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02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA
03.0 FORMA FARMACEUTICA
04.0 INFORMAZIONI CLINICHE
04.1 Indicazioni terapeutiche
04.2 Posologia e modo di somministrazione
04.3 Controindicazioni
04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso
04.5 Interazioni
04.6 Gravidanza ed allattamento
04.7 Effetti sulla capacit� di guidare veicoli e sull'uso di macchine
04.8 Effetti indesiderati
04.9 Sovradosaggio
05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE
05.1 Proprietà farmacodinamiche
05.2 Proprietà farmacocinetiche
05.3 Dati preclinici di sicurezza
06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE
06.1 Eccipienti
06.2 Incompatibilità
06.3 Periodo di validità
06.4 Speciali precauzioni per la conservazione
06.5 Natura e contenuto della confezione
06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione
home

08.0 NUMERO DI AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO
09.0 REGIME DI DISPENSAZIONE AL PUBBLICO
10.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE
xxy TABELLA DI APPARTENENZA DPR 309/90
12.0



     

 

- [Vedi Indice]

AVALOX 400 mg compresse

02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA - [Vedi Indice]

Una compressa film-rivestita contiene: moxifloxacina cloridrato 436,8 mg, equivalenti a moxifloxacina 400 mg.

home

03.0 FORMA FARMACEUTICA - [Vedi Indice]

Compresse film-rivestite

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

- [Vedi Indice]

04.1 Indicazioni terapeutiche - [Vedi Indice]

Avalox 400 mg compresse film-rivestite è indicato per il trattamento delle seguenti infezioni batteriche:

Infezioni delle vie respiratorie:

Riacutizzazione di bronchite cronicaPolmonite: acquisita in comunità, con l'esclusione della polmonite graveSinusite acuta batterica (adeguatamente diagnosticata)

Avalox 400 mg compresse film-rivestite è indicato per il trattamento delle infezioni di cui sopra, qualora siano sostenute da batteri sensibili alla moxifloxacina.

Nel prescrivere una terapia antibiotica si dovrebbe fare riferimento alle linee guida ufficiali locali e/o nazionali relative alla resistenza agli antibatterici ed all'impiego appropriato degli agenti antibatterici.

04.2 Posologia e modo di somministrazione - [Vedi Indice]

Posologia

Una compressa film-rivestita da 400 mg una volta al giorno.

Non si ha esperienza nei pazienti con clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min/1,73m2 oppure in dialisi renale e si ha esperienza insufficiente nei pazienti con ridotta funzionalità epatica (cfr. paragrafo `04.3 Controindicazioni').

Modo di somministrazione

La compressa film-rivestita deve essere deglutita intera con una sufficiente quantità di liquido e può essere assunta indipendentemente dai pasti.

Durata della somministrazione

Avalox 400 mg compresse deve essere assunto per i seguenti periodi di trattamento:

Riacutizzazione di bronchite cronica 5-10 giorni (la durata abituale del trattamento è di 5 giorni)Polmonite acquisita in comunità 10 giorni.Sinusite acuta 7 giorni.

Avalox 400 mg compresse film-rivestite è stato studiato, in fase di sperimentazione clinica, per periodi di trattamento della durata massima di 14 giorni.

Si raccomanda di non superare il dosaggio consigliato (400 mg una volta al giorno), né la durata della terapia per la specifica indicazione.

04.3 Controindicazioni - [Vedi Indice]

Ipersensibilità alla moxifloxacina o ad altri chinoloni.Gravidanza e allattamento (cfr. paragrafo `Gravidanza e allattamento').Bambini e adolescenti in fase di crescita.Pazienti con un'anamnesi di malattia/disturbo dei tendini correlata al trattamento con chinoloni.

Sia nelle sperimentazioni precliniche che nell'uomo, in seguito ad esposizione alla moxifloxacina sono state osservate modificazioni nell'elettrofisiologia cardiaca, sotto forma di prolungamento dell'intervallo QT. Per ragioni di sicurezza, Avalox è pertanto controindicato nei pazienti con:

Documentato prolungamento del QT congenito o acquisitoAlterazioni elettrolitiche, in particolare ipokaliemiaBradicardia clinicamente rilevanteInsufficienza cardiaca con ridotta frazione di eiezione ventricolare sinistra, clinicamente rilevanteAnamnesi di aritmie sintomatiche

Avalox non deve essere impiegato contemporaneamente ad altri farmaci che prolungano l'intervallo QT, in particolare gli antiaritmici di classe IA e III.

Per mancanza di dati Avalox è controindicato anche nei pazienti con ridotta funzionalità epatica (incremento delle transaminasi > 5 x il limite superiore di normalità) e nei pazienti con clearance della creatinina inferiore a 30ml/min/1,73m2 (creatinina sierica > 265 mmol/l) o sottoposti a dialisi renale.

A causa del modesto effetto di prolungamento del QT di Avalox (cfr. paragrafi `04.3 Controindicazioni' e `Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso'), deve essere valutato con attenzione l'impiego concomitante di farmaci che inducono bradicardia o ipokaliemia, o di farmaci che prolungano il QT (antiaritmici di classe IA e III, neurolettici, taluni antimicrobici [antimalarici, antimicotici imidazolici, macrolidi], taluni antistaminici [terfenadina, astemizolo], cisapride).

Non si sono verificate interazioni in seguito a somministrazione concomitante di moxifloxacina e: warfarin, ranitidina, probenecid, contraccettivi orali o teofillina. Gli studi in vitro con enzimi del citocromo P-450 umani supportano questi dati. Alla luce di questi risultati, un'interazione metabolica mediata dagli enzimi del citocromo P-450 è improbabile.

Nota: Lo studio di interazione con teofillina è stato eseguito con un dosaggio di moxifloxacina di 2 x 200 mg.

Interazione con il cibo

La moxifloxacina non dà luogo a interazioni clinicamente rilevanti con il cibo, compresi latte e derivati.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso - [Vedi Indice]

È noto che i chinoloni possono provocare convulsioni. Il prodotto deve essere usato con cautela nei pazienti con disturbi del SNC che possono predisporre alle convulsioni o abbassare la soglia convulsiva.Se si constata un indebolimento della vista o qualsiasi altro effetto a carico degli occhi, consultare immediatamente un oculista.In corso di terapia con chinoloni possono verificarsi infiammazione e rottura dei tendini, in particolare nei pazienti anziani e in quelli in trattamento concomitante con corticosteroidi. Al primo segno di dolore o infiammazione i pazienti devono interrompere il trattamento con Avalox e mettere a riposo l'arto o gli arti interessati.La moxifloxacina, come alcuni altri chinoloni e macrolidi, ha dimostrato di prolungare l'intervallo QTc. Il prolungamento medio del QTc con moxifloxacina è stato modesto (4 msec; 1,2% rispetto al valore basale). Nell'analisi degli ECG ottenuti nel programma di sperimentazione clinica non sono state rilevate differenze statisticamente significative nell'incidenza di prolungamenti del QTc potenzialmente rilevanti fra la moxifloxacina ed i gruppi di controllo, compreso il placebo. Poiché sono disponibili solo informazioni limitate sui pazienti che potrebbero essere predisposti a sviluppare aritmie cardiache associate al prolungamento del QTc, la moxifloxacina dovrebbe essere usata con cautela nei pazienti che assumano contemporaneamente medicinali in grado di ridurre i livelli di potassio e di magnesio.Qualora si manifestino segni di aritmia cardiaca durante il trattamento con Avalox, interrompere il trattamento ed eseguire un ECG. Qualora vi siano indicazioni di disfunzione epatica, si dovranno eseguire prove/indagini di funzionalità epatica.Sono stati segnalati casi di colite pseudomembranosa associati all'impiego di antibiotici ad ampio spettro; pertanto, è importante che questa diagnosi venga presa in considerazione nei pazienti che sviluppino grave diarrea durante o dopo l'uso di Avalox. In tale situazione sono controindicati i farmaci che inibiscono la peristalsi.I pazienti con anamnesi familiare di deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi, o che presentino essi stessi tale difetto, possono andare incontro a reazioni emolitiche se trattati con chinoloni. Pertanto, Avalox dovrebbe essere usato con cautela in questi pazienti.

I chinoloni hanno mostrato di provocare reazioni di fotosensibilità nei pazienti. Tuttavia, dagli studi è emerso che la moxifloxacina non ha il potere di indurre fotosensibilità.

04.5 Interazioni - [Vedi Indice]

Interazioni con specialità medicinali

Dovrebbe trascorrere un intervallo di circa 6 ore fra la somministrazione di preparati contenenti cationi bivalenti o trivalenti (ad es. antiacidi contenenti magnesio o alluminio, didanosina, sucralfato e preparati contenenti ferro o zinco) e la somministrazione di Avalox.

Dopo somministrazione ripetuta in volontari sani, la moxifloxacina ha provocato un incremento della Cmax della digossina pari a circa il 30%, senza influenzarne l'AUC o le concentrazioni di valle.

Negli studi condotti in volontari diabetici, la somministrazione concomitante di Avalox e glibenclamide ha ridotto le concentrazioni plasmatiche di picco di glibenclamide del 21% circa.



04.6 Gravidanza ed allattamento - [Vedi Indice]

La sicurezza d'impiego della moxifloxacina in gravidanza non è stata valutata nell'uomo. Gli studi sulla riproduzione condotti nei ratti e nelle scimmie non hanno fornito alcuna evidenza di teratogenicità o di compromissione della fertilità. Tuttavia, come per altri chinoloni, è stato dimostrato che la moxifloxacina provoca lesioni nella cartilagine delle articolazioni portanti degli animali in accrescimento. I dati preclinici indicano che la moxifloxacina passa nel latte. L'uso della moxifloxacina in gravidanza e durante l'allattamento è controindicato.

04.7 Effetti sulla capacit� di guidare veicoli e sull'uso di macchine - [Vedi Indice]

I fluorochinoloni possono provocare una compromissione della capacità del paziente di guidare o azionare macchinari, a causa delle reazioni a carico del SNC (ad es. stordimento). Dovrebbe essere consigliato ai pazienti di osservare le loro reazioni alla moxifloxacina prima di guidare o azionare macchinari.

04.8 Effetti indesiderati - [Vedi Indice]

In seguito al trattamento con Avalox nel corso delle sperimentazioni cliniche, sono stati segnalati i seguenti effetti indesiderati.

Le frequenze sono riportate sotto:

Comune: da ³ 1 a <10%
Non comune: da ³ 0,1 a <1%
Raro <0,1%

Con l'eccezione della nausea e della diarrea, tutte le reazioni avverse da farmaco sono state osservate con frequenze inferiori al 3%.

Generali:

Comune: Dolore addominale, cefalea
Non comune: Astenia, dolore, mal di schiena, malessere, dolore toracico, reazione allergica, dolore alle gambe

Sistema nervoso:

Comune: Stordimento
Non comune: Insonnia, vertigine, nervosismo, sonnolenza, ansia, tremore, parestesia, confusione, depressione

Apparato digerente:

Comune: Nausea, diarrea, vomito, dispepsia
Non comune: Secchezza delle fauci, nausea e vomito, flatulenza, costipazione, moniliasi orale, anoressia, stomatite, disturbo gastro-intestinale, glossite

Apparato cardiovascolare:

Comune: In pazienti con concomitante ipokaliemia o ipocalcemia: prolungamento dell'intervallo QT
Non comune: Tachicardia, edema periferico, ipertensione, palpitazione, sincope, fibrillazione atriale, angina pectoris, prolungamento dell'intervallo QT

Apparato muscolo-scheletrico:

Non comune: Artralgia, mialgia

Cute:

Non comune: Eruzione cutanea, prurito, sudorazione, orticaria

Organi di senso:

Comune: Disgeusia
Non comune: Ambliopia

Apparato uro-genitale:

Non comune: Moniliasi vaginale, vaginite

Parametri di laboratorio:

Comune: Anomalia dei test di funzionalità epatica (incremento moderato di AST / ALT e/o bilirubina)
Non comune: Incremento delle gamma-GT, incremento dell'amilasi, leucopenia, diminuzione della protrombina, eosinofilia, trombocitemia, trombocitopenia, anemia

Le seguenti reazioni avverse da farmaco sono state segnalate raramente (< 0,1%), durante il trattamento con Avalox:

iperglicemia, iperlipidemia, incremento della protrombina, allucinazione, depersonalizzazione, incoordinazione, ittero, vasodilatazione, ipotensione, tinnito, tendinite, secchezza della cute.

L'attuale esperienza clinica con Avalox non ne consente una valutazione definitiva del profilo delle reazioni avverse da farmaco. Casi isolati dei seguenti effetti indesiderati, che non si può escludere possano verificarsi anche durante il trattamento con Avalox, sono stati segnalati con altri fluorochinoloni: epatite, calo transitorio della vista, disturbi dell'equilibrio compresa l'atassia, disturbi del gusto di lunga durata, rottura di tendine, ipernatremia, ipercalcemia, neutropenia, emolisi.

04.9 Sovradosaggio - [Vedi Indice]

Non vi sono esperienze sul sovradosaggio con la moxifloxacina. Non sono raccomandate contromisure specifiche in caso di sovradosaggio accidentale. Si deve istituire una terapia generale sintomatica.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

- [Vedi Indice]

05.1 Proprietà farmacodinamiche - [Vedi Indice]

La moxifloxacina è un antibatterico fluorochinolonico (codice ATC JO1MA).

Meccanismo d'azione

In vitro, la moxifloxacina si è dimostrata attiva nei confronti di un'ampia gamma di patogeni Gram-positivi e Gram-negativi.

L'azione battericida è il risultato dell'interferenza con le topoisomerasi II (DNA girasi) e IV. Le topoisomerasi sono enzimi essenziali, che hanno un ruolo chiave nella replicazione, trascrizione e riparazione del DNA batterico. La topoisomerasi IV influenza anche la divisione cromosomiale nei batteri.

Studi di cinetica hanno dimostrato che la moxifloxacina presenta un tasso di batteriocidia dipendente dalla concentrazione. Le concentrazioni minime battericide (MBC) rientrano nell'intervallo delle concentrazioni minime inibenti (MIC).

Interferenza con gli esami colturali:

La terapia con moxifloxacina può dare risultati falsamente negativi per Mycobacterium spp., per soppressione della crescita dei micobatteri.

Effetto sulla flora intestinale nell'uomo

Le seguenti modificazioni della flora intestinale sono state osservate in volontari in seguito alla somministrazione di moxifloxacina: E. coli, Bacillus spp., Enterococci e Klebsiella spp. erano diminuiti, come pure gli anaerobi Bacteroides vulgatus, Bifidobacterium, Eubacterium e Peptostreptococcus. Per B. fragilis c'era un incremento. Negli studi sperimentali, le sensibilità del B. fragilis nei confronti della moxifloxacina erano moderate, con valori di MIC-90 compresi fra 0,75 e 4 mg/ml. Queste modificazioni sono rientrate nella norma entro due settimane. Il Clostridium difficile e la sua tossina non sono stati trovati. Il Clostridium difficile è moderatamente sensibile alla moxifloxacina, con valori di MIC-90 di 2 mg/l. Non c'era influenza sulla colonizzazione della flora intestinale con Candida spp..

La prevalenza di resistenza può variare in diverse aree geografiche e nel tempo per specie selezionate ed è opportuno avere informazioni specifiche per area sulla resistenza dei microrganismi, in particolare per il trattamento di infezioni gravi. Le informazioni sulla sensibilità in vitro riportate sotto forniscono solo una guida approssimativa sulle probabilità che i microrganismi siano sensibili alla moxifloxacina o meno.

Dati di sensibilità in vitro

Breakpoint di sensibilità S £ 1 mg/l, R ³ 4 mg/l

Microrganismo Prevalenza di resistenza
Sensibili:
Batteri Gram-positivi
Streptococcus pneumoniae
(compresi ceppi resistenti a
penicilline e macrolidi)*
Streptococcus pyogenes
(gruppo A)*
Streptococcus. milleri
Streptococcus. Mitior
Streptococcus. agalactiae
Staphylococcus aureus
(meticillino-sensibile)*
Batteri Gram-negativi
A: Specie esigenti:
Haemophilus influenzae
(compresi ceppi
b-lattamasi negativi e positivi)*
0-10%
Haemophilus. parainfluenzae *
Moraxella catarrhalis
(compresi ceppi
b-lattamasi negativi e positivi)*
B: Enterobacteriaceae
Escherichia coli * 0-10%
Klebsiella pneumoniae * 0-10%
Klebsiella oxytoca 0-10%
Enterobacter cloacae * 0-10%
Proteus mirabilis 0-10%
Proteus. vulgaris 0-10%
Morganella morganii 0-10%
Providencia rettgeri 0-10%
Anaerobi
Fusobacterium spp.
Porphyromonas spp.
Prevotella spp.
Peptostreptococcus spp.
Atipici
Chlamydia pneumoniae *
Mycoplasma pneumoniae *
Legionella pneumophila
Coxiella burnettii
Intermedi:
Batteri Gram-positivi
Staphylococcus aureus
(meticillino- resistente)+
Batteri Gram-negativi
Providencia. Stuartii
Pseudomonas aeruginosa++ 0-30%
Pseudomonas fluorescens
Stenotrophomonas maltophilia
Resistenti:
Batteri Gram-negativi
Burkholderia cepacia

* L'efficacia clinica è stata dimostrata per gli isolati sensibili nelle indicazioni cliniche approvate.

+ L'impiego di moxifloxacina non è raccomandato, qualora si identifichino ceppi resistenti ai fluorochinoloni.

++ Per le infezioni da Ps. Aeruginosa acquisite in comunità si deve considerare una percentuale di resistenza del 25%; per le infezioni nosocomiali la percentuale di resistenza può raggiungere il 90%.

Resistenza

I meccanismi di resistenza che inattivano penicilline, cefalosporine, aminoglicosidi, macrolidi e tetracicline non interferiscono con l'attività antibatterica della moxifloxacina. Altri meccanismi di resistenza, quali barriere alla penetrazione (comuni, ad esempio, nello Pseudomonas aeruginosa) e meccanismi di efflusso, possono tuttavia influenzare anche la sensibilità dei corrispondenti batteri alla moxifloxacina. A parte questo, non c'è resistenza crociata tra la moxifloxacina e le classi sopra citate di composti. Non è stata osservata resistenza mediata da plasmidi. Le prove di laboratorio sullo sviluppo di resistenza nei confronti della moxifloxacina nei batteri Gram-positivi hanno rivelato che la resistenza si sviluppa lentamente per stadi successivi (tipo "multi-step") ed è mediata da modificazioni a livello del sito bersaglio (cioè topoisomerasi II e IV) e da meccanismi di efflusso. La frequenza di sviluppo di resistenza è bassa (tasso 10-7 - 10-10 ).

Esposizioni ripetute per 7 giorni dei microrganismi a concentrazioni sub-inibitorie (50% della MIC) di moxifloxacina hanno dato luogo solo ad un piccolo incremento dei valori di MIC. Si osserva resistenza parallela con altri chinoloni. Tuttavia, poiché nei batteri Gram-positivi la moxifloxacina inibisce entrambe le topoisomerasi (II e IV), alcuni Gram-positivi ed anaerobi, che sono resistenti ad altri chinoloni, sono sensibili alla moxifloxacina.

Non sono necessari aggiustamenti di dosaggio negli anziani, nei pazienti con basso peso corporeo o nei pazienti con insufficienza renale (cfr. paragrafo `05.2 Proprietà farmacocinetiche' per maggiori dettagli).

05.2 Proprietà farmacocinetiche - [Vedi Indice]

Assorbimento e biodisponibilità: Dopo somministrazione orale la moxifloxacina viene assorbita rapidamente e quasi completamente. La biodisponibilità assoluta è approssimativamente pari al 91%.

La farmacocinetica è lineare nell'intervallo fra 50 e 800 mg in dose singola e fino a 600 mg una volta al giorno per 10 giorni. Dopo una dose orale di 400 mg concentrazioni di picco di 3,1 mg/l vengono raggiunte entro 0,5 - 4 h dalla somministrazione. Le concentrazioni plasmatiche di picco e di valle allo stato stazionario (400 mg una volta al giorno) sono rispettivamente pari a 3,2 e 0,6 mg/l. Allo stato stazionario, l'esposizione nell'intervallo fra le somministrazioni è approssimativamente del 30% superiore rispetto a quella successiva alla prima dose.

Distribuzione: la moxifloxacina si distribuisce rapidamente negli spazi extravascolari; dopo una dose di 400 mg si osserva una AUC di 35 mg*h/l. Il volume di distribuzione allo stato stazionario (Vss) è pari a circa 2 l/kg. Gli esperimenti in vitro ed ex vivo hanno dimostrato un legame proteico di circa il 40-42% indipendentemente dalla concentrazione del farmaco. La moxifloxacina si lega soprattutto all'albumina sierica.

In seguito a somministrazione orale di una dose singola di 400 mg di moxifloxacina sono state osservate le seguenti concentrazioni di picco (media geometrica):

Tessuto Concentrazione Rapporto
tessuto/
plasma
Plasma 3,1 mg/l --
Saliva 3,6 mg/l 0,75 - 1,3
Essudato (fluido di bolla) 1,61 mg/l 1,71
Mucosa bronchiale 5,4 mg/kg 1,7 - 2,1
Macrofagi alveolari 56,7 mg/kg 18,6 - 70,0
Fluido di rivestimento epiteliale 20,7 mg/l 5 - 7
Seno mascellare 7,5 mg/kg 2,0
Seno etmoidale 8,2 mg/kg 2,1
Polipi nasali 9,1 mg/kg 2,6
Liquido interstiziale 1,02 mg/l 0,8-1,42,3
1 10 h dopo somministrazione
2 concentrazione libera
3 da 3 h a 36 h dopo somministrazione

Metabolismo: La moxifloxacina va incontro a biotrasformazione di fase II e viene escreta per via renale e biliare/fecale sia come farmaco immodificato che in forma di un solfo-composto (M1) e di un glucuronide (M2). M1 ed M2 sono gli unici metaboliti importanti nell'uomo, ed entrambi sono microbiologicamente inattivi.

Negli studi clinici di Fase I e negli studi in vitro non sono state osservate interazioni farmacocinetiche di tipo metabolico con farmaci soggetti a biotrasformazione di fase I dipendente dal Citocromo P-450. Non c'è indicazione di un metabolismo ossidativo.

Eliminazione: La moxifloxacina viene eliminata dal plasma e dalla saliva con un'emivita terminale media di circa 12 ore. La clearance corporea totale media apparente dopo una dose di 400 mg è compresa tra 179 e 246 ml/min. La clearance renale è di circa 24 - 53 ml/min, suggerendo un parziale riassorbimento tubulare del farmaco. Dopo una dose di 400 mg, la quantità ritrovata nelle urine (circa il 19% per il farmaco immodificato, circa il 2,5% per M1 e circa il 14% per M2) e nelle feci (circa il 25% per il farmaco immodificato, circa il 36% per M1, assente M2) ammonta in totale approssimativamente al 96%.

La somministrazione concomitante di moxifloxacina e ranitidina o probenecid non modifica la clearance renale del farmaco immodificato.

Concentrazioni plasmatiche più elevate si osservano nei volontari sani con peso corporeo basso (come le donne) e nei volontari anziani.

Le caratteristiche farmacocinetiche della moxifloxacina non sono significativamente diverse nei pazienti con insufficienza renale (fino ad una clearance della creatinina > 20 ml/min/1,73 m2 ). Al decrescere della funzionalità renale, le concentrazioni del metabolita M2 (glucuronide) aumentano fino ad un fattore di 2,5 (con una clearance della creatinina < 30 ml/min/1,73 m2 ). Non sono disponibili informazioni sull'uso della moxifloxacina in pazienti con clearance della creatinina < 30 ml/min/1,73 m2 ed in pazienti in dialisi renale.

Sulla base degli studi farmacocinetici condotti fino ad oggi nei pazienti con insufficienza epatica (Child Pugh A, B) non è possibile stabilire se vi siano differenze rispetto ai volontari sani. La compromissione della funzionalità epatica era associata ad una più elevata esposizione ad M1 nel plasma, mentre l'esposizione al farmaco immodificato era paragonabile a quella osservata nei volontari sani. Non si ha sufficiente esperienza nell'impiego clinico della moxifloxacina in pazienti con ridotta funzionalità epatica.

05.3 Dati preclinici di sicurezza - [Vedi Indice]

Sono stati osservati effetti sul sistema emopoietico (lieve diminuzione nel numero di eritrociti e piastrine) nei ratti e nelle scimmie. Come con altri chinoloni, è stata osservata epatotossicità (enzimi epatici elevati e degenerazione vacuolare) nei ratti, nelle scimmie e nei cani. Nelle scimmie si è manifestata tossicità a carico del SNC (convulsioni). Questi effetti sono stati osservati solo dopo trattamento con alte dosi di moxifloxacina o dopo trattamento prolungato.

La moxifloxacina, come altri chinoloni, è risultata genotossica nei test in vitro che utilizzano batteri o cellule di mammifero. Poiché questi effetti possono essere spiegati da un'interazione con la girasi nei batteri e - a concentrazioni maggiori - con la topoisomerasi II nelle cellule di mammifero, si può postulare una concentrazione soglia per la genotossicità. Nei test in vivo, non si sono avute prove di genotossicità, nonostante il fatto che siano state impiegate dosi di moxifloxacina molto alte. Può così essere garantito un sufficiente margine di sicurezza rispetto alla dose terapeutica nell'uomo. La moxifloxacina non è risultata cancerogena in uno studio di iniziazione-promozione nel ratto.

Molti chinoloni sono fotoreattivi e possono indurre fototossicità, effetti fotomutageni e fotocancerogeni. Al contrario la moxifloxacina, sottoposta ad un completo programma di studi in vitro ed in vivo, si è dimostrata priva di proprietà fototossiche e fotogenotossiche. Nelle stesse condizioni altri chinoloni hanno provocato effetti.

Ad alte concentrazioni, la moxifloxacina è un inibitore della corrente rettificatrice ritardata del potassio nel cuore e può quindi provocare prolungamenti dell'intervallo QT. Studi tossicologici eseguiti nel cane con dosi orali ³ 90 mg/kg, che davano luogo a concentrazioni plasmatiche ³ 16 mg/l, hanno causato prolungamenti del QT ma non aritmie. Solo dopo somministrazione endovenosa cumulativa molto alta di oltre 50 volte la dose umana (> 300 mg/kg), che ha prodotto concentrazioni plasmatiche ³ 200 mg/l (più di 40 volte il livello terapeutico), sono state osservate aritmie ventricolari non fatali reversibili.

È noto che i chinoloni inducono lesioni nella cartilagine delle articolazioni sinoviali maggiori negli animali in accrescimento. La più bassa dose orale di moxifloxacina che ha causato tossicità articolare nei cani giovani era quattro volte la massima dose terapeutica raccomandata di 400 mg (assumendo un peso corporeo di 50 kg) in termini di mg/kg, con concentrazioni plasmatiche da due a tre volte superiori a quelle che si raggiungono alla dose terapeutica massima.

Dalle prove tossicologiche nel ratto e nella scimmia (somministrazioni ripetute fino a 6 mesi) non è emerso un rischio di tossicità oculare. Nel cane, alte dosi orali (³ 60 mg/kg) , che davano luogo a concentrazioni plasmatiche ³ 20 mg/l, hanno provocato modificazioni dell'elettroretinogramma e, in casi isolati, atrofia della retina.

Gli studi sulla riproduzione eseguiti nel ratto e nella scimmia indicano che si verifica un passaggio di moxifloxacina attraverso la placenta. Gli studi in queste specie non hanno fornito prove di teratogenicità o di compromissione della fertilità in seguito alla somministrazione di moxifloxacina. Si è riscontrato un aumento nell'incidenza di aborti nella scimmia, a concentrazioni plasmatiche corrispondenti a quelle terapeutiche nell'uomo. Nel ratto, a dosi pari a 63 volte la dose massima raccomandata in termini di mg/kg, con concentrazioni plasmatiche nell'intervallo della dose terapeutica per l'uomo, sono stati osservati riduzione del peso fetale, incremento della perdita prenatale, lieve incremento della durata della gravidanza ed aumento dell'attività spontanea in alcuni discendenti di entrambi i sessi.

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

- [Vedi Indice]

06.1 Eccipienti - [Vedi Indice]

Cellulosa microcristallina, croscarmellosa sodica, lattosio monoidrato, magnesio stearato.

Le compresse sono laccate con una miscela di ipromellosa, macrogol 4000, ferro ossido giallo (E172) e titanio diossido (E171).

06.2 Incompatibilità - [Vedi Indice]

Nessuna nota.

06.3 Periodo di validità - [Vedi Indice]

24 mesi

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione - [Vedi Indice]

Blister di polipropilene/alluminio:

Conservare a temperatura non superiore ai 25°C.

Conservare nella confezione originale.

06.5 Natura e contenuto della confezione - [Vedi Indice]

Blister di polipropilene incolore o bianco opaco/alluminio in astuccio di cartone.

Confezione da 5 compresse film-rivestite.

06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione - [Vedi Indice]

Nessuna.

home

- [Vedi Indice]

BAYER S.p.A.

Viale Certosa 130, Milano

08.0 NUMERO DI AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - [Vedi Indice]

5 compresse film-rivestite da 400 mg AIC n. 034436016/M

09.0 REGIME DI DISPENSAZIONE AL PUBBLICO - [Vedi Indice]

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10.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE - [Vedi Indice]

13 giugno 2000

xxy TABELLA DI APPARTENENZA DPR 309/90 - [Vedi Indice]

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12.0 - [Vedi Indice]

Maggio 2000



Ultimo aggiornamento: 23/10/2012.
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