Aprovel compresse
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01.0 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE
02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA
03.0 FORMA FARMACEUTICA
04.0 INFORMAZIONI CLINICHE
04.1 Indicazioni terapeutiche
04.2 Posologia e modo di somministrazione
04.3 Controindicazioni
04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso
04.5 Interazioni
04.6 Gravidanza e allattamento
04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchine
04.8 Effetti indesiderati
04.9 Sovradosaggio
05.0 PROPRIETA' FARMACOLOGICHE
05.1 Proprietà farmacodinamiche
05.2 Proprietà farmacocinetiche
05.3 Dati preclinici di sicurezza
06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE
06.1 Eccipienti
06.2 Incompatibilità
06.3 Periodo di validità
06.4 Speciali precauzioni per la conservazione
06.5 Natura e contenuto della confezione
06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione
07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO
08.0 NUMERO DI AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO
09.0 REGIME DI DISPENSAZIONE AL PUBBLICO
10.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE
11.0 TABELLA DI APPARTENENZA DPR 309/90
12.0 DATA DI REVISIONE DEL TESTO

01.0 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE -[Vedi Indice].

APROVEL

02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA - [Vedi Indice].

Ogni compressa di Aprovel 75 mg contiene 75 mg di irbesartan Ogni compressa di Aprovel 150 mg contiene 150 mg di irbesartan Ogni compressa di Aprovel 300 mg contiene 300 mg di irbesartan Per gli eccipienti, vedere 6.1.

03.0 FORMA FARMACEUTICA - [Vedi Indice].

Compresse. Da bianco a quasi bianco, biconvesse, di forma ovale con un cuore impresso su un lato ed il numero 2771 sull’altro lato (Aprovel 75 mg) Da bianco a quasi bianco, biconvesse, di forma ovale con un cuore impresso su un lato ed il numero 2772 sull’altro lato (Aprovel 150 mg) Da bianco a quasi bianco, biconvesse, di forma ovale con un cuore impresso su un lato ed il numero 2773 sull’altro lato (Aprovel 300 mg)

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE - [Vedi Indice].

04.1 Indicazioni terapeutiche - [Vedi Indice].

Trattamento dell'ipertensione arteriosa essenziale. Trattamento della malattia renale nei pazienti ipertesi con diabete mellito di tipo 2 come parte di un trattamento farmacologico antipertensivo (vedi 5.1 Proprietà farmacodinamiche).

04.2 Posologia e modo di somministrazione - [Vedi Indice].

La usuale dose iniziale e di mantenimento raccomandata è di 150 mg in singola somministrazione giornaliera, indipendentemente dalla contemporanea assunzione di cibo.
Aprovel alla dose di 150 mg una volta al giorno generalmente fornisce un migliore controllo della pressione arteriosa nell’arco delle 24 ore rispetto a 75 mg.
Tuttavia l’inizio della terapia con 75 mg deve essere preso in considerazione, particolarmente in pazienti emodializzati e nei pazienti anziani di età superiore ai 75 anni. In pazienti non adeguatamente controllati con 150 mg una volta al giorno, il dosaggio di Aprovel può essere aumentato a 300 mg, oppure possono essere co-somministrati altri agenti antipertensivi. In particolare l’aggiunta di un diuretico come l’idroclorotiazide ha mostrato un effetto additivo con Aprovel (vedi 4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione). Nei pazienti ipertesi con diabete di tipo 2, la terapia deve essere iniziata con 150 mg di irbesartan una volta al giorno e incrementata fino a 300 mg una volta al giorno come dose di mantenimento consigliata per il trattamento della malattia renale.
La dimostrazione del beneficio sul rene di Aprovel nei pazienti ipertesi con diabete di tipo 2 si basa su studi nei quali l’irbesartan è stato impiegato in aggiunta ad altri farmaci antipertensivi, al bisogno, per raggiungere la pressione arteriosa desiderata (vedi 5.1 Proprietà farmacodinamiche). Insufficienza renale: nei soggetti con ridotta funzionalità renale non si rende necessaria alcuna variazione del dosaggio.
Una dose iniziale più bassa (75 mg) deve essere presa in considerazione nei pazienti sottoposti ad emodialisi. Volemia ridotta: la deplezione di volume e/o sodio devono essere corrette prima della somministrazione di Aprovel. Insufficienza epatica: nei soggetti con lieve o moderata insufficienza epatica non si rende necessaria alcuna variazione del dosaggio.
Non ci sono dati clinici relativi a pazienti con insufficienza epatica grave. Pazienti anziani: sebbene negli anziani di età superiore ai 75 anni debba essere presa in considerazione la possibilità di iniziare la terapia con 75 mg, generalmente non è necessario l’aggiustamento della dose. Bambini: non sono attualmente disponibili dati di efficacia e sicurezza sull'uso di Aprovel nei bambini.

04.3 Controindicazioni - [Vedi Indice].

Ipersensibilità verso ogni componente del prodotto (vedi 6.1 Elenco degli eccipienti).
Secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedi 4.6 Gravidanza ed allattamento).
Allattamento (vedi 4.6 Gravidanza ed allattamento).

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso - [Vedi Indice].

Riduzione della volemia: nei pazienti volume e/o sodio-depleti a causa di intenso trattamento diuretico, dieta iposodica, diarrea o vomito, si possono verificare episodi di ipotensione sintomatica, soprattutto dopo la somministrazione della prima dose.
In tali casi la condizione di base deve essere corretta prima dell'inizio della terapia con Aprovel. Ipertensione nefrovascolare: esiste un incremento del rischio di ipotensione grave e insufficienza renale in soggetti portatori di stenosi bilaterale dell'arteria renale, o stenosi dell'arteria renale con unico rene funzionante, trattati con farmaci che agiscono a livello del sistema renina-angiotensina- aldosterone.
Sebbene ciò non sia documentato nella terapia con Aprovel, un effetto simile dovrà essere previsto anche con gli antagonisti del recettore per l’angiotensina-II. Insufficienza renale e trapianto renale: quando Aprovel viene usato in pazienti con insufficienza renale è raccomandato un controllo periodico dei livelli sierici del potassio e della creatinina.
Non ci sono dati clinici relativi alla somministrazione di Aprovel a pazienti con trapianto renale recente. Pazienti ipertesi con diabete di tipo 2 e malattia renale: in un’analisi effettuata nello studio con pazienti con malattia renale avanzata, gli effetti dell’irbesartan sugli eventi renali e cardiovascolari non sono stati uniformi in tutti i sottogruppi.
In particolare, essi sono risultati meno favorevoli nelle donne e nei soggetti non di razza bianca (vedi 5.1 Proprietà farmacodinamiche). Iperpotassiemia: come con altri farmaci che interferiscono con il sistema renina-angiotensina- aldosterone, durante il trattamento con Aprovel si può manifestare iperpotassiemia, specialmente in presenza di disfunzione renale, proteinuria franca a causa della malattia renale diabetica e/o insufficienza cardiaca.
Si raccomanda, nei pazienti a rischio, un monitoraggio stretto del potassio sierico (vedi 4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione). Litio: la combinazione di litio e Aprovel non è raccomandata (vedi 4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione). Stenosi della valvola aortica e mitralica, cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva: come per altri vasodilatatori è richiesta una speciale attenzione nei pazienti affetti da stenosi aortica o mitralica, o cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva. Aldosteronismo primario: i pazienti con aldosteronismo primario in genere non rispondono a farmaci antipertensivi che agiscono attraverso l’inibizione del sistema renina-angiotensina.
Quindi, l’uso di Aprovel non è raccomandato. Generali: in pazienti in cui il tono vasale e la funzionalità renale dipendono prevalentemente dall'attività del sistema renina-angiotensina-aldosterone (es.
pazienti con scompenso cardiaco congestizio grave o con patologia renale di base, inclusa la stenosi dell'arteria renale), il trattamento con inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina o antagonisti dei recettori dell’angiotensina-II, che interessano tale sistema, è stato associato alla comparsa di ipotensione acuta, azotemia, oliguria o raramente insufficienza renale acuta.
Come per qualsiasi antipertensivo, un eccessivo calo della pressione arteriosa in pazienti con cardiopatia ischemica o malattia cardiovascolare ischemica, può determinare infarto miocardico o ictus. Come osservato per gli inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina, l’irbesartan e gli altri antagonisti dell’angiotensina sono apparentemente meno efficaci nel diminuire la pressione arteriosa nei pazienti neri rispetto a quelli non neri, probabilmente a causa di una più alta prevalenza di condizioni a bassa renina nella popolazione ipertesa di razza nera (vedi 5.1 Proprietà farmacodinamiche).

04.5 Interazioni - [Vedi Indice].

Diuretici ed altri agenti antipertensivi: altri agenti antipertensivi possono aumentare gli effetti ipotensivi dell’irbesartan; comunque Aprovel è stato somministrato senza problemi in combinazione con altri farmaci antipertensivi, come beta-bloccanti, calcio-antagonisti ad azione prolungata e diuretici tiazidici.
Precedenti trattamenti con alte dosi di diuretici possono comportare una condizione di ipovolemia e rischio di ipotensione all’inizio della terapia con Aprovel (vedi 4.4 Avvertenze speciali e opportune precauzioni d’impiego). Integratori di potassio e diuretici risparmiatori di potassio: in base all’esperienza sull’uso di altri farmaci attivi sul sistema renina-angiotensina, l’uso contemporaneo di diuretici risparmiatori di potassio, integratori di potassio, sostituti del sale da cucina contenenti potassio o altri farmaci che possano aumentare la potassiemia (es.
eparina) può condurre ad un incremento dei livelli sierici di potassio e, perciò, non è raccomandato(vedi 4.4 Avvertenze speciali e opportune precauzioni d’impiego). Litio: sono stati riscontrati aumenti reversibili delle concentrazioni sieriche di litio e tossicità durante la somministrazione concomitante di litio e inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina.
Effetti simili sono stati documentati molto raramente con irbesartan.
Perciò questa combinazione non è raccomandata (vedi 4.4 Avvertenze speciali e opportune precauzioni d’impiego).
In caso di reale necessità della combinazione, si raccomanda un attento monitoraggio dei livelli sierici di litio. Farmaci antinfiammatori non-steroidei: come con altri agenti antipertensivi, l’effetto antipertensivo dell’irbesartan può essere attenuato dai farmaci antinfiammatori non-steroidei. Ulteriori informazioni sulle interazioni farmacologiche: in volontari sani maschi, la farmacocinetica della digossina non è stata alterata dalla somministrazione concomitante di una dose di irbesartan pari a 150 mg.
La farmacocinetica dell’irbesartan non è stata alterata dalla somministrazione concomitante di idroclorotiazide.
Irbesartan è principalmente metabolizzato da CYP2C9 e per una quota minore attraverso la glucuronizzazione.
E’ improbabile che l’inibizione della glucuronil transferasi porti ad interazioni clinicamente significative.
Sono state osservate interazioniin vitro tra irbesartan e warfarin, tolbutamide (CYP2C9 substrato) e nifedipina (CYP2C9 inibitore).
In ogni caso, non sono state osservate interazioni farmacocinetiche o farmacodinamiche significative in seguito a somministrazioni concomitanti di irbesartan con warfarin in volontari sani maschi.
La farmacocinetica dell’irbesartan non è influenzata dalla contemporanea somministrazione di nifedipina.
Non sono stati valutati gli effetti degli induttori del CYP2C9 quali la rifampicina sulla farmacocinetica dell’irbesartan.
In base ai datiin vitro, non dovrebbe verificarsi alcuna interazione con farmaci il cui metabolismo dipenda dagli isoenzimi del citocromo P450 CYP1A1, CYP1A2, CYP2A6, CYP2B6, CYP2D6, CYP2E1 o CYP3A4.

04.6 Gravidanza e allattamento - [Vedi Indice].

Gravidanza: vedi 4.3 Controindicazioni. A titolo precauzionale, è preferibile non usare irbesartan durante il primo trimestre di gravidanza.
Dovrebbe essere preso in considerazione il passaggio ad un adeguato trattamento alternativo prima di pianificare una gravidanza.
Nel secondo e terzo trimestre, le sostanze ad azione diretta sul sistema renina-angiotensina possono causare insufficienza renale fetale e neonatale, ipoplasia cranica fetale e anche morte del feto; perciò irbesartan è controindicato nel secondo e terzo trimestre di gravidanza.
In caso di gravidanza accertata, irbesartan deve essere sospeso prima possibile e, in caso di un trattamento inavvertitamente prolungato, è necessario eseguire accertamenti ecografici sul cranio e sulla funzione renale. Allattamento: Aprovel è controindicato durante l’allattamento.
Non è noto se l’irbesartan venga escreto nel latte umano.
L’irbesartan è escreto nel latte materno dei ratti (vedi 4.3 Controindicazioni).

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchine - [Vedi Indice].

L’influenza di irbesartan sulla capacità di guidare e sull’uso di macchinari non è stata studiata; ma in relazione alle sue proprietà farmacodinamiche è improbabile che irbesartan influenzi tali capacità.
In caso di guida di veicoli o uso di macchinari, è da tener presente che, durante il trattamento, possono verificarsi vertigini o stanchezza.

04.8 Effetti indesiderati - [Vedi Indice].

La frequenza delle reazioni avverse sottoriportate si definisce in base alla seguente convenzione: molto comune (= 1/10); comune (= 1/100, < 1/10); non comune (= 1/1.000, < 1/100); rara (= 1/10.000, < 1/1.000); molto rara (< 1/10.000). Ipertensione: negli studi clinici controllati con placebo su pazienti ipertesi, l'incidenza totale degli eventi avversi nei soggetti trattati con irbesartan (56,2%) è stata sovrapponibile a quella rilevata nei soggetti trattati con il placebo (56,5%).
Le interruzioni della terapia dovute ad effetti indesiderati clinici o di laboratorio sono state meno frequenti per i pazienti trattati con irbesartan (3,3%) che per quelli trattati con placebo (4,5%).
L’incidenza degli eventi avversi non è dipesa da dose (nel range posologico raccomandato), sesso, età, razza o durata del trattamento. In studi controllati verso placebo in cui 1.965 pazienti hanno assunto irbesartan, sono state riportate le seguenti reazioni avverse: Disturbi del sistema nervoso: Comuni: vertigine Disturbi cardiaci: Non comune: tachicardia Sistema vascolare: Non comune: flushing Disturbi respiratori, del torace e del mediastino: Non comune: tosse Apparato gastrointestinale: Comuni: nausea/vomito Non comuni: diarrea, dispesia/bruciore Disturbi del sistema riproduttivo e della mammella: Non comuni: disfunzione sessuale Disordini generali e alterazioni del sito di somministrazione: Comune: affaticabilità Non comune: dolore toracico Ricerche: Comuni: sono stati osservati aumenti significativi nella creatin chinasi plasmatica (1,7%) nei soggetti trattati con irbesartan.
Nessuno di questi aumenti è stato associato ad eventi clinici muscoloscheletrici identificabili. Ipertensione e diabete di tipo 2 con malattia renale: in aggiunta alle reazioni avverse citate per l'ipertensione, nei pazienti diabetici ipertesi con microalbuminuria e funzione renale normale, la vertigine e l'ipotensione ortostatiche sono state riportate nello 0,5% (cioè non comune) dei pazienti stessi, ma più che per il placebo. In pazienti diabetici ipertesi con insufficienza renale cronica e proteinuria franca, le seguenti ulteriori reazioni avverse sono state riportate in più del 2% dei pazienti e con frequenza maggiore che per il placebo: Disturbi del sistema nervoso: Comuni: vertigine ortostatica Sistema vascolare: Comuni: ipotensione ortostatica Apparato muscoloscheletrico, tessuto connettivo e tessuto osseo: Comuni: dolore muscoloscheletrico Ricerche: L'iperpotassiemia si è verificata più spesso nei pazienti diabetici trattati con irbesartan rispetto a quelli trattati con placebo.
Nei pazienti diabetici ipertesi con microalbuminuria e funzione renale normale, l'iperpotassiemia (= 5,5 mEq/l) si è verificata nel 29,4% (cioè molto comune) dei pazienti nel gruppo irbesartan 300 mg e nel 22% dei pazienti nel gruppo placebo.
Nei pazienti diabetici ipertesi con insufficienza renale cronica e proteinuria franca, l'iperpotassiemia (= 5,5 mEq/l) si è verificata nel 46,3% (cioè molto comune) dei pazienti nel gruppo irbesartan e nel 26,3% dei pazienti nel gruppo placebo. Nel 1,7% (cioè comune) dei pazienti ipertesi con malattia renale diabetica in stato avanzato trattati con irbesartan, è stata osservata una diminuzione dei valori dell'emoglobina, non clinicamente significativa. Inoltre, dalla commercializzazione dell'irbesartan, sono state riportate le seguenti reazioni avverse: Sistema immunitario: Rare: come con altri antagonisti dei recettori dell’angiotensina-II, sono stati riportati rari casi di reazioni di ipersensibilità come rash, orticaria, angioedema Metabolismo e della nutrizione: Molto rare: iperpotassiemia Disturbi del sistema nervoso: Molto rare: cefalea Apparato uditivo e vestibolare: Molto rare: tinnito Apparato gastrointestinale: Molto rare: disgeusia Sistema epatobiliare: Molto rare: disfunzione epatica, epatite Apparato muscoloscheletrico, tessuto connettivo e tessuto osseo: Molto rare: mialgia, artralgia Sistema urinario: Molto rare: funzione renale compromessa inclusi casi isolati di insufficienza renale in pazienti a rischio (vedi 4.4 Avvertenze speciali e opportune precauzioni d'impiego).

04.9 Sovradosaggio - [Vedi Indice].

Studi condotti in soggetti adulti trattati con dosi fino a 900 mg/die per 8 settimane non hanno dimostrato segni di tossicità.
Le più probabili manifestazioni del sovradosaggio sono ritenute essere l’ipotensione e la tachicardia; anche la bradicardia può associarsi al sovradosaggio.
Non sono disponibili informazioni specifiche per il trattamento del sovradosaggio da Aprovel.
Il paziente dovrà essere strettamente monitorato ed il trattamento dovrà essere sintomatico e di supporto.
Le misure suggerite includono induzione di emesi e/o lavanda gastrica.
Nel trattamento del sovradosaggio può essere utilizzato il carbone attivo.
Irbesartan non viene rimosso per emodialisi.

05.0 PROPRIETA' FARMACOLOGICHE - [Vedi Indice].

05.1 Proprietà farmacodinamiche - [Vedi Indice].

Categoria farmacoterapeutica: antagonisti dell’angiotensina-II, codice ATC: C09CA04. Irbesartan è un antagonista, potente e selettivo, del recettore dell'angiotensina-II (tipo AT1), attivo per somministrazione orale. Meccanismo d’azione: Il farmaco si ritiene che blocchi tutti gli effetti dell'angiotensina-II mediati dai recettori di tipo AT1, e ciò indipendentemente dall'origine della sintesi dell'angiotensina-II.
L'antagonismo selettivo per i recettori dell'angiotensina-II (AT1) provoca un aumento nei livelli plasmatici di renina e angiotensina-II ed una riduzione nella concentrazione plasmatica dell'aldosterone.
La potassiemia non viene invece sostanzialmente modificata dall’irbesartan da solo ai dosaggi raccomandati.
L'irbesartan non inibisce l'ACE (kininasi-II), un enzima che genera angiotensina-II e catabolizza la bradichinina con produzione di metaboliti inattivi.
Irbesartan non richiede un'attivazione metabolica per esplicare la propria attività farmacologica. Efficacia clinica: Ipertensione Irbesartan riduce i valori di pressione arteriosa con minime modificazioni della frequenza cardiaca. La riduzione della pressione arteriosa è dose-dipendente per monosomministrazioni giornaliere con una tendenza verso un plateau a dosi superiori a 300 mg.
Dosi di 150-300 mg una volta al giorno sono risultate in grado di ridurre i valori di pressione arteriosa rilevati in posizione supina o seduta per tutto il periodo considerato (fino a 24 ore dall’ultima assunzione del farmaco), con decrementi medi superiori di 8.13/5.8 mmHg (rispettivamente valori sistolici e diastolici) rispetto a quelli rilevati con placebo. Il picco della riduzione pressoria viene raggiunto entro 3.6 ore dopo la somministrazione e l'effetto di riduzione della pressione arteriosa viene mantenuto per almeno 24 ore.
Ai dosaggi raccomandati, alla 24a ora la riduzione della pressione arteriosa è ancora circa il 60-70% del corrispondente picco massimo di riduzione sistolico e diastolico.
Una dose di 150 mg in monosomministrazione giornaliera ha prodotto una risposta antipertensiva a valle e media delle 24 ore del tutto simile ad una somministrazione della stessa quantità di farmaco in 2 dosi refratte. L'effetto antipertensivo di Aprovel è evidente entro 1.2 settimane di trattamento, con un massimo dell’effetto ottenibile entro 4.6 settimane dall'inizio della terapia.
L'effetto antipertensivo risulta solitamente costante durante la terapia a lungo termine.
Dopo sospensione improvvisa del farmaco la pressione arteriosa ritorna gradualmente ai valori di base.
Non è stato osservato un effetto "rebound" sui valori pressori. Gli effetti di riduzione della pressione arteriosa dell’irbesartan e dei diuretici tiazidici si sommano. In pazienti non adeguatamente controllati con irbesartan da solo, l’aggiunta di una bassa dose di idroclorotiazide (12,5 mg) all’irbesartan in monosomministrazione giornaliera, produce una ulteriore riduzione della pressione arteriosa fino ad un massimo di 7.10/3.6 mmHg rispetto a placebo (rispettivamente valori sistolici e diastolici). L'efficacia di Aprovel non è influenzata dall'età o dal sesso.
Come nel caso di altri farmaci che influiscono sul sistema renina-angiotensina, pazienti ipertesi di razza nera hanno una risposta notevolmente inferiore alla monoterapia con irbesartan.
Quando irbesartan viene somministrato in associazione ad una bassa dose di idroclorotiazide (es.: 12,5 mg/die), la risposta antipertensiva dei pazienti di razza nera riflette quella dei pazienti di razza bianca. Non c’è un effetto clinico rilevante sui livelli sierici di acido urico o sulla secrezione di acido urico urinario. Ipertensione e diabete di tipo 2 con malattia renale L'"Irbesartan Diabetic Nephropathy Trial (IDNT)" mostra che l'irbesartan diminuisce la progressione della malattia renale nei pazienti con insufficienza renale cronica e proteinuria franca.
L'IDNT è stato uno studio controllato, in doppio cieco, di morbilità e mortalità che ha confrontato Aprovel, amlodipina e placebo.
Sono stati esaminati gli effetti a lungo termine (media 2,6 anni) di Aprovel sulla progressione della malattia renale e sulla mortalità per tutte le cause in 1715 pazienti ipertesi con diabete di tipo 2, proteinuria > 900 mg/die e creatinina sierica tra 1 e 3 mg/dl.
I pazienti sono stati portati gradualmente da 75 mg ad una dose di mantenimento di 300 mg di Aprovel, da 2,5 mg a 10 mg di amlodipina, o placebo, come tollerato.
Generalmente, i pazienti di tutti i gruppi hanno ricevuto tra 2 e 4 farmaci antipertensivi (ad es.
diuretici, beta bloccanti, alfa bloccanti) per raggiungere una pressione desiderata < 135/85 mmHg o una riduzione di 10 mmHg nella PA sistolica se la pressione era > 160 mmHg.
Il 60% dei pazienti nel gruppo placebo ha raggiunto questo obiettivo per la pressione arteriosa laddove il numero era 76% e 78% rispettivamente nel gruppo irbesartan e in quello amlodipina.
L'irbesartan ha ridotto significativamente il rischio relativo di insorgenza dell'endpoint primario combinato comprensivo di raddoppio della creatinina sierica, malattia renale terminale (ESRD) o mortalità per tutte le cause.
Circa il 33% dei pazienti nel gruppo irbesartan ha raggiunto l'endpoint primario renale composito in confronto al 39% e al 41% del gruppo placebo e di quello amlodipina [20% di riduzione del rischio relativo verso placebo (p= 0,024) e 23% di riduzione del rischio relativo in confronto all'amlodipina (p= 0,006)].
Quando ciascun componente l'endpoint primario è stato analizzato singolarmente, non si è osservato alcun effetto sulla mortalità per tutte le cause, mentre si sono notati un andamento positivo nella riduzione dell'ESRD e una significativa riduzione nel raddoppio della creatinina sierica. Sono stati analizzati sottogruppi sulla base di sesso, razza, età, durata del diabete, pressione basale, creatinina sierica, e tasso di escrezione di albumina per la verifica dell'efficacia.
Nelle donne e nei pazienti di razza nera, che rappresentavano rispettivamente il 32% e il 26% della popolazione totale in studio, non si è reso evidente un beneficio a livello renale, sebbene gli intervalli di confidenza non lo escludessero.
Come per l'endpoint secondario degli eventi cardiovascolari fatali e non fatali, non si è osservata differenza tra i tre gruppi nella popolazione totale, sebbene nel gruppo irbesartan, rispetto al gruppo placebo, è stata notata un'aumentata incidenza di IM non fatale nelle femmine e una diminuzione della sua incidenza negli uomini.
Nelle donne nel gruppo irbesartan, rispetto a quello amlodipina, si è osservato un aumento dell'incidenza di IM non fatale e di ictus, mentre l'ospedalizzazione a causa di insufficienza cardiaca è risultata ridotta nella popolazione totale.
Tuttavia, non è stata identificata alcuna spiegazione per questi risultati nelle donne. Lo studio "Effects of Irbesartan on Microalbuminuria in Hypertensive Patients with Type 2 Diabetes Mellitus (IRMA 2)" mostra che l'irbesartan 300 mg diminuisce la progressione verso la proteinuria franca nei pazienti con microalbuminuria.
L'IRMA 2 è stato un studio di morbilità controllato con placebo, in doppio cieco, su 590 pazienti con diabete di tipo 2, microalbuminuria, (30-300 mg/die) e funzione renale normale (creatinina sierica < 1,5 mg/dl negli uomini e <1,1 mg/dl nelle donne).
Lo studio ha esaminato gli effetti a lungo termine (2 anni) di Aprovel sulla progressione a proteinuria clinica (franca) [tasso di escrezione urinaria di albumina (UAER) >300 mg/die e un aumento nel UAER di almeno il 30% rispetto al basale].
L'obiettivo predefinito in termini di pressione era < 135/85 mmHg.
Ulteriori farmaci antipertensivi (ad esclusione degli ACE inibitori, degli antagonisti dei recettori dell'angiotensina II e dei calcio antagonisti diidropiridinici) sono stati aggiunti al bisogno per consentire il raggiungimento della pressione desiderata.
Mentre in tutti i gruppi è stata raggiunta una pressione arteriosa simile, pochi soggetti nel gruppo irbesartan 300 mg (5,2%) rispetto al placebo (14,9%) o nel gruppo irbesartan 150 mg (9,7%) hanno raggiunto l'endpoint della proteinuria franca, dimostrando una riduzione del rischio relativo del 70% rispetto al placebo (p= 0,0004) per le dosi più elevate.
Durante i primi tre mesi di trattamento, non è stato osservato un parallelo miglioramento del tasso di filtrazione glomerulare (GFR).
Il rallentamento della progressione verso la proteinuria clinica è stato evidente già dopo tre mesi ed è continuato durante un periodo di due anni.
La regressione alla normoalbuminuria (< 30 mg/die) è stato più frequente nel gruppo Aprovel 300 mg (34%) rispetto al gruppo placebo (21%).

05.2 Proprietà farmacocinetiche - [Vedi Indice].

Dopo somministrazione orale, irbesartan è ben assorbito: studi di biodisponibilità assoluta hanno dato valori di circa 60-80%.
La concomitante assunzione di cibo non influenza significativamente la biodisponibilità di irbesartan. Il legame proteico è approssimativamente pari al 96%, con una quota di legame alle cellule ematiche del tutto trascurabile.
Il volume di distribuzione è di 53.93 litri. Dopo somministrazione orale o endovenosa di irbesartan marcato con 14C, una quota pari all'80- 85% della radioattività rilevata è attribuibile a irbesartan immodificato.
Irbesartan viene metabolizzato per via epatica mediante ossidazione e glucuronoconiugazione.
Il metabolita circolante maggiormente rappresentato (approssimativamente 6%) è l'irbesartan glucuronide. Studiin vitro indicano che irbesartan viene soprattutto ossidato tramite il citocromo P450-isoenzima CYP2C9.
L’isoenzima CYP3A4 ha un effetto trascurabile. Irbesartan, nell'intervallo di dosaggio da 10 a 600 mg, possiede una farmacocinetica lineare e dose proporzionale.
È stato osservato un incremento meno che proporzionale nell’assorbimento orale alle dosi superiori ai 600 mg (due volte la dose massima raccomandata); il meccanismo di ciò risulta sconosciuto.
I picchi delle concentrazioni plasmatiche sono raggiunti 1,5.2 ore dopo la somministrazione orale.
Le clearance corporea totale e renale sono rispettivamente di 157.176 e 3.
3,5 ml/min.
L’emivita di eliminazione terminale dell’irbesartan è di 11.15 ore.
La concentrazione plasmatica allo stato stazionario viene raggiunta entro 3 giorni dall’inizio della monosomministrazione giornaliera.
Un ridotto accumulo di irbesartan (< 20%) viene osservato nel plasma dopo ripetute monosomministrazioni giornaliere.
In uno studio sono state osservate concentrazioni plasmatiche un po’ più alte nelle pazienti ipertese.
In ogni caso, non sono emerse differenze nell’emivita nè nell’accumulo di irbesartan.
Non sono necessari aggiustamenti del dosaggio nelle pazienti.
I valori di AUC e Cmax dell’irbesartan sono risultati un po’ più alti anche in pazienti anziani (> 65 anni) rispetto ai soggetti giovani (18.40 anni).
Comunque l’emivita terminale non è risultata significativamente modificata.
Non sono necessari, nei pazienti anziani, aggiustamenti del dosaggio. Irbesartan e i suoi metaboliti vengono eliminati sia per via biliare che renale.
Dopo somministrazione orale o endovenosa di irbesartan 14C, il 20% circa della radioattività è rinvenuta nelle urine, mentre il rimanente è rilevabile nelle feci.
Meno del 2% della dose assunta di farmaco viene escreta nelle urine come irbesartan immodificato. Insufficienza renale: in soggetti con insufficienza renale o emodializzati, i parametri di farmacocinetica di irbesartan non risultano significativamente modificati.
Irbesartan non viene rimosso durante il processo di emodialisi. Insufficienza epatica: in soggetti con cirrosi epatica di grado lieve-moderato, i parametri di farmacocinetica di irbesartan non risultano significativamente modificati.
Non sono stati condotti studi in pazienti con grave insufficienza epatica.

05.3 Dati preclinici di sicurezza - [Vedi Indice].

Non c’è evidenza di abnorme tossicità d’organo bersaglio o sistemica a dosi clinicamente appropriate.
In studi preclinici di sicurezza, alte dosi di irbesartan (> 250 mg/kg/die nei ratti e > 100 mg/kg/die nei macachi) hanno causato una riduzione dei parametri relativi ai globuli rossi (eritrociti, emoglobina, ematocrito).
A dosi molto alte (> 500 mg/kg/die) cambiamenti degenerativi nel rene (come nefrite interstiziale, distensione tubulare, tubuli basofili, aumentate concentrazioni plasmatiche di urea e creatinina) sono state indotte dall’irbesartan nel ratto e nel macaco e sono considerate secondarie all’effetto ipotensivo del farmaco che comporta una diminuita perfusione renale.
Inotre, l’irbesartan ha indotto iperplasia/ipertrofia delle cellule juxtaglomerulari (nei ratti > 90 mg/kg/die, nei macachi > 10 mg/kg/die).
Tutti questi cambiamenti sono stati considerati causati dall’azione farmacologica dell’irbesartan.
Alle dosi terapeutiche di irbesartan nell’uomo, l’iperplasia/ipertrofia delle cellule renali juxtaglomerulari non sembra avere rilevanza. Non sono stati rilevati effetti di mutagenicità, clastogenicità o carcinogenicità. Gli studi con irbesartan su animali evidenziano effetti tossici transitori (dilatazione della pelvi renale, idrouretere e edema sottocutaneo) nei feti di ratto, che regrediscono dopo la nascita.
Nei conigli è stato riscontrato aborto o precoce riassorbimento dell’embrione a dosi alle quali si associa significativa tossicità materna, inclusa la morte.
Non sono stati osservati effetti teratogeni nè nel ratto nè nel coniglio.

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE - [Vedi Indice].

06.1 Eccipienti - [Vedi Indice].

Lattosio monoidrato, cellulosa microcristallina, carmelloso sodico reticolato, magnesio stearato, silice colloidale idrata, amido di mais pregelatinizzato e poloxamer 188.

06.2 Incompatibilità - [Vedi Indice].

Non pertinente.

06.3 Periodo di validità - [Vedi Indice].

3 anni.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione - [Vedi Indice].

Conservare a temperatura non superiore ai 30°C.
Conservare nella confezione originale.

06.5 Natura e contenuto della confezione - [Vedi Indice].

Le compresse di Aprovel 75 mg sono confezionate in astucci contenenti blister in PVC/PVDC/alluminio da 28 compresse. Le compresse di Aprovel 150 mg sono confezionate in astucci contenenti blister in PVC/PVDC/alluminio da 28 compresse. Le compresse di Aprovel 300 mg sono confezionate in astucci contenenti blister in PVC/PVDC/alluminio da 28 compresse.

06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione - [Vedi Indice].

Nessuna istruzione particolare.

07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - [Vedi Indice].

SANOFI PHARMA BRISTOL-MYERS SQUIBB SNC 174 avenue de France F-75013 Paris – Francia Rappresentante locale del titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio: SANOFI-SYNTHELABO S.p.A.
– Via Messina, 38 – 20154 Milano – Tel.
0273941 – Fax 0273944733

08.0 NUMERO DI AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - [Vedi Indice].

EU/1/97/046/001 - 28 compresse di Aprovel 75 mg EU/1/97/046/004 - 28 compresse di Aprovel 150 mg EU/1/97/046/007 - 28 compresse di Aprovel 300 mg AIC: 033264019/E - 28 compresse di Aprovel 75 mg AIC: 033264045/E - 28 compresse di Aprovel 150 mg AIC: 033264072/E - 28 compresse di Aprovel 300 mg

09.0 REGIME DI DISPENSAZIONE AL PUBBLICO - [Vedi Indice].

Da vendersi dietro presentazione di ricetta medica.

10.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE - [Vedi Indice].

29 Ottobre 2002

11.0 TABELLA DI APPARTENENZA DPR 309/90 - [Vedi Indice].

Non soggetto.

12.0 DATA DI REVISIONE DEL TESTO - [Vedi Indice].

 

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Ultimo aggiornamento: 15/12/2012
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