ritonavir non è raccomandata data la riduzione dei livelli ematici di etinil estradiolo.
Misure contraccettive alternative od addizionali devono essere assunte quando contraccettivi orali a base di estrogeni sono somministrati in concomitanza ad APTIVUS in associazione a ritonavir a basso dosaggio (vedere paragrafo 4.5).
Le pazienti in trattamento con estrogeni come terapia ormonale sostitutiva devono essere tenute sotto controllo clinico per segni di deficienza estrogenica.
Le donne che assumono estrogeni possono incorrere in un aumentato rischio di rash cutaneo non grave.
Halofantrina, Lumefantrina: A causa del loro profilo metabolico e dell’intrinseco rischio di indurre torsione di punta, la somministrazione di halofantrinia e lumefantrina con APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, non è raccomandata.
Disulfiram/Metronidazolo: APTIVUS capsule molli contiene alcool (etanolo 7%, cioè 100 mg per capsula o fino a 200 mg per dose) che può indurre reazioni tipiche del disulfiram quando somministrato in concomitanza a disulfiram od altri farmaci che producono questa reazione (es.
metronidazolo).
Fluticasone: L’uso di APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, e fluticasone od altri glucocorticoidi che sono metabolizzati dal CYP3A4 non è raccomandato a meno che il beneficio atteso non superi il rischio di effetti sistemici corticosteroidi, inclusa la sindrome di Cushing e la soppressione surrenalica (vedere paragrafo 4.5).
Atorvastatina: APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, aumenta le concentrazioni plasmatiche di atorvastatina (vedere paragrafo 4.5).
La co-somministrazione non è raccomandata.
Devono essere presi in considerazione altri inibitori dell’HMG-CoA riduttasi quali pravastatina, fluvastatina o rosuvastatina.
Tuttavia, se per la cura del paziente fosse richiesta in modo specifico la atorvastatina, è necessario un attento monitoraggio.
Poiché APTIVUS contiene piccole quantità di sorbitolo, i pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio non devono assumere questo farmaco.
 

04.5 Interazioni - [Vedi Indice].

Il profilo di interazione di APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, è complesso e richiede una particolare attenzione soprattutto in combinazione con altri agenti antiretrovirali.
Profilo metabolico di tipranavir: Tipranavir è un substrato, un induttore e un inibitore del CYP3A del citocromo P450.
Quando somministrato in associazione a ritonavir al dosaggio raccomandato (vedere paragrafo 4.2), si verifica una netta inibizione del CYP3A del P450.
La co-somministrazione di APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, con agenti metabolizzati principalmente dal CYP3A può determinare modifiche delle concentrazioni plasmatiche di tipranavir o degli altri agenti che potrebbero alterarne gli effetti terapeutici ed avversi (vedere più sotto l’elenco ed i dettagli degli agenti considerati).
Gli agenti controindicati in modo specifico a causa della importanza attesa delle interazioni e del potenziale di eventi avversi, sono descritti in questo paragrafo ed elencati nel paragrafo 4.3.
Studi effettuati in microsomi epatici umani indicano che tipranavir è un inibitore del CYP 1A2, CYP 2C9, CYP 2C19 e CYP 2D6.
L’effetto potenziale netto di tipranavir/tritonavir sul CYP 2D6 è inibitorio, perché ritonavir è un inibitore del CYP 2D6.
L’effetto netto in vivo di tipranavir/ritonavir sul CYP 1A2, CYP 2C9, CYP 2C19 non è noto.
Non sono disponibili dati che indichino se tipranavir inibisca o induca la glucuronosil transferasi e se induca il CYP 1A2, CYP 2C9, CYP 2C19.
Tipranavir è un substrato per la glicoproteina P, un debole inibitore della glicoproteina P e sembra essere anche un potente induttore della glicoproteina P.
I dati suggeriscono che, sebbene ritonavir sia un inibitore della glicoproteina P, l’effetto netto di APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, allo steady-state del dosaggio proposto sia di induzione della glicoproteina P.
È difficile prevedere l’effetto netto di APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, sulla biodisponibilità orale e sulla concentrazione plasmatica di agenti che sono doppi substrati sia per il CYP3A che per la glicoproteina P.
L’effetto netto varierà in funzione dell’affinità relativa dei farmaci co-somministrati per il CYP3A e per la glicoproteina P e della misura del metabolismo/efflusso di primo passaggio intestinale.
Tipranavir è metabolizzato dal CYP3A ed è un substrato per la glicoproteina P.
La co­somministrazione di APTIVUS con agenti che inducono il CYP3A e/o la glicoproteina P può ridurre le concentrazioni di tipranavir e il suo effetto terapeutico (vedere più sotto l’elenco e i dettagli degli agenti considerati).
La co-somministrazione di APTIVUS e farmaci che inibiscono la glicoproteina P può aumentare le concentrazioni plasmatiche di tipranavir.
Non sono disponibili dati che indichino se tipranavir inibisca o induca la glucuronosil transferasi.
Inibitori nucleosidici della trascrittasi inversa: Poiché non vi è impatto significativo degli analoghi nucleosidici e nucleotidici sul sistema dell’enzima P450 non è richiesto un aggiustamento posologico di APTIVUS quando somministrato con questi agenti.
Abacavir e Zidovudina: APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, riduce l’AUC di abacavir di circa il 40% e l’AUC di zidovudina di circa il 35%.
Non c’è impatto sui livelli di ZDV­glucuronidata.
Non è stata stabilita la rilevanza clinica di queste riduzioni, ma può decrescere l’efficacia di questi agenti antiretrovirali.
Pertanto l’uso concomitante di tipranavir, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, sia con abacavir o zidovudina non è raccomandato a meno che nessun’altro NRTI disponibile sia indicato per la cura del paziente.
In tal caso non può essere raccomandato alcun aggiustamento posologico di abacavir o zidovudina.
Didanosina: APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, causa una riduzione dell’AUC di didanosina.
Non è stata stabilita la rilevanza clinica della riduzione dei livelli di didanosina.
Tra la somministrazione di didanosina in formulazione gastroresistente e la somministrazione di APTIVUS capsule molli, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, devono trascorrere almeno due ore per evitare incompatibilità tra le formulazioni.
Lamivudina e stavudina: Tipranavir, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, non causa una alterazione significativa dell’AUC di lamivudina o stavudina.
Non è raccomandato alcun aggiustamento posologico di lamivudina o stavudina.
Inibitori nucleotidici della trascrittasi inversa: Tenofovir: APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, non provoca una modifica significativa delle concentrazioni plasmatiche di tenofovir.
Non è raccomandato alcun aggiustamento posologico di tenofovir.
 Inibitori non nucleosidici della trascrittasi inversa (NNRTI): Nevirapina, efavirenz: I dati attualmente disponibili, non sembrano suggerire un’interazione significativa fra nevirapina o efavirenz e APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio.
Tuttavia, questi dati sono limitati e non consentono di trarre conclusioni definitive sulle interazioni fra NNRTI e APTIVUS (in associazione a ritonavir a basso dosaggio).
Pertanto, mentre sono attualmente in corso ed attese ulteriori informazioni sulle interazioni, si deve utilizzare con cautela la combinazione di efavirenz o nevirapina con APTIVUS (in associazione a ritonavir a basso dosaggio).  Inibitori della proteasi: Amprenavir, lopinavir, saquinavir: In uno studio clinico condotto in pazienti HIV positivi pretrattati con regimi antiretrovirali contenenti inibitori della proteasi e ritonavir a basso dosaggio, APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, ha provocato una riduzione del 55%, 70%, 78% rispettivamente della Cmin di amprenavir, lopinavir e saquinavir.
Pertanto la somministrazione concomitante di APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, con amprenavir/ritonavir, lopinavir/ritonavir o saquinavir/ritonavir non è raccomandata poiché non è stata stabilita la rilevanza clinica della riduzione dei loro livelli.
Se la combinazione è comunque considerata necessaria, è fortemente raccomandato un monitoraggio dei livelli plasmatici di questi inibitori della proteasi.
Co-somministrazione di Tipranavi/ritonavir e Atazanavir/ritonavir: In uno studio condotto in volontari sani la co-somministrazione di atazanavir 300 mg con TPV/r 500/100 mg bid ha determinato da una parte un marcato aumento dell’esposizione a tipranavir (in particolare rapporto della Cp12h 1,75 con un CI del 90% [1,39-2,20]) e dell’esposizione a ritonavir (rapporto dell’AUC 1,51 con un CI del 90% [1,24-1,83] e rapporto della Cmax 1,38 con un CI del 90% [1,13-1,67]) associati ad un rischio di maggior tossicità e dall’altra parte un marcato calo di esposizione ad atazanavir associato ad un rischio di perdita di efficacia (rapporto dell’AUC0-24h 0,32 con un CI del 90% [0,29-0,36], rapporto della Cmax 0,43 con un CI del 90% [0,38-0,50] e rapporto della Cp24h 0,19 con un CI del 90% [0,15-0,24]).
Di conseguenza questa co-somministrazione non è raccomandata.
Se tuttavia fosse considerata necessaria, sono fortemente raccomandati uno stretto controllo della sicurezza con tipranavir e delle concentrazioni plasmatiche di atazanavir.
Non sono attualmente disponibili dati sulle interazioni di APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, con inibitori della proteasi diversi da quelli sopra elencati.
Pertanto la loro combinazione con tipranavir, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, non è raccomandata (vedere paragrafo 4.4).
Antifungini: Fluconazolo: APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, non altera in modo sostanziale la farmacocinetica di fluconazolo allo steady state.
Fluconazolo aumenta l’AUC e la Cmin di tipranavir rispettivamente del 56% e del 104%, quando confrontato con i dati storici.
Non sono raccomandati aggiustamenti posologici.
Non sono raccomandate dosi di fluconazolo >200 mg/die.
Itraconazolo/ketoconazolo: Sulla base di considerazioni teoriche si prevede che APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, aumenti le concentrazioni di itraconazolo o ketoconazolo.
Itraconazolo o ketoconazolo devono essere utilizzati con cautela (non sono raccomandate dosi >200 mg/die).
Voriconazolo: A causa dei multipli sistemi enzimatici coinvolti nel metabolismo di voriconazolo, è difficile prevederne le interazioni.
Inibitori dell’HMG-CoA Riduttasi: Simvastatina e lovastatina: Il metabolismo degli inibitori dell’HMG-CoA riduttasi simvastatina e lovastatina è fortemente dipendente dal CYP3A, pertanto l’uso concomitante di APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, con simvastatina e lovastatina è controindicato a causa di un rischio aumentato di miopatia, inclusa rabdomiolisi (vedere paragrafo 4.3).
Atorvastatina: APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, aumenta le concentrazioni plasmatiche di dosi singole di atorvastatina di circa 8-10 volte e riduce le AUC dei suoi metaboliti di circa l’85%.
Atorvastatina non altera in modo significativo l’AUC, la Cmax o la Cmin di tipranavir.
L’associazione non è raccomandata.
Si devono prendere in considerazione altri inibitori dell’HMG-CoA riduttasi quali pravastatina, fluvastatina o rosuvastatina.
Tuttavia, se l’atorvastatina fosse richiesta in modo specifico per la cura del paziente, è necessario un attento monitoraggio (vedere paragrafo 4.4).
Induttori dell’Isoenzima CYP: Rifampicina: La somministrazione concomitante di inibitori della proteasi con rifampicina diminuisce sostanzialmente le concentrazioni dell’inibitore della proteasi.
Nel caso di APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, e possibile che l’uso concomitante di rifampicina determini livelli sub­ottimali di tipranavir che possono condurre a perdita della risposta virologica e a possibile resistenza a tipranavir.
Pertanto l’uso concomitante di rifampicina e APTIVUS è controindicato (vedere paragrafo 4.3).
Devono essere presi in considerazione agenti antimicobatterici alternativi quali la rifabutina.
Rifabutina: APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggi, aumenta le concentrazioni plasmatiche di rifabutina fino a 3 volte e fino a 20 volte quelle del suo metabolita attivo.
Rifabutina aumenta la Cmin di tipranavir del 16%.
Si raccomanda una riduzione del dosaggio usuale di rifabutina di 300 mg/die di almeno il 75% (cioè 150 mg a giorni alterni o tre volte alla settimana).
I pazienti in trattamento con rifabutina e APTIVUS/ritonavir devono essere strettamente controllati per l’insorgenza di eventi avversi associati alla terapia con rifabutina.
Possono essere necessari ulteriori aggiustamenti posologici.
Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum): I livelli plasmatici di tipranavir possono essere ridotti dall’uso concomitante di preparati a base di piante medicinali contenenti l’erba di San Giovanni (Hypericum perforatum).
Ciò è dovuto all’induzione degli enzimi che metabolizzano il farmaco da parte dell’erba di S.
Giovanni.
Preparazioni a base di piante medicinali contenenti l’erba di S.
Giovanni non devono essere associati a APTIVUS.
Se un paziente sta già prendendo l’erba di S.
Giovanni, interromperne l’assunzione, controllare i livelli virali e se possibile i livelli di tipranavir.
I livelli di tipranavir possono aumentare interrompendo l’assunzione dell’erba di S.
Giovanni e potrebbe essere necessario aggiustare il dosaggio di APTIVUS.
L’effetto induttivo dell’erba di S.
Giovanni può persistere per almeno due settimane dopo l’interruzione del trattamento (vedere paragrafo 4.3).
Inibitori dell’isoenzima CYP: Claritromicina: APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, aumenta l’AUC e la Cmin di claritromicina rispettivamente del 19% e del 68% e diminuisce l’AUC del metabolita attivo 14-idrossi di più del 95%.
Mentre le alterazioni dei parametri di claritromicina non sono considerate clinicamente significative, la riduzione dell’AUC del metabolita 14-OH deve essere tenuta in considerazione per il trattamento delle infezioni da Haemophilus influenzae nelle quali il metabolita 14-OH è il più attivo.
Claritomicina aumenta la Cmin di tipranavir di più del 100%.
Questo elevato incremento della Cmin può essere clinicamente rilevante.
I pazienti in trattamento con claritromicina a dosaggi superiori a 500 mg due volte al giorno devono essere controllati con attenzione per rilevare segni di tossicità.
Per i pazienti con compromissione renale devono essere considerati i seguenti aggiustamenti posologici: Per pazienti con CLCR da 30 a 60 ml/min la dose di claritromicina deve essere ridotta del 50%.
Per pazienti con CLCRn <30 ml/min la dose di claritromicina deve essere ridotta del 75%.
Non è necessario alcun aggiustamento posologico per pazienti con funzionalità renale normale.
Altri agenti:                              È controindicata la co-somministrazione di APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, con sostanze attive la cui clearance dipenda fortemente dal CYP3A e per le quali elevate concentrazioni plasmatiche siano associate a eventi gravi e/o pericolosi per la vita.
Queste sostanze  attive includono antiaritmici (amiodarone, bepridile, chinidina), antistaminici (astemizolo, terfenafina), derivati della ergotina (diidroergotamina, ergonovina, ergotamina, metilergonovina), agenti procinetici gastrointestinali (cisapride), neurolettici (pimozide, sertindolo) e sedativi/ipnotici (triazolam) (vedere paragrafo 4.3).
Inoltre è controindicata la co-somministrazione di APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, con farmaci la cui clearance dipenda fortemente dal CYP2D6 come gli antiaritmici flecainide e propafenone (vedere paragrafo 4.3).
Alcuni anti-infettivi non sono raccomandati (alofantrina, lumefantrina) come anche agenti eterogenei (tolterodina) (vedere paragrafo 4.4).
Contraccettivi orali/estrogeni: APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, riduce l’AUC e la Cmax etinil-estradiolo del 50%, ma non altera in modo significativo il profilo farmacocinetico del noretindrone.
La somministrazione concomitante con APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, non è raccomandata.
Si deve ricorrere a misure anticoncezionali alternative od aggiuntive quando contraccettivi orali a base di estrogeni sono somministrati contestualmente ad APTIVUS e ritonavir a basso dosaggio.
Le pazienti in trattamento con estrogeni come terapia ormonale sostitutiva devono essere mantenute sotto controllo clinico per segni di carenza estrogenica (vedere paragrafo 4.4 e paragrafo 4.6).
Inibitori della Fosfodiesterasi (PDE5) (sildenafil, vardenafil o tadalafil) Gli inibitori della fosfodiesterasi (PDE5) (es.
sildenafil, vardenafil o tadalafil) devono essere prescritti con particolare cautela a pazienti in trattamento con APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio.
La co-somministrazione di APTIVUS e ritonavir a basso dosaggio con gli inibitori della PDE5 può aumentare sostanzialmente le concentrazioni di PDE5 e può indurre un aumento degli eventi avversi associati agli inibitori della PDE5 inclusi ipotensione, alterazioni della vista e priapismo.
Analgesici narcotici (Metadone/Meperidina): In uno studio condotto in soggetti sani digiuni, la co­somministrazione di APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, con una dose singola di metadone, ha dimostrato di diminuire i parametri farmacocinetici di metadone (rapporto dell’AUC0-24 0,47 con un CI del 90% [0,44-0,51] e rapporto della Cmax 0,45 con CI del 90% [0,41-0,49]).
Pertanto in tali casi i pazienti devono essere monitorati per sindrome da astinenza da oppiacei.
Può risultare necessario aumentare il dosaggio di metadone.
APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, può diminuire le concentrazioni di meperidina ed aumentare quelle del metabolita normeperidina.
Non è raccomandato né un aumento del dosaggio né un uso a lungo termine di meperidina con APTIVUS in associazione a ritonavir a basso dosaggio a causa dell’aumento della concentrazione del metabolita normeperidina che esercita sia un’attività analgesica che un’attività stimolante del SNC (es.
accessi convulsivi).
Immunosoppressori (ciclosporina, tacrolimus, sirolimus): Non sono prevedibili le concentrazioni di ciclosporina, tacrolimus o sirolimus quando co-somministrati con APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, per gli effetti opposti esercitati da APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, sul CYP 3A e sulla glicoproteina P.
È raccomandato un controllo più frequente delle concentrazioni di questi farmaci fino a che i livelli ematici non si siano stabilizzati.
Warfarina ed altri anticoagulanti orali: Gli effetti della co-somministrazione di APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, sulla S-warfarina non possono essere previsti per gli effetti opposti esercitati da tipranavir e ritonavir sul CYP 2C9.
APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, può aumentare i valori di INR (International Normalised Ratio) e può aumentare il rischio di sanguinamento.
Quando questi farmaci sono associati, si raccomanda un frequente monitoraggio clinico e biologico (misurazione dell’INR).
Antiacidi: Quando APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, è stato co-somministrato a 20 ml di liquido antiacido a base di alluminio e magnesio, l’AUC12h, la Cmax e la Cmin di tipranavir erano ridotte del 25-29%.
La somministrazione di APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, e di antiacidi deve essere separata da un intervallo di tempo di almeno due ore.
Ad oggi non sono disponibili dati con inibitori della pompa protonica o antagonisti dei recettori H2.
Tuttavia possono verificarsi concentrazioni plasmatiche ridotte di tipranavir dovute ad un aumento del pH gastrico se questi farmaci sono somministrati con APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio.
Si deve prestare attenzione.
Teofillina: APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, può diminuire le concentrazioni di teofillina.
Può essere necessario un aumento del dosaggio di teofillina e deve essere considerato un monitoraggio terapeutico.
Desipramina: Tipranavir, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, può aumentare le concentrazioni di desipramina.
Si raccomanda la riduzione del dosaggio ed una verifica della concentrazione di desipramina.
Trazodone: Uno studio di farmacocinetica effettuato su volontari sani, ha evidenziato che l’uso concomitante di ritonavir a basso dosaggio (200 mg due volte al giorno) con una dose singola di trazodone determina l’aumento delle concentrazioni plasmatiche di trazodone (AUC aumentata di 2,4 volte).
In questo studio, a seguito della co-somministrazione di trazodone e ritonavir, sono stati osservati eventi avversi quali nausea, senso di instabilità, ipotensione e svenimento.
Tuttavia non è noto se l’associazione di tipranavir/ritonavir possa causare un maggiore aumento dell’esposizione a trazodone.
L’associazione deve essere somministrata con cautela e un dosaggio più basso di trazodone deve essere considerato.
Loperamide: Uno studio di interazione farmacodinamica effettuato su volontari sani, ha dimostrato che la somministrazione di loperamide e APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, non causa nessuna alterazione clinicamente significativa della risposta respiratoria al diossido di carbonio.
L’analisi farmacocinetica ha dimostrato che l’AUC e la Cmax di loperamide sono ridotte rispettivamente del 51% e del 61% e la Cmin di tipranavir del 26%.
La rilevanza clinica di queste alterazioni non è nota.
Fluticasone propionato (interazione con ritonavir): In uno studio clinico in cui ritonavir capsule da 100 mg due volte al giorno era co-somministrato con 50 µg di fluticasone propionato intranasale (4 volte al giorno) per 7 giorni a volontari sani, i livelli plasmatici di fluticasone propionato sono aumentati in modo significativo, mentre i livelli intrinseci di cortisolo sono diminuiti di circa l’86% (90% intervallo di confidenza 82-89%).
Si possono attendere maggiori effetti quando il fluticasone propionato venga inalato.
Effetti sistemici corticosteroidi, inclusa la sindrome di Cushing e la soppressione surrenalica sono stati riportati in pazienti in trattamento con ritonavir e fluticasone propionato per via inalatoria o intranasale; ciò può anche verificarsi con altri corticosteroidi metabolizzati dal P450 3A, come ad esempio la budesonide.
Di conseguenza la somministrazione concomitante di tipranavir, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, e di questi glucocorticoidi non è raccomandata a meno che il beneficio atteso dal trattamento non sia superiore al rischio degli effetti sistemici corticosteroidi (vedere paragrafo 4.4).
Una riduzione del dosaggio del glucocorticoide deve essere presa in considerazione con un attento monitoraggio degli effetti locali e sistemici o il passaggio a un glucocorticoide che non sia un substrato per il CYP3A4 (es.
beclometasone).
Inoltre in caso di sospensione dei glucocorticoidi può essere necessario effettuare una riduzione progressiva della dose nel corso di un periodo più lungo.
Non sono ancora noti gli effetti dell’esposizione sistemica ad elevati livelli di fluticasone sulle concentrazioni plasmatiche di ritonavir.
 

04.6 Gravidanza e allattamento - [Vedi Indice].

Non vi sono dati adeguati provenienti dall’uso di APTIVUS in donne in gravidanza.
Gli studi effettuati su animali hanno evidenziato una tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).
Il rischio potenziale per gli esseri umani non è noto.
Tipranavir deve essere utilizzato durante la gravidanza solo se il beneficio potenziale giustifica il potenziale rischio per il feto.
APTIVUS interagisce negativamente con i contraccettivi orali.
Pertanto durante il trattamento deve essere usato un altro metodo anticoncezionale efficace e sicuro.
Analogamente con la raccomandazione che le madri infette da HIV non devono in nessun caso allattare al seno i propri figli per evitare il rischio di trasmissione post-natale dell’HIV, le madri devono sospendere l’allattamento al seno se stanno assumendo APTIVUS.
APTIVUS capsule molli contiene una piccola quantità di alcool (etanolo 7%, cioè 100 mg per capsula o 200 mg per dose).
 

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchine - [Vedi Indice].

Non sono stati effettuati studi sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari.
I pazienti devono essere informati che APTIVUS capsule molli contiene una piccola quantità di alcool (etanolo 7%, cioè 100 mg per capsula o 200 mg per dose).
 

04.8 Effetti indesiderati - [Vedi Indice].

APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, è stato associato a significativa tossicità epatica.
Negli studi di fase III RESIST, la frequenza dell’aumento delle transaminasi era significativamente superiore nel braccio trattato con APTIVUS/ritonavir rispetto al braccio di confronto.
Pertanto è necessario uno stretto monitoraggio dei pazienti trattati con APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio (vedere paragrafo 4.4).
Al momento sono disponibili dati limitati sull’uso di APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, in pazienti affetti anche da epatite B o C.
Pertanto APTIVUS deve essere utilizzato con cautela in pazienti affetti anche da epatite B o C.
APTIVUS deve essere utilizzato in questa popolazione di pazienti solo se il beneficio atteso superi il rischio potenziale e con un aumentato monitoraggio clinico e di laboratorio.
Tipranavir, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, è stato studiato su un totale di 6.840 adulti HIV positivi come terapia di associazione in studi clinici, compresi gli studi compassionevoli.
Di questi, 6.383 pazienti hanno ricevuto la dose di 500 mg/200 mg due volte al giorno.
1.070 adulti, inclusi 541 arruolati negli studi chiave di fase III RESIST-1 e RESIST-2, sono stati trattati per almeno 48 settimane.
I seguenti aspetti di sicurezza clinica (epatotossicità, iperlipidemia, eventi di sanguinamento, rash) sono stati riscontrati con maggior frequenza tra i pazienti trattati con APTIVUS/ritonavir rispetto ai pazienti, sottoposti al trattamento di confronto, negli studi RESIST, o sono stati osservati con la somministrazione di APTIVUS/ritonavir.
Il significato clinico di queste osservazioni non è stato completamente analizzato.
Epatotossicità: Dopo 48 settimane di follow-up, la frequenza di alterazioni di Grado 3 o 4 delle ALAT e/o ASAT era superiore nei pazienti trattati con APTIVUS/ritonavir rispetto ai pazienti del braccio di confronto (rispettivamente 10 % e 3,4 %).
Analisi multivariate hanno dimostrato che ALAT o ASAT basali superiori a Grado 1 DAIDS e concomitanza di epatite B o C costituivano fattori di rischio per queste alterazioni.
La maggior parte dei pazienti era in grado di continuare il trattamento con APTIVUS/ritonavir.
Iperlipidemia: Aumenti di Grado 3 o 4 dei trigliceridi sono occorsi più frequentemente nel braccio APTIVUS/ritonavir rispetto al braccio di confronto.
Alla settimana 48 le percentuali erano 25,2 % dei pazienti del braccio APTIVUS/ritonavir e 15,6 % del braccio di confronto.
Sanguinamento: i partecipanti allo studio RESIST trattati con APTIVUS/ritonavir tendevano a mostrare un maggior rischio di sanguinamento; alla settimana 24 il rischio relativo era 1,98 (95% CI= 1,03 - 2,12).
Alla settimana 48 il rischio relativo era 1,27 (95% CI= 0,76 - 2,12).Non c’era una tendenza per gli eventi di sanguinamento e non sono state riscontrate differenze dei parametri di coagulazione nei gruppi di trattamento.
Il significato di questo risultato deve essere ulteriormente studiato.
Sono stati riportati casi fatali e non di emorragia intracranica nei pazienti in trattamento con APTIVUS, molti dei quali presentavano altre condizioni mediche od erano in trattamento con farmaci che possono aver causato o contribuito allo sviluppo di tali eventi.
Tuttavia in alcuni casi il ruolo di APTIVUS non può essere escluso.
In generale nei pazienti non è stato osservato un quadro anormale dei parametri ematologici o di coagulazione o predittivo dello sviluppo di emorragia intracranica.
Pertanto attualmente non è indicato il controllo routinario dei parametri di coagulazione nella gestione dei pazienti in cura con APTIVUS.
Già in passato era stato osservato un rischio aumentato di emorragia intracranica nei pazienti con HIV in stato avanzato/AIDS, come quelli in trattatamento con APTIVUS nel corso degli studi clinici.
Rash: Uno studio di interazione tra APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, e etinil estrdiolo/noretindrone condotto in donne, ha dimostrato un’elevata frequenza di rash non grave.
Negli studi RESIST, il rischi di rash era simile tra il braccio APTIVUS/ritonavir e il braccio di confronto (rispettivamente 16,3 % verso12,5 %; vedere paragrafo 4.4).
Nel programma di sviluppo clinico di APTIVUS non sono stati riportati casi di sindrome di Stevens-Johnson o di Necrolisi Tossica Epidermica.
Le reazioni avverse più frequenti di ogni intensità (Gradi 1-4) riportate negli studi clinici di fase III nel braccio trattato con APTIVUS/ritonavir (n=749) sono di seguito elencate per classificazione sistemica organica e frequenza secondo le seguenti categorie: Molto comune > 1/10, comune >1/100 - < 1/10 Alterazioni del metabolismo e della nutrizione: Comune: ipertrigliceridemia, iperlipidemia, anoressia.
Alterazioni del sistema nervoso: Comune: cefalea.
Alterazioni dell’apparato gastrointestinale: Molto comune: diarrea, nausea Comune: vomito, flatulenza, distensione addominale, dolore addominale, feci poco formate, dispepsia.
 Alterazioni della cute e del tessuto sottocutaneo: Comune: rash, prurito.
Disordini generali: Comune: senso di fatica.
Le reazioni avverse clinicamente significative di intensità da moderata a grave verificatesi in meno dell’1% (<1/100) dei pazienti adulti, trattati con la dose di tipranavir/ritonavir di 500 mg/200 mg (n=1.397) in tutti gli studi clinici di fase II e III, sono sotto elencate per classi organiche sistemiche e frequenza secondo le seguenti categorie: Non comune > 1/1.000 - < 1/100, raro < 1/1.000  Alterazioni del sangue e sistema linfatico: Non comune: anemia, neutropenia, trombocitopenia.
 Alterazioni del sistema immunitario: Non comune: ipersensibilità.
Alterazioni del metabolismo e della nutrizione: Non comune: calo di appetito, diabete mellito, iperamilasemia, ipercolesterolemia.
Raro: disidratazione, deperimento del viso, iperglicemia.
 Disturbi psichiatrici: Non comune: insonnia, disturbi del sonno.
 Alterazioni del sistema nervoso: Non comune: senso di instabilità, neuropatia periferica, sonnolenza.
 Alterazioni dell’apparato respiratorio, del torace e del mediastino: Non comune: dispnea.
Alterazioni dell’apparato gastrointestinale: Non comune: reflusso gastroesofageo, pancreatite.
 Alterazioni del sistema epatobiliare: Non comune: epatite citolitica, steatosi epatica, epatite, epatite tossica.
Raro: insufficienza epatica (incluso esito fatale), iperbilirubinemia.
 Alterazioni della cute e del tessuto sottocutaneo: Non comune: esantema, lipoatrofia, lipodistrofia acquisita, lipoipertrofia.
 Alterazione dell’apparato muscoloscheletrico e tessuto connettivo: Non comune: crampi muscolari, mialgia.
Alterazioni renali e delle vie urinarie: Non comune: insufficienza renale.
Disordini generali:         Non comune: sindrome simil influenzale, sensazione di malessere, piressia.
 Indagini diagnostiche: Non comune: aumento di enzimi epatici (ALAT, ASAT), aumento della lipasi, test di funzionalità epatica anormale (ALAT, ASAT), calo di peso.
 Alterazioni dei risultati di laboratorio Le frequenze delle alterazioni cliniche di laboratorio marcate (Grado 3 o 4) riportate in almeno il 2% dei pazienti appartenenti ai bracci trattati con APTIVUS/ritonavir negli studi clinici di fase III (RESIST-1 e RESIST-2) dopo 48 settimane sono state aumento delle ASAT (6,1 %), aumento delle ALAT (9,7%), aumento di amilasi (6,0 %), aumento di colesterolo (4,2 %), aumento di trigliceridi (24,9 %) e diminuzione della conta di globuli bianchi (5,7 %).
La terapia antiretrovirale di associazione, compresi i regimi che contengono un inibitore della proteasi, in alcuni pazienti è associata alla ridistribuzione del grasso corporeo, inclusa la perdita di grasso periferico sottocutaneo, aumento del grasso intra-addominale, ipertrofia mammaria e accumulo di grasso dorsocervicale (gobba di bufalo).
Gli inibitori della proteasi sono anche associati ad alterazioni metaboliche quali ipertrigliceridemia, ipercolesterolemia, resistenza all’insulina e iperglicemia.
Con gli inibitori della proteasi sono stati riportati aumento della creatin fosfochinasi, mialgia, miosite e raramente rabdomiolisi, particolarmente in associazione con gli inibitori nucleosidici della trascrittasi inversa.
Nei pazienti infetti da HIV con grave immunodeficienza al momento dell’inizio della terapia antiretrovirale di associazione (CART), può insorgere una reazione infiammatoria alle infezioni opportunistiche asintomatiche o residue (vedere paragrafo 4.4).
Negli studi RESIST sono state osservate infezioni dovute alla riattivazione dei virus dell’herpes simplex e dell’herpes zoster.
Casi di osteonecrosi sono stati riportati soprattutto in pazienti con fattori di rischio generalmente noti, con malattia da HIV in stadio avanzato e/o esposti per lungo tempo alla terapia antiretrovirale di combinazione (CART).
La frequenza di tali casi è sconosciuta (vedere paragrafo 4.4).

04.9 Sovradosaggio - [Vedi Indice].

Non esiste antidoto noto per il sovradosaggio di APTIVUS.
Il trattamento del sovradosaggio deve consistere in misure di supporto generali, incluso il monitoraggio dei segni vitali e l’osservazione dello stato clinico del paziente.
Se indicato, l’eliminazione di tipranavir non assorbito deve essere ottenuta provocando vomito o con lavanda gastrica.
Si può anche ricorrere alla somministrazione di carbone attivo come aiuto nella rimozione del farmaco non assorbito.
Poiché tipranavir si lega fortemente alle proteine, è improbabile che la dialisi sia utile per una rimozione significativa del farmaco.
 

05.0 PROPRIETA' FARMACOLOGICHE - [Vedi Indice].

05.1 Proprietà farmacodinamiche - [Vedi Indice].

Categoria farmacoterapeutica: inibitori delle proteasi, codice ATC: J05A E09 Meccanismo di azione: Il virus dell’immunodeficienza umana (HIV-1) codifica una aspartil proteasi che è essenziale per la suddivisione e maturazione dei precursori delle proteine virali.
Tipranavir è un inibitore non-peptidico della proteasi dell’HIV-1 che inibisce la replicazione virale prevenendo la maturazione delle particelle virali.
Attività antivirale in vitro: Tipranavir inibisce la replicazione nei ceppi di laboratorio dell’HIV-1 e negli isolati clinici in modelli acuti di infezione delle cellule T, con un valore di concentrazione efficace al 50% e al 90% (EC50 e EC90) compresa rispettivamente tra 0,03 e 0,07 µM (18-42 ng/ml) e tra 0,07 e 0,18 µM (42-108 ng/ml).
Tipranavir dimostra attività antivirale in vitro contro un ampio gruppo di HIV-1 appartenenti al sottotipo M non-clade B (A, C, D, F, G, H, CRF01 AE, CRF02 AG, CRF12 BF).
Gli isolati del gruppo O e dell’HIV-2 mostrano una ridotta suscettibilità a tipranavir in vitro con valori di EC50 compresi tra 0,164-1 µM e 0,233-0,522 µM rispettivamente.
Gli studi di legame proteico hanno dimostrato che l’attività antivirale di tipranavir diminuisce mediamente di 3,75 volte in presenza di siero umano.
Resistenza: Lo sviluppo della resistenza a tipranavir in vitro è lento e complesso.
In un particolare test di resistenza in vitro, dopo 9 mesi è stato selezionato un ceppo HIV-1 che era 87 volte resistente a tipranavir e conteneva 10 mutazioni della proteasi: L10F, I13V, V32I, L33F, M36I, K45I, I54V/T, A71V, V82L, I84V come anche una mutazione della gag poliproteina al sito di divisione CA/P2.
Esperimenti di genetica inversa hanno dimostrato che era necessaria la presenza di 6 mutazioni nella proteasi (I13V, V32I, L33F, K45I, V82L, I84V) per conferire una resistenza > a 10 volte a tipranavir mentre il genotipo pieno a 10 mutazioni conferiva una resistenza di 69 volte a tipranavir.
In vitro esiste una correlazione inversa fra il grado di resistenza a tipranavir e la capacità dei virus di replicarsi.
I virus ricombinanti che mostrino una resistenza a tipranavir ≥ 3 volte crescono a meno dell’1% della velocità rilevata per un ceppo HIV-1 selvaggio nelle stesse condizioni.
I virus resitenti a tipranavir che emergono in vitro dai ceppi HIV-1 selvaggi mostrano una suscettibilità ridotta agli inibitori della proteasi amprenavir, atazanavir, indinavir, lopinavir, nelfinavir e ritonavir, ma rimangono sensibili a saquinavir.
Attraverso una serie di analisi di regressione a gradi multipli del genotipo basale e durante il trattamento in tutti gli studi clinici, 16 aminoacidi sono stati associati alla ridotta suscettibilità a tipranavir e/o ridotta risposta della carica virale dopo 48 settimane: 10V, 13V, 20M/R/V, 33F, 35G, 36I, 43T, 46L, 47V, 54A/M/V, 58E, 69K, 74P, 82L/T,83D e 84V.
Gli isolati clinici che mostravano un calo della suscettibilità a tipranavir ≥ 10 volte contenevano otto o più mutazioni associate a tipranavir.
Negli studi clinici di fase II e III, 276 pazienti sottoposti a test del genotipo in corso di trattamento hanno dimostrato che le mutazioni predominanti che sorgono con il trattamento di APTIVUS sono L33F/I/V, V82T/L, e I84V.
La combinazione di tutti e tre è solitamente richiesta per la suscettibilità ridotta.
Le mutazioni alla posizione 82 avvengono attraverso due percorsi: uno dalla mutazione pre-esistente 82A selettiva per 82T, l’altra dal tipo selvaggio 82V selettiva per 82L.
Resistenza crociata: Tipranavir mantiene una significativa attività antivirale (resistenza < 4 volte) contro la maggior parte degli isolati cinici dell’HIV-1 caratterizzati da una ridotta suscettibilità dopo il trattamento con gli inibitori della proteasi attualmente approvati: amprenavir, atazanavir, indinavir, lopinavir, ritonavir, nelfinavir e saquinavir.
Una resistenza a tipranavir maggiore di 10 volte non è comune (<2,5% degli isolati testati) in virus ottenuti da pazienti con elevata esperienza ai trattamenti che abbiano assunto più inibitori peptidici della proteasi.
Dati di farmacodinamica clinica: I seguenti dati clinici derivano da una analisi dei dati a 24 settimane ottenuti dagli studi in corso (RESIST-1 e RESIST-2) che misurano gli effetti sui livelli plasmatici di HIV RNA e sulla conta delle cellule CD4.
RESIST-1 e RESIST-2 sono studi in corso, randomizzati, in aperto, multicentrici effettuati in pazienti HIV positivi già trattati con le tre classi di farmaci antiretrovirali e valutano il trattamento con APTIVUS, somministrato in associazione a ritonavir a basso dosaggio (500 mg/200 mg due volte al giorno), più un regime di base ottimizzato (OBR) definito in modo individuale per ogni paziente in base al test di resistenza genotipica e alla storia del paziente.
Il regime di confronto includeva un PI potenziato da ritonavir (anche questo definito su base individuale) più un OBR.
Il PI potenziato da ritonavir è stato scelto tra saquinavir, amprenavir, indinavir o lopinavir/ritonavir.
Tutti i pazienti avevano ricevuto almeno due trattamenti antiretrovirali contenenti PI ed erano in fallimento virologico al trattamento con PI al momento dell’arruolamento nello studio.
Doveva essere presente almeno una mutazione primaria del gene della proteasi tra 30N, 46I, 46L, 48V, 50V, 82A, 82F, 82L, 82T, 84V o 90M al basale, con non più di due mutazioni ai codoni 33, 82, 84 o 90.
Dopo 8 settimane, i pazienti nel braccio di confronto che rispondevano ai criteri definiti del protocollo di mancanza iniziale di risposta virologica avevano la possibilità di sospendere il trattamento e passare ad APTIVUS/ritonavir in uno studio separato di roll-over. I 1.483 pazienti inclusi nell’analisi primaria avevano un età mediana di 43 anni (intervallo 17-80), l’86 % erano maschi, il 75 % bianchi, il 13 % neri e l’1 % asiatici.
Nel braccio di APTIVUS e in quello del regime di confronto la conta di cellule CD4 mediana basale era rispettivamente di 158 e 166 cellule/mm3, (intervallo 1-1893 e 1-1184 cellule/mm3); l’HIV-1 RNA plasmatico mediano basale era rispettivamente di 4,79 e 4,80 log10 copie/ml (intervallo 2,34-6,52 e 2,01-6,76 log10 copie/ml).
I pazienti erano stati trattati in precedenza con una media di 6 NRTIs, 1 NNRTI e 4 PIs.
In entrambi gli studi un totale del 67% dei virus dei pazienti era resistente ed il 22% era potenzialmente resistente ai PIs di confronto pre-selezionati.
Un totale del 10% dei pazienti aveva utilizzato in precedenza enfuvirtide.
I pazienti mostravano isolati basali di HIV-1 con una mediana di 16 mutazioni del gene della proteasi dell’HIV-1, inclusa una media di 3 mutazioni primarie del gene della proteasi D30N, L33F/I, V46I/L, G48V, I50V, V82A/F/T/L, I84V e L90M.
Riguardo alle mutazioni ai codoni 33, 82, 84 e 90 circa il 4% non presentava mutazioni, il 24% presentava mutazioni ai codoni 82 (meno del 1% dei pazienti presentava la mutazione V82L) e 90, il 18% presentava mutazioni ai codoni 84 e 90 ed il 53% aveva almeno una mutazione chiave al codone 90.
Un paziente nel braccio in trattamento con APTIVUS aveva quattro mutazioni.
Inoltre la maggior parte dei partecipanti aveva sviluppato mutazioni associate sia alla resitenza a NRTI che a NNRTI.
La sensibilità fenotipica basale è stata valutata in 454 isolati basali di pazienti.
Si è verificata un calo medio della suscettibilità di 2 volte il tipo selvaggio (WT) per tipranavir, 12 volte il WT per amprenavir, 55 volte il WT per atazanavir, 41 volte il WT per indinavir, 87 volte il WT per lopinavir, 41 volte il WT per nelfinavir, 195 volte il WT per ritonavir e 20 volte il WT per saquinavir.
La risposta combinata al trattamento alla settimana 48 (endpoint composito definito come pazienti con diminuzione confermata di RNA virale ≥ 1 log rispetto al valore iniziale e senza evidenza di fallimento del trattamento) per entrambi gli studi è stata del 34% nel braccio APTIVUS/ritonavir e del 15% nel braccio di confronto.
La risposta al trattamento è presentata nella tabella sottostante per tutta la popolazione (è indicato l’uso di enfurvitide), e dettagliata per strati di PI per il sottogruppo di pazienti con ceppi genotipicamente resistenti.
Risposta* al trattamento alla settimana 48 (dati cumulati degli studi RESIST-1 e RESIST-2 in pazienti già trattati)

Studio RESIST APTIVUS/RTV CPI/RTV** valore di p
  n (%) N n (%) N  
Popolazione totale FAS PP 255 (34,2) 171 (37,7) 746 454 114 (15,5) 74 (17,1) 737 432 <0,0001 <0,0001
- con ENF (FAS) 85 (50,0) 170 28 (20,7) 135 <0,0001
- senza ENF (FAS) 170 (29,5) 576 86 (14,3) 602 <0,0001
Genotipicamente Resistente          
LPV/rtv FAS PP 66 (28,9) 47 (32,2) 228 146 23 (9,5) 13 (9,1) 242 143 <0,0001 <0,0001
APV/rtv FAS PP 50 (33,3) 38 (39,2) 150 97 22 (14,9) 17 (18,3) 148 93 <0,0001 0,0010
SQV/rtv FAS PP 22 (30,6) 11 (28,2) 72 39 5 (7,0) 2 (5,7) 71 35 <0,0001 0,0650
IDV/rtv FAS PP 6 (46,2) 3 (50,0) 13 6 1 (5,3) 1 (7,1) 19 14 0,0026 0,0650

 * Endpoint composito definito come pazienti con una diminuzione confermata di 1 log di RNA rispetto al valore iniziale e senza evidenza di fallimento del trattamento ** PI/RTV di confronto: LPV/r 400/100 mg bid (n="3"58), IDV/r 800/100 mg bid (n="2"3), SQV/r 1000/100 mg bid o 800/200 mg bid (n=162), APV/r 600/100 mg bid (n=194) ENF Enfuvirtide; FAS Serie Completa di Analisi; PP Per Protocollo; APV/rtv Amprenavir/ritonavir; IDV/rtv Indinavir/ritonavir; LPV/rtv Lopinavir/ritonavir; SQV Saquinavir/ritonavir Il tempo mediano al fallimento del trattamento combinato a 48 settimane per entrambi gi studi è stato di 115 giorni nel braccio APTIVUS/ritonavir e 0 giorni nel braccio di confronto (nessuna risposta al trattamento è stata imputata al giorno 0).
Durante le 48 settimane di trattamento, la percentuale di pazienti nel braccio APTIVUS/ritonavir rispetto al confronto PI/ritonavir con RNA dell’HIV-1 < 400 copie/ml era rispettivamente del 30% e del 14%, e con RNA dell’HIV-1 < 50 copie/ml era rispettivamente del 23% e del 10%.
Tra tutti i pazienti randomizzati e trattati, la variazione mediana dai valori iniziali dell’RNA dell’HIV-1 all’ultima misurazione fino alla settimana 48 era -0,64 log10 copie/ml nei pazienti in trattamento con APTIVUS/ritonavir rispetto a -0,22 log10 copie/ml nel gruppo di confronto trattato con PI/ritonavir.
Tra tutti i pazienti randomizzati e trattati, la variazione mediana dai valori iniziali della conta delle cellule CD4+ all’ultima misurazione fino alla settimana 48 era + 23 cellule/mm3 nei pazienti in trattamento con APTIVUS/ritonavir (N=740) rispetto a + 4 cellule/mm3 nel gruppo confronto trattato con PI/ritonavir (N=727).
La superiorità di APTIVUS, somministrato in associazione a bassi dosaggi di ritonavir, rispetto al braccio di confronto inibitore della proteasi/ritonavir è stata osservata per tutti i parametri di efficacia alla settimana 48.
Non è stato dimostrato che APTIVUS sia superiore a questi inibitori della proteasi associati a ritonavir, di confronto in pazienti che ospitino ceppi suscettibili a questi inibitori della proteasi.
I dati ottenuti dagli studi RESIST dimostrano anche che APTIVUS, somministrato in associazione a ritonavir a basso dosaggio, determina una migliore risposta al trattamento alla settimana 48 quando la terapia OBR contiene agenti antiretrovirali con mantenuta sensibilità virale al test genotipico (es.
enfuvirtide).
Al momento non sono disponibili dati da studi controllati che valutino l’effetto di APTIVUS sulla progressione clinica dell’HIV.
Analisi della resistenza a tipranavir in pazienti già sottoposti a trattamento: Negli studi RESIST la percentuale di risposta al trattamento con APTIVUS/ritonavir è stata valutata in funzione del genotipo e fenotipo basale a Tipranavir.
Sono state valutate le relazioni tra suscettibilità fenotipica al basale; mutazioni primarie agli inibitori della proteasi (PI); mutazioni della proteasi ai codoni 33, 82, 84 e 90; mutazioni associate a resistenza a tipranavir e risposta alla terapia a APTIVUS/ritonavir.
È da notare che i pazienti arruolati negli studi RESIST presentavano un pattern mutazionale al basale
di almeno una mutazione primaria al gene della proteasi ai codoni 30N, 46I, 46L, 48V, 50V, 82A,
82F, 82L, 82T, 84V o 90M e non più di due mutazioni ai codoni 33, 82, 84 o 90.

 Sono state effettuate le seguenti osservazioni:
-Mutazioni primarie agli inibitori della proteasi (PI):
Sono state condotte analisi per valutare la risposta virologia in funzione del numero di mutazioni
primarie ai PI (qualsiasi variazione della proteasi ai codoni 30, 32, 36, 46, 47, 48, 50, 53, 54, 82, 84,
88 e 90) presenti al basale.
Le percentuali di risposta erano maggiori tra i pazienti trattati con
APTIVUS/ritonavir rispetto ai pazienti trattati con l’inibitore della proteasi di confronto, associato a
ritonavir, sia nei pazienti che associavano enfuvirtide che in quelli non trattati con enfuvirtide.

Tuttavia in alcuni pazienti che non associavano enfuvirtide l’attività antivirale iniziava tra la settimana
4 e la settimana 8.


 -Mutazioni ai codoni della proteasi 33, 82, 84 e 90:
Una ridotta risposta virologica era osservata nei pazienti infetti con ceppi virali che presentavano due

 o più mutazioni ai codoni della proteasi 33, 82, 84 o 90 e non associavano il trattamento con
enfuvirtide.


 -Mutazioni associate a resistenza a Tipranavir:
La risposta virologica alla terapia con APTIVUS/ritonavir è stata valutata utilizzando un punteggio
mutazionale relativo al genotipo basale dei pazienti arruolati negli studi RESIST 1 e RESIST 2.

Questo punteggio (ottenuto valutando i 16 aminoacidi associati a ridotta suscettibilità a tipranavir e/o
ridotta risposta virologica: 10V, 13V, 20M/R/V, 33F, 35G, 36I, 43T, 46L, 47V, 54°/M/V, 58E, 69K,
74P, 82L/T, 83D, e 84V) è stato applicato alle sequenze della proteasi virale al basale.
Una
correlazione tra punteggio mutazionale di tipranavir e risposta al trattamento con APTIVUS/ritonavir
dopo 48 settimane di trattamento è stata considerata.


 Questo punteggio è stato ottenuto da una selezionata popolazione di pazienti RESIST che, come criterio di inclusione, presentavano specifiche mutazioni; pertanto l’estrapolazione ad una popolazione più ampia richiede cautela.
Alla settimana 48 una maggiore percentuale di pazienti trattati con APTIVUS/ritonavir ha ottenuto una risposta al trattamento rispetto al gruppo di confronto trattato con un inibitore della proteasi/ritonavir con quasi tutte le possibili combinazioni del profilo di resistenza genotipico (vedi tabella sotto riportata).
Proporzione di pazienti che rispondono al trattamento alla settimana 48 (risposta confermata dalla riduzione della carica virale al basale ≥1 log10 copie/ml), in funzione del numero di mutazioni basali a tipranavir e all’uso di enfuvirtide nella popolazione RESIST.

  ENF Naive No ENF naive*
Numero di mutazioni a TPV** TPV/r TPV/r
0-1 73% 53%
2 61% 33%
3 75% 27%
4 59% 23%
≥ 5 47% 13%
Tutti i pazienti 61% 29%

 *Include tutti i pazienti che non hanno ricevuto ENF e quelli che erano già in trattamento e hanno continuato ENF ** Mutazioni della proteasi alle posizioni L10V, I13V, K20M/R/V, L33F, E35G, M36I, K43T, M46L, I47V, I54A/M/V, 58E, H69K, T74P, V82L/T, N83D o I84V ENF Enfuvirtide; TPV/r Tipranavir/ritonavir Evidenti riduzioni dell’HIV1-RNA fino alla settimana 48 erano maggiormente osservate nei pazienti che ricevevano APTIVUS/ritonavir ed erano naive all’enfuvirtide.
Nei pazienti trattati con APTIVUS/ritonavir senza l’associazione con enfuvirtide è stata osservata una minore percentuale di risposta a 48 settimane, dovuta alla mancata associazione di enfuvirtide (vedi tabella sotto riportata).
Riduzione media della carica virale dal basale alla settimana 48 in funzione del numero di mutazioni a tipranavir e all’uso di enfuvirtide nei pazienti RESIST 

  ENF Naive No ENF naive*
Numero di mutazioni a TPV** TPV/r TPV/r
0- 1 -2.3 -1.6
2 -2.1 -1.1
3 -2.4 -0.9
4 -1.7 -0.8
≥ 5 -1.9 -0.6
Tutti i pazienti -2.0 -1.0

 * Include tutti i pazienti che non hanno ricevuto ENF e quelli che erano già in trattamento e hanno continuato ENF ** Mutazioni della proteasi alle posizioni L10V, I13V, K20M/R/V, L33F, E35G, M36I, K43T, M46L, I47V, I54A/M/V, 58E, H69K, T74P, V82L/T, N83D o I84V ENF Enfuvirtide; TPV/r Tipranavir/ritonavir -Resistenza fenotipica a Tipranavir:
L’aumento della suscettibilità fenotipica basale a tipranavir si correla con ridotta risposta virologica.

Isolati con valori basali tra >0 e 3 sono considerati suscettibili, isolati tra 3 e 10 mostrano una ridotta
suscettibilità e isolati con valori basali >10 sono resistenti.


 Conclusioni relative alla rilevanza di particolari mutazioni o profili mutazionali sono soggette a modifiche per l’aggiunta di nuovi dati.
Si consiglia di consultare sempre un aggiornato sistema di interpretazione per l’analisi dei risultati sei test di resistenza 

05.2 Proprietà farmacocinetiche - [Vedi Indice].

Per raggiungere le concentrazioni plasmatiche efficaci di tipranavir e un regime che preveda la somministrazione due volte al giorno è essenziale l’associazione a bassi dosaggi di ritonavir (vedere paragrafo 4.2).
Ritonavir agisce inibendo il CYP3A del citocromo epatico P450, la glicoproteina P della pompa di efflusso intestinale e probabilmente anche il CYP3A del citocromo intestinale P450.
Come dimostrato in una valutazione dose-ranging condotta in 113 volontari maschi e femmine HIV negativi, ritonavir aumenta l’AUC0-12h, Cmax e Cmin e diminuisce la clearance di tipranavir.
Tipranavir somministrato in associazione a ritonavir a basso dosaggio (500 mg/200 mg due volte al giorno) è stato associato ad un aumento di 29 volte delle concentrazioni plasmatiche minime di tipranavir allo stato di equilibrio stazionario al mattino, media geometrica rispetto a tipranavir 500 mg somministrato due volte al giorno senza ritonavir.
Assorbimento: L’assorbimento di tipranavir nell’uomo è limitato, sebbene non sia disponibile una quantificazione assoluta dell’assorbimento.
Tipranavir è un substrato per la glicoproteina P, un debole inibitore della glicoproteina P e sembra essere anche un potente induttore della glicoproteina P.
I dati suggeriscono che, sebbene ritonavir sia un inibitore della glicoproteina P, l’effetto netto di APTIVUS, in associazione a ritonavir a basso dosaggio, allo steady-state del dosaggio proposto sia di induzione della glicoproteina P.
Le concentrazioni plasmatiche massime sono raggiunte entro 1 – 5 ore dopo la somministrazione in funzione del dosaggio utilizzato.
Dopo somministrazioni ripetute, le concentrazioni plasmatiche di tipranavir sono più basse di quanto prevedibile dai dati di somministrazione singola, presumibilmente a causa dell’induzione dell’enzima epatico.
Nella maggior parte dei soggetti lo steady state è raggiunto dopo 7 giorni di trattamento.
Tipranavir in associazione a ritonavir a bassi dosaggi mostra una farmacocinetica lineare allo steady state.
La somministrazione di APTIVUS 500 mg in associazione con 200 mg di ritonavir due volte al giorno per un periodo compreso tra 2 e 4 settimane senza restrizioni alimentari ha prodotto una concentrazione plasmatica massima media (Cmax) di 94,8 ± 22,8 µM per le pazienti (n=14) e 77,6 ± 16,6 µM per i pazienti (n=106) raggiunta circa 3 ore dopo la somministrazione.
Il valore medio della concentrazione minima prima della somministrazione mattutina allo “steady-state” era pari a 41,6 ± 24,3 µM per le pazienti e 35,6 ± 16,7 µM per i pazienti.
L’AUC di tipranavir a intervalli di somministrazione di 12 ore era mediamente 851 ± 309 µM•h (CL=1,15 l/h) per le pazienti e 710 ± 207 µM•h (CL=1,27 l/h) per i pazienti.
Le emivite erano mediamente comprese tra 5,5 (femmine) e 6,0 ore (maschi).
Effetti del cibo sull’assorbimento orale: Il cibo migliora la tollerabilità di tipranvir/ritonavir.
Pertanto APTIVUS, associato a ritonavir a basso dosaggio, deve essere somministrato con il cibo.
Si attendono i dati per meglio definire l’influenza del cibo sull’assorbimento orale.
L’assorbimento di tipranavir in associazione a ritonavir a bassi dosaggi è ridotto in presenza di antiacidi (vedere paragrafo 4.5).
Distibuzione: Tipranavir si lega in modo elevato alle proteine plasmatiche (>99,9%).
Nei campioni clinici prelevati da volontari sani e soggetti HIV-1 positivi che ricevevano tipranavir senza ritonavir, la frazione media di tipranavir non legata presente nel plasma era simile in entrambe le popolazioni (volontari sani 0,015% ± 0,006%; soggetti HIV positivi 0,019% ± 0,076%).
Le concentrazioni plasmatiche totali in questi campioni erano comprese tra 9 e 82 µM.
La frazione non legata di tipranavir sembrava essere indipendente dalla concentrazione totale del farmaco in questo intervallo di concentrazione.
Non sono stati effettuati studi per determinare la distribuzione di tipranavir nel fluido cerebrospinale o nello sperma.
Metabolismo: Gli studi in vitro sul metabolismo effettuati in microsomi epatici umani indicano che il CYP3A4 è l’isoforma CYP predominante coinvolto nel metabolismo del tipranavir.
La clearance orale di tipranavir decresceva dopo l’aggiunta di ritonavir il che può significare una ridotta clearance di primo passaggio del farmaco al tratto gastrointestinale e al fegato.
Il metabolismo di tipranavir in presenza di bassi dosaggi di ritonavir è minimo.
In uno studio condotto sull’uomo con 14C-tipranavir (14C-tipranavir/ritonavir, 500 mg/200 mg due volte al giorno), tipranavir immodificato era predominante ed ammontava al 98,4% o più della radioattività plasmatica totale circolante 3, 8 o 12 ore dopo la somministrazione.
Sono stati trovati nel plasma solo alcuni metaboliti, tutti presenti in tracce (0,2% o meno della radioattività plasmatica).
Nelle feci tipranavir immodificato rappresentava la maggior parte della radioattività fecale (79,9% della radioattività fecale).
Il metabolita fecale più abbondante, pari al 4,9% della radioattività fecale (3,2% della dose) era un idrossimetabolita di tipranavir.
Nelle urine tipranavir immodificato era stato trovato in tracce (0,5% della radioattività delle urine).
Il metabolita urinario più abbondante pari all’11% della radioattività urinaria (0,5% della dose) era un glucuronide coniugato di tipranavir.
Eliminazione: La somministrazione di 14C-tipranavir a soggetti (n = 8) che ricevevano tipranavir/ritonavir 500 mg/200 mg due volte al giorno dosato allo steady state dimostrava che la maggior radioattività (mediana 82,3%) era escreta nelle feci, mentre solo una mediana del 4,4% della dose radioattiva somministrata era recuperata nelle urine.
Inoltre la maggior radioattività (56%) è stata escreta tra 24 e 96 ore dopo la somministrazione.
L’emivita effettiva media di eliminazione di tipranavir/ritonavir in volontari sani (n="6"7) e in pazienti adulti infetti da HIV (n=120) è stata rispettivamente di circa 4,8 e 6,0 ore allo steady state a seguito di una dose di 500 mg/200 mg due volte al giorno al giorno con un pasto leggero.
Popolazioni speciali: Sebbene i dati ad oggi disponibili siano limitati per consentire un’analisi definitiva, suggeriscono che il profilo di farmacocinetica è immodificato negli anziani e confrontabile tra le razze.
Al contrario, la valutazione delle concentrazioni plasmatiche minime di tipranavir allo stead-state, 10-14 ore dopo la somministrazione, negli studi RESIST-1 e RESIST-2, ha dimostrato che generalmente le donne presentavano concentrazioni di tipranavir più alte rispetto agli uomini.
Dopo 4 settimane di APTIVUS/ritonavir 500 mg/200 mg bid, la concentrazione plasmatica minima di tipranavir, valore mediano, era 43,9 µM per le donne e 31,1 µM per gli uomini.
Questa differenza delle concentrazioni non richiede un aggiustamento posologico.
Disfunzione renale: La farmacocinetica di tipranavir non è stata studiata in pazienti con disfunzione renale.
Tuttavia, poiché la clearance renale di tipranavir è trascurabile, non è atteso un calo della clearance globale nei pazienti con disfunzione renale.
Disfunzione epatica: In uno studio che confrontava 9 pazienti con alterazioni epatiche lievi (classe A di Child-Pugh) a 9 controlli, la disponibilità farmacocinetica di dosi singole e multiple di tipranavir e ritonavir era aumentata in pazienti con alterazioni epatiche, ma sempre all’interno dell’intervallo osservato negli studi clinici.
Non è richiesto alcun aggiustamento posologico in pazienti con alterazioni epatiche lievi, ma i pazienti devono essere strettamente controllati.
L’influenza di alterazioni epatiche moderate (classe B di Child-Pugh) o gravi (classe C di Child-Pugh) sulla farmacocinetica di dosi multiple sia di tipranavir che di ritonavir non è stata valutata finora.
APTIVUS è controindicato in caso di alterazioni epatiche moderate o gravi (vedere paragrafi 4.2, 4.3).
Pediatria: Il profilo farmacocinetico di tipranavir non è ancora stato stabilito in pazienti pediatrici.
 

05.3 Dati preclinici di sicurezza - [Vedi Indice].

Gli studi di tossicità animale sono stati effettuati con tipranavir da solo in topi, ratti e cani e in associazione con ritonavir (rapporto peso a peso 3,75:1) in ratti e cani.
Gli studi con l’associazione tipranavir e ritonavir non hanno rivelato nessun ulteriore effetto tossicologico quando confrontati con gli effetti osservati negli studi di tossicità di tipranavir da solo.
Gli effetti predominanti delle somministrazioni ripetute di tipranavir in tutte le specie in cui sono stati eseguiti studi di tossicologia, erano a livello gastrointestinale (emesi, feci molli, diarrea) ed epatico (ipertrofia).
Gli effetti erano reversibili con la sospensione del trattamento.
Ulteriori alterazioni includevano sanguinamento nei ratti ad alte dosi (roditori specifico).
Il sanguinamento osservato nei ratti era associato al tempo di protrombina (PT) prolungato e al tempo parziale di tromboplastina attivato (APTT).
La maggior parte degli effetti negli studi di tossicità a dose ripetuta apparivano a livelli di esposizione sistemici che sono equivalenti o perfino inferiori a quelli nell’uomo alla dose clinica raccomandata.
In uno studio condotto in ratti con tipranavir a livelli sistemici di esposizione (AUC) equivalenti all’esposizione nell’uomo alla dose clinica raccomandata, non sono stati osservati effetti avversi sull’accoppiamento e sulla fertilità.
A dosaggi materni che producevano livelli di esposizione sistemica al farmaco simili o al di sotto di quelli determinati dalla dose clinica raccomandata, tipranavir non produceva effetti teratogeni.
Nei ratti è stata osservata a esposizioni 0,8 volte l’esposizione umana alla dose clinica, tossicità fetale (riduzione dell’ossificazione dello sterno e del peso corporeo).
In studi di sviluppo pre e post natale nei ratti è stata osservata inibizione della crescita dui cuccioli a dosi tossiche per la madre pari a circa 0,8 volte l’esposizione umana.
Studi di carcinogenicità effettuati con topi e ratti hanno rivelato un potenziale tumorigeno di tipranavir specifico per queste specie, che non è stato considerato di rilevanza clinica.
Tipranavir non mostra evidenza di tossicità genetica in una batteria di test in vitro e in vivo.
 

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE - [Vedi Indice].

06.1 Eccipienti - [Vedi Indice].

Contenuto della capsula: Olio di ricino poliossidrilato Etanolo Mono/digliceridi dell’acido caprilico/caprico Glicole propilenico Acqua depurata Trometamolo Propile gallato Capsula: Gelatina Ferro ossido rosso (E172) Glicole propilenico Acqua depurata “Miscela di sorbitolo speciale e glicerina” (d-sorbitolo, 1,4 sorbitano, mannitolo e glicerina) Titanio diossido (E171)  Inchiostro nero: Glicole propilenico Ferro ossido nero Polivinil acetato ftalato Macrogol Ammonio idrossido.
 

06.2 Incompatibilità - [Vedi Indice].

Non pertinente.
 

06.3 Periodo di validità - [Vedi Indice].

3 anni.
 

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione - [Vedi Indice].

Conservare in frigorifero (2°C – 8°C).
Conservazione durante l’uso: 60 giorni (a temperatura inferiore a 25 °C) dopo la prima apertura del flacone.
È consigliabile che il paziente appunti la data di apertura del flacone sull’etichetta e/o sull’astuccio.
 

06.5 Natura e contenuto della confezione - [Vedi Indice].

Flacone di polietilene ad alta densità (HDPE) con chiusura a prova di bambino costituita da due parti (guscio esterno di HDPE, guscio interno di polipropilene con un rivestimento di cartone di pasta di legno/allumino).
Ogni flacone contiene 120 capsule.
 

06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione - [Vedi Indice].

Nessuna istruzione particolare.
 

07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - [Vedi Indice].

Boehringer Ingelheim International GmbH Binger Strasse 173 55216 Ingelheim am Rhein Germania  

08.0 NUMERO DI AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - [Vedi Indice].

 

09.0 REGIME DI DISPENSAZIONE AL PUBBLICO - [Vedi Indice].

Medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa (vedere Allegato I: torna all'INDICE farmaci, paragrafo 4.2).
 Il titolare di questa autorizzazione alla immissione in commercio deve informare la Commissione Europea circa i piani di commercializzazione relativi alla specialità medicinale autorizzata dalla presente decisione.
Il titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio deve completare entro i tempi stabiliti il seguente programma di studi, i cui risultati formeranno la base del riesame annuale del rapporto rischio/beneficio.
Aspetti clinici: Il titolare dell’autorizzazionr all’immissione in commercio fornirà: •      La presentazione di dati aggiornati ed i risultati degli studi di fase III RESIST-1 (1182.12) e RESIST-2 (1182.48) entro il 15 settembre 2007.
 

10.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE - [Vedi Indice].

EU/1/05/315/001 25 ottobre 2005  

11.0 TABELLA DI APPARTENENZA DPR 309/90 - [Vedi Indice].

 

12.0 DATA DI REVISIONE DEL TESTO - [Vedi Indice].

 

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Ultimo aggiornamento: 15/12/2012
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