CARBAMAZEPINA TEVA
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01.0 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE
02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA
03.0 FORMA FARMACEUTICA
04.0 INFORMAZIONI CLINICHE
04.1 Indicazioni terapeutiche
04.2 Posologia e modo di somministrazione
04.3 Controindicazioni
04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso
04.5 Interazioni
04.6 Gravidanza e allattamento
04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchine
04.8 Effetti indesiderati
04.9 Sovradosaggio
05.0 PROPRIETA' FARMACOLOGICHE
05.1 Proprietà farmacodinamiche
05.2 Proprietà farmacocinetiche
05.3 Dati preclinici di sicurezza
06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE
06.1 Eccipienti
06.2 Incompatibilità
06.3 Periodo di validità
06.4 Speciali precauzioni per la conservazione
06.5 Natura e contenuto della confezione
06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione
07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO
08.0 NUMERO DI AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO
09.0 REGIME DI DISPENSAZIONE AL PUBBLICO
10.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE
11.0 TABELLA DI APPARTENENZA DPR 309/90
12.0 DATA DI REVISIONE DEL TESTO

01.0 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE -[Vedi Indice].

CARBAMAZEPINA TEVA

02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA - [Vedi Indice].

Una compressa divisibile da 280 mg contiene: carbamazepina 200 mg.
Per gli eccipienti vedere paragrafo 6.1.

03.0 FORMA FARMACEUTICA - [Vedi Indice].

Compressa.
Compressa con linea di frattura.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE - [Vedi Indice].

04.1 Indicazioni terapeutiche - [Vedi Indice].

Epilessia.
Adulti: sia come monoterapia che in associazione con altro trattamento antiepilettico; trattamento dell'epilessia parziale: con o senza generalizzazione secondaria; trattamento dell'epilessia generalizzata: convulsioni tonico-cloniche.
Bambini: sia come monoterapia che in associazione con altro trattamento antiepilettico; trattamento dell'epilessia parziale: con o senza generalizzazione secondaria; trattamento dell'epilessia generalizzata: convulsioni tonico-cloniche.
La carbamazepina non è efficace in caso di assenza e di convulsioni miocloniche.
Trattamento delle nevralgie del trigemino e del glossofaringeo.
Prevenzione delle recidive in caso di psicosi maniaco-depressiva (specialmente in pazienti che presentino una resistenza relativa al litio, quando il litio è controindicato o in caso di intolleranza al litio).

04.2 Posologia e modo di somministrazione - [Vedi Indice].

La posologia deve essere rigorosamente adattata a ciascun paziente, a seconda della risposta clinica, il farmaco deve essere suddiviso in due o tre somministrazioni giornaliere.
Le compresse devono essere assunte con un po’ d’acqua durante o dopo i pasti.
Il trattamento deve iniziare utilizzando basse dosi che dovranno essere aggiustate a livello individuale, a seconda del tipo e della gravità dei sintomi.
Il dosaggio dovrà essere poi lentamente aumentato fino ad ottenere la dose di mantenimento ottimale per il paziente.
A causa dell’aumento del metabolismo provocato dall'autoinduzione di enzimi epatici o da interazioni farmacologiche durante la terapia combinata, il dosaggio da utilizzare per alcuni pazienti potrà differire sostanzialmente da quello iniziale e da quello raccomandato per il mantenimento, indicati in seguito.
Il farmaco non deve essere somministrato ad una concentrazione superiore a 200 mg/die a bambini di età inferiore a 3 anni o, più generalmente, non deve essere somministrato in dose elevata senza aver prima valutato la tollerabilità individuale.
In pazienti con gravi malattie cardiovascolari, disfunzione epatica o danno renale e negli anziani, può essere sufficiente una dose ridotta.
Epilessia: Quando possibile, si consiglia una monoterapia antiepilettica.
Il trattamento antiepilettico deve essere somministrato quotidianamente e per un lungo periodo di tempo, che, in alcuni casi, può anche essere indefinito.
La possibilità di dividere le compresse da 200 mg, fa sì che il trattamento possa essere implementato, in modo progressivo, in un periodo compreso tra 2 e 5 giorni, per poter raggiungere il dosaggio ottimale in circa 2 settimane.
Queste compresse non sono adatte a bambini al di sotto dei 6 anni (rischio di aspirazione).
Per bambini di età inferiore ai 6 anni esistono forme farmaceutiche più appropriate.
  Dose iniziale Dose di mantenimento Adulti 100-200 mg una o due volte al giorno 400-600 mg al mattino e alla sera Bambini 6.10 anni 100 mg una volta al giorno 100-200 mg al mattino e 100-400 mg alla sera Bambini 10.15 anni 100 mg una volta al giorno 200-400 mg al mattino e 400-600 mg alla sera I dosaggi devono essere stabiliti in base alla loro capacità di mantenere sotto controllo le crisi ed in base allo sviluppo di un’eventuale intolleranza clinica.
I livelli plasmatici permettono di valutare se il paziente sia o non nell’int ervallo terapeutico, per poter spiegare il mancato controllo delle crisi o l’insorgenza di eventi avversi.
Ciò può risultare particolarmente utile in caso di terapia combinata.
I livelli plasmatici di carbamazepina, considerati terapeutici, sono generalmente compresi fra 4 e 13 µg/l e corrispondono ad una dose compresa tra 400-1.200 mg/die.
In alcuni pazienti può essere necessario aumentare la dose totale giornaliera, specialmente se il farmaco viene utilizzato insieme ad altri antiepilettici.
Può essere necessaria una dose giornaliera massima di 1.600-2.000 mg.
La prescrizione di carbamazepina richiede un monitoraggio regolare (vedere paragrafo 4.4).
Nel caso in cui il trattamento con carbamazepina dovesse sostituire il trattamento con un altro farmaco o si rendesse necessario cambiare la terapia utilizzando un altro farmaco antiepilettico, tale sostituzione dovrà essere effettuata gradualmente.
Nevralgia del trigemino e del glossofaringeo: La posologia iniziale è di 200-400 mg/die.
Il dosaggio deve essere aumentato fino alla scomparsa del dolore.
Generalmente è sufficiente una dose di 600-800 mg/die.
La dose massima consentita è di 1.600 mg/die.
Il dosaggio deve essere poi progressivamente diminuito, fino a raggiungere la minima dose con la massima efficacia.
Se il dolore non ricompare, è possibile sospendere il trattamento dopo alcune settimane.
Psichiatria: Prevenzione delle recidive di psicosi maniaco-depressive.
La posologia iniziale è di 100-400 mg/die in dosi frazionate.
Le dosi di mantenimento abitualmente utilizzate sono di 400-600 mg/die, somministrate in dosi frazionate, che vengono successivamente aumentate gradualmente fino a quando i sintomi non sono controllati, oppure fino a raggiungere un totale di 800 mg in dosi frazionate.
La dose massima consentita è di 1.600 mg/die.
La prevenzione degli episodi di psicosi maniaco-depressiva è un trattamento a lungo termine.
Se, in casi eccezionali, si dovesse utilizzare la carbamazepina in associazione con il litio, per la prevenzione delle recidive di psicosi maniaco-depressiva che non possono essere controllate solo con il litio, è necessario mantenere il livello plasmatico di carbamazepina al di sotto di 8 µg/ml e il litio ad una bassa dose terapeutica (0,3.0,8 mEq/l), allo scopo di prevenire un’interazione farmacologica.
L’incapacità di reagire prontamente sembra manifestarsi, in particolare, in presenza di terapia associata al litio.

04.3 Controindicazioni - [Vedi Indice].

Ipersensibilità alla carbamazepina o a farmaci strutturalmente simili (ad esempio antidepressivi triciclici) o a qualsiasi eccipiente.
Precedenti di ipoplasia midollare.
Anomalie nella conduzione atrioventricolare.
Porfiria intermittente acuta.
A causa della presenza di lattosio, questo farmaco è controindicato nella galattosemia congenita, nella sindrome da malassorbimento di glucosio e galattosio o nell’insufficienza di lattasi.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso - [Vedi Indice].

Carbamazepina può essere utilizzata solo dopo attenta valutazione del rischio/beneficio e con particolare attenzione in caso di: alterazioni ematologiche alterazioni del metabolismo del sodio grave disfunzione cardiaca, epatica e renale gravidanza e allattamento.
L’uso della carbamazepina non è raccomandato in associazione con inibitori delle monoaminossidasi (IMAO); prima dell’assunzione di carbamazepin a, il trattamento con IMAO deve essere sospeso da almeno due settimane o più se le condizioni cliniche lo permettono.
Avvertenze: In caso di reazioni quali febbre, mal di gola, eruzioni cutanee, ulcerazioni buccali, fragilità capillare, petecchie o emorragie purpuree, nausea, ittero cutaneo e allargamento epatico, si deve consigliare al paziente di consultare immediatamente il medico curante.
Pazienti con gravi malattie cardiovascolari o epatiche o danno renale e pazienti anziani dovranno essere attentamente monitorati.
La posologia deve essere adattata su base individuale.
La carbamazepina può scatenare o esacerbare episodi di assenza, e quindi non deve essere somministrata in pazienti che soffrono di episodi di assenza.
L’introduzione di un farmaco antiepilettico può raramente essere seguita da una recrudescenza delle crisi o dalla comparsa di un nuovo tipo di crisi.
Questo è indipendente da quanto osservabile in alcune forme di epilessia.
Per quanto riguarda la carbamazepina, le cause di questi peggioramenti possono essere dovute a: scelta di un farmaco non adatto alle crisi o alla sindrome epilettica del paziente, cambiamento di un trattamento antiepilettico concomitante o interazione farmacocinetica con il trattamento stesso, tossicità o sovradosaggio.
In mancanza di altre spiegazioni plausibili, si può essere in presenza di una reazione paradossa.
In pazienti anziani, dosi elevate di carbamazepina possono comportare l'attivazione di psicosi latenti e possibili agitazione o confusione.
La carbamazepina può ridurre l’effi cacia dei contraccettivi orali.
Non somministrare Carbamazepina in associazione con Iperico (Hypericum perforatum) poichè potrebbe portare ad una riduzione delle concentrazioni plasmatiche e ad una minore efficacia della carbamazepina con rischio di attacchi (vedere paragrafo 4.5).
Precauzioni per l'uso: I pazienti affetti da glaucoma devono essere informati circa i possibili rischi associati alla debole azione anticolinergica di carbamazepina.
La pressione endo-oculare di questi pazienti deve essere controllata regolarmente.
Un attento monitoraggio è richiesto anche in caso di ritenzione urinaria.
I pazienti devono essere sottoposti ad esami ematologici e test di valutazione della funzionalità epatica prima di iniziare il trattamento, una volta al mese nei primi cinque mesi di trattamento, successivamente 2.4 volte all’anno o alla co mparsa di segni clinici di tossicità.
Spesso, nel corso del trattamento con carbamazepina, si osserva una moderata diminuzione del numero di leucociti o di piastrine, solitamente transitoria.
La carbamazepina deve essere sospesa in caso di gravi reazioni dermatologiche compresa la sindrome di Lyell (necrolisi epidermica tossica) e la sindrome di Stevens-Johnson e pustolosi esantematica acuta generalizzata, gravi reazioni da ipersensibilità, alterazione della funzionalità epatica o grave modificazione della crasi ematica (leucopenia, trombocitopenia) accompagnata da manifestazioni cliniche.
In caso di reazioni dermatologiche gravi e reazioni di ipersensibilità gravi, è controindicato risomministrare la carbamazepina.
Deve essere assolutamente evitata l’assunzione di alcool, in quanto la carbamazepina ne potenzia l’effetto.
L’interruzione improvvisa del trattamento con car bamazepina può scatenare crisi.
A seconda dei casi, può rendersi necessario un trattamento transitorio con un farmaco antiepilettico a rapido effetto.
Per la probabile comparsa di fotosensibilizzazione, i pazienti devono evitare l’eccessiva esposizione ai raggi solari durante la terapia con carbamazepina.
Carbamazepina non deve essere somministrata in concomitanza a voriconazolo, poiché la ridotta efficacia di voriconazolo per l’induzione di enzi mi epatici in risposta alla carbamazepina può portare all’insuccesso della terapia di voriconazolo.

04.5 Interazioni - [Vedi Indice].

Gli inibitori delle monoaminossidasi (IMAO) sono correlati dal punto di vista strutturale agli antidepressivi triciclici e pertanto l’uso di carbamazepina non è raccomandato in associazione con IMAO.
Prima di iniziare il trattamento con carbamazepina, il trattamento con IMAO deve essere sospeso da almeno due settimane se le condizioni cliniche lo permettono.
Interazioni con altri farmaci antiepilettici: Gli anticonvulsivanti già coinvolti in un’interazione con carbamazepina sono acido valproico, etosuccimide, felbamato, lamotrigina, fenobarbital e fenitoina.
Le analisi ematologiche dei loro rispettivi livelli plasmatici possono variare in maniera consistente da un paziente all’altro.
Qu este interazioni di solito sono anche bi-direzionali.
Fenobarbital e primidone possono anche innalzare i livelli plasmatici di carbamazepina.
La somministrazione concomitante di carbamazepina con clobazam, clonazepam, primidone, tiagabina e flunarizina può provocare alterazioni delle concentrazioni plasmatiche di uno o di entrambe gli anticonvulsivanti.
Si raccomanda, pertanto, di monitorare regolarmente i livelli degli anticonvulsivanti in circolo e di aggiustarne il dosaggio se necessario.
Alterazione (diminuzione) dei livelli plasmatici di altri farmaci: Carbamazepina è un potente induttore di numerosi enzimi epatici che metabolizzano i farmaci.
La somministrazione concomitante di carbamazepina può aumentare il metabolismo e quindi diminuire le concentrazioni plasmatiche di vari farmaci che vengono eliminati mediante metabolismo epatico.
Quindi l’utilizzo concomitante di carbamazepin a con le seguenti sostanze può richiedere un aggiustamento del dosaggio tale da assicurare la corretta risposta clinica specialmente all’inizio o alla sospensione del trattamento con carbamazepina: Midazolam, alprazolam, corticosteroidi (ad esempio prednisolone, desametasone), ciclosporina, tacrolimus, sirolimus, tetracicline (ad esempio doxiciclina), aloperidolo, bromperidolo, clozapina, risperidone, quetiapina ed altri neurolettici, antidepressivi triciclici come imipramina, amitriptilina, nortriptilina e clomipramina, metadone, tramadolo, teofillina, digossina, diidropiridini come felodipina, idrochinidina, chinidina (monitoraggio delle condizioni cliniche, ECG e concentrazione plasmatica); anticoagulanti come warfarin, fenprocumone e dicumarolo, contraccettivi ormonali, progabide, inibitori della proteasi come saquinavir (rischio di ridotta efficacia) e indinavir, itraconazolo, voriconazolo, praziquantel, caspofungin, fentanyl, fenazone, metilfenidato.
Si raccomanda di non usare carbamazepina in associazione a nefazodone poiché può provocare una sostanziale riduzione dei livelli plasmatici di nefazodone fino alla perdita dell’efficacia.
Estrogeni: Il metabolismo degli estrogeni può essere aumentato in caso di somministrazione contemporanea di induttori degli enzimi che metabolizzano tali farmaci, in particolare del CYP450.
Si sconsiglia l’associazione di carbamazepina e contraccettivi orali (vedere paragrafo 4.4 “Avvertenze speciali e opportune precauzioni d’impiego”), poiché l’attività del contraccettivo può essere ridotta, aumentando il rischio di gravidanza.
Per ridurre il rischio di mancata attività del contraccettivo, bisogna utilizzare un metodo di contraccezione non ormonale valido.
Quando la carbamazepina è somministrata in associazione con contraccettivi orali possono comparire sanguinamento intermestruale o emorragie orali.
Inoltre, carbamazepina può compromettere la terapia ormonale sostitutiva.
Effetti di altri famaci sulla carbamazepina: Rifampicina, nota come il più forte induttore del CYP450, riduce i livelli plasmatici di carbamazepina.
Per contro può aumentare le concentrazioni plasmatiche del metabolita attivo di carbamazepina, carbamazepina-epossido.
I livelli plasmatici di carbamazepina possono essere ridotti da altri induttori dell’enzima quali teofillina e da doxorubicina e cisplatino.
A causa delle potenziali interazioni durante la terapia combinata dell’epilessia, i livelli plasmatici devono essere monitorati ed il dosaggio aggiustato di conseguenza.
Aumento della concentrazione plasmatica di carbamazepina: Le concentrazioni plasmatiche di carbamazepina possono essere aumentate dagli inibitori del CYP3A4 (antimicotici azolici (ad es.
itraconazolo, ketoconazolo, fluconazolo), antibiotici macrolidi (ad es.
claritromicina, eritromicina, iosamicina), isoniazide, calcio-antagonisti (ad es.
verapamil, diltiazem), acetazolamide, destropropossifene, propossifene, inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRI), ad es.
citalopram, fluoxetina, fluvoxamina, paroxetina (può essere indotta una sindrome serotoninica tossica); viloxazina, danazolo; nicotinamide (a dosi elevate negli adulti) e probabilmente anche cimetidina e desipramina; nefazodone, terfenadina.
L’aumento dei livelli plasmatici di carbamazepina può determinare i sintomi elencati nel paragrafo “Effetti indesiderati” (ad es.
vertigine, stanchezza, andatura instabile, diplopia).
Se appaiono questi sintomi controllare il livello plasmatico di carbamazepina e, se necessario, ridurre il dosaggio.
Altre interazioni: L’utilizzo concomitante di carbama zepina e di neurolettici o di metoclopramide può aumentare la comparsa di effetti collaterali neurologici.
Inoltre la somministrazione concomitante di carbamazepina e neurolettici può aumentare il rischio di Sindrome di Stevens-Johnson.
Gli effetti neurotossici possono essere aumentati dalla somministrazione contemporanea di litio e carbamazepina (vedere anche il paragrafo 4.2 “Posologia e modo di somministrazione”).
Possono manifestarsi i seguenti sintomi neurotossici: andatura instabile, atassia, nistagmo orizzontale, aumento dei riflessi muscolari involontari, spasmi muscolari.
Questi disturbi neurologici sono di solito reversibili e scompaiono con la sospensione del trattamento con il litio.
Carbamazepina può aumentare la tossicità epatica di isoniazide.
L’associazione di carbamazepina con tiazide e di uretici dell’ansa come idroclorotiazide e furosemide, può provocare iponatriemia sintomatica.
L’attività antidiuretica di desmopressina può essere aumentata dal trattamento concomitante con carbamazepina.
Sono necessari un monitoraggio biologico ed un adeguamento della posologia di desmopressina.
Carbamazepina può ridurre l'attività di miolitici come il pancuronio.
Pertanto è possibile una rapida ricomparsa dal blocco neuromuscolare.
Tenere quindi sotto controllo i pazienti e, se necessario, aumentare la dose di miolitico.
I livelli plasmatici di carbamazepina devono essere controllati durante il trattamento concomitante con isotretinoina (trattamento dell’acne), in quanto è stato segnalato che questo farmaco altera in maniera imprevedibile la biodisponibilità di carbamazepina e del suo metabolita attivo.
Sembra che la carbamazepina aumenti l’eliminazi one degli ormoni tiroidei e quindi il fabbisogno ormonale di pazienti ipotiroidei.
Pertanto, in pazienti in terapia sostitutiva con ormoni tiroidei, è necessario eseguire un test della funzionalità tiroidea all’inizio e alla sospensione del trattamento con carbamazepina.
Può essere necessario un aggiustamento del dosaggio dell’ormone tiroideo.
L’alcool può aumentare gli effetti collaterali di carbamazepina sul SNC.
I pazienti devono quindi astenersi dall’assumere alcoli ci durante il trattamento.
L'Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum) può modificare in alcuni casi il metabolismo della carbamazepina a causa dell'induzione degli enzimi del citocromo P450 (CYP450), e nello specifico dell'isoforma CYP3A4.
Nonostante i risultati rassicuranti ottenuti in uno studio clinico ben condotto in-vivo sulle reazioni tra i due farmaci, l'Hypericum perforatum non deve essere somministrato in associazione a carbamazepina.
Se un paziente utilizza già Hypericum perforatum, dovrà interromperlo lentamente.
La concentrazione plasmatica del farmaco antiepilettico deve essere monitorata e il dosaggio del farmaco antiepilettico può essere aggiustato se necessario.
L'effetto induttivo dell'Hypericum perforatum può durare almeno 2 settimane dopo la sua sospensione.
Gli effetti collaterali ematologici gravi di clozapina possono essere aumentati dall’associazione con carbamazepina.
L’uso concomitante di succo d’uva e carbamazepina può dare origine ad un aumento dei livelli plasmatici di carbamazepina.
La somministrazione contemporanea di carbamazepina e paracetamolo può ridurre la biodisponibilità di paracetamolo.
La somministrazione contemporanea di carbamazepina e procarbazina può provocare un aumento di reazioni da ipersensibilità (rash, ipereosinofilia).

04.6 Gravidanza e allattamento - [Vedi Indice].

Gravidanza: Rischio correlato all’epilessia e ai farmaci antiepilettici in generale: È stato dimostrato che nei figli di donne epilettiche la prevalenza di malformazioni è 2.3 volte superiore alla percentuale di circa il 3% riscontrata nella popolazione generale.
Nelle pazienti sottoposte a trattamento è stato osservato un aumento di malformazioni in se guito a politerapia, ma non è stata ancora chiarita la misura in cui il trattamento e/o la malattia siano rispettivamente responsabili di queste manifestazioni.
Le malformazioni più frequentemente riscontrate sono palatoschisi e malformazioni cardiovascolari.
Rischio legato a carbamazepina: Esperimenti condotti su animali hanno dimostrato che il farmaco possiede un effetto teratogeno.
Negli esseri umani, il numero di donne sottoposte a trattamento con carbamazepina nel primo trimestre di gravidanza, nei diversi studi prospettici, è ancora troppo limitato per stabilire se questo rischio di malformazione sia reale.
Tuttavia alcuni studi suggeriscono la possibilità di un aumento delle anomalie della chiusura del tubo neurale per es.
spina bifida e mielomeningocele (il rischio raggiunge l’1%, che è 10 volte maggiore del numero normale), malformazioni per le quali è possibile una diagnosi prenatale.
Attenzione: La carbamazepina può essere utilizzata durante la gravidanza solo dopo attenta valutazione rischio/beneficio.
Le donne in età fertile devono essere avvertite della necessità di pianificare e monitorare la gravidanza.
Se una donna è gravida o prevede di restare incinta la necessità di assumere il trattamento deve essere riconsiderata.
In caso di epilessia, se possibile, prescrivere carbamazepina in monoterapia ed utilizzare le minime dosi terapeutiche, basate solo sulla risposta clinica.
Può essere utile il monitoraggio delle concentrazioni plasmatiche di carbamazepina libera (vedere anche paragrafo 4.2).
Durante la gravidanza il trattamento antiepilettico con carbamazepina non deve essere interrotto poiché il peggioramento della malattia potrebbe essere dannoso sia per la madre che per il feto.
Controllo e prevenzione: la prevenzione di anomalie del tubo neurale con acido folico in donne gravide trattate con carbamazepina non è pienamente dimostrata al momento attuale; tuttavia, tenendo conto del fatto che una carenza di acido folico, dovuta all’induzione enzimatica provocata dalla carbamazepina può essere un fattore che potrebbe contribuire alle malformazioni fetali, può essere utile assumere l’acido folico prima (2 mesi) e durante la gravidanza.
Le pazienti devono essere informate dell’aumen tato rischio di malformazioni.
Una diagnosi prenatale specifica può essere consigliata anche a donne con un trattamento supplementare di acido folico.
Nel neonato: Gli induttori enzimatici hanno provocato: Non comunemente: disturbi emorragici che si sono verificati nelle prime 24 ore di vita di un bambino la cui madre è stata sottoposta a trattamento.
La prevenzione mediante vitamina K1 orale somministrata alla madre un mese prima del parto e una dose adattata e somministrata al neonato al momento della nascita risultano apparentemente efficaci.
Raramente: problemi con il metabolismo fosfocalcico e la mineralizzazione ossea.
Allattamento: Carbamazepina e il suo metabolita principale, carbamazepina-epossido, sono entrambi presenti nel latte materno in concentrazioni di circa il 25.60% della concentrazione plasmatica totale.
A causa della possibile insorgenza di reazioni avverse non dose-dipendenti nel neonato, per ragioni di sicurezza, si sconsiglia l’allattamento al seno durante il trattamento.
L’allattamento deve essere sospeso se appaiono segni di sedazione.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchine - [Vedi Indice].

Il prodotto ha una notevole influenza sulla capacità di reazione del paziente, specialmente nelle prime fasi di trattamento.
L’aumento del dosaggio o l’utilizzo di carbamazepi na in associazione con altri farmaci ad azione centrale o la combinazione con l’assunzione di al colici possono aumentare tale condizione.
È necessario avvisare i pazienti dei possibili rischi durante la guida di autoveicoli o l'utilizzo di macchinari.
Vedere anche i paragrafi 4.2 e 4.5 (associazione con il litio).

04.8 Effetti indesiderati - [Vedi Indice].

I seguenti effetti indesiderati sembrano dipendere dalla dose assunta, in particolare all’inizio della terapia, e possono attenuarsi spontaneamente entro pochi giorni oppure dopo riduzione temporanea della dose: vertigini, cefalea, atassia, torpore, fatica, diplopia, nausea, vomito.
Effetti collaterali elencati in base agli organi coinvolti: Disturbi del sistema linfatico ed ematico: Da non comuni a comuni: alterazioni della crasi ematica, cioè leucocitosi, eosinofilia, leucopenia e trombocitopenia.
In base ai dati della letteratura, il disturbo più comune è la leucopenia benigna, nel 10% dei casi è di natura transitoria e nel 2% dei casi è persistente.
Sono stati segnalati casi isolati di alterazione della crasi ematica anche con pericolo di vita, cioè agranulocitosi, anemia aplastica e altre forme di anemia (emolitica, megaloblastica), aplasia eritrocitaria pura, porfiria intermittente acuta, reticolocitosi, carenza di acido folico e linfoadenopatia, ingrossamento della milza.
Disturbi del sistema immunitario: Reazioni di ipersensibilità.
Rari: disturbo da ipersensibilità multiorganica ritardata con febbre, eruzioni cutanee, vasculite, gonfiore dei linfonodi, dolore alle articolazioni (artralgia), leucopenia, eosinofilia, allargamento epatico e della milza o alterazione dei parametri di funzionalità epatica che si manifestano in varie combinazioni.
Possono essere interessati anche altri organi come polmoni, reni, pancreas e muscolatura cardiaca.
Sono stati osservati casi isolati di reazione allergica acuta generalizzata e di meningite asettica con mioclono ed eosinofilia.
Disturbi endocrini, del metabolismo e della nutrizione.
Non comuni: ridotta osmolaritàdel plasma a causa di un effetto simile a quello dell’ormone antidiuretico (ADH), che determina, in casi isolati, intossicazione da acqua accompagnata da letargia, vomito, cefalea, confusione mentale, problemi neurologici.
Casi isolati di aumento dei livelli di colesterolo, compreso il colesterolo HDL, e dei trigliceridi.
Carbamazepina può aumentare il metabolismo del 25.OH-colecalciferolo che determina una diminuzione di calcio che raramente provoca osteomalacia.
Rari: ginecomastia e galattorrea.
Test anormali della funzione tiroidea: diminuzione della L-tiroxina (FT4, T4, T3) e aumento di TSH, solitamente senza manifestazioni cliniche.
Sono stati segnalati due casi di porfiria acuta intermittente.
Carbamazepina può abbassare i livelli plasmatici dell’acido folico e della Vitamina B12 ed aumentare i livelli plasmatici di omocisteina.
Disturbi psichiatrici: Non comuni: disturbi depressivi, comportamento aggressivo, difficoltà di pensiero, mancanza di impulsi, allucinazioni, tinnito.
Il trattamento con carbamazepina può attivare una psicosi latente.
Molto rari (< 1/10.000): alcuni casi di fobie e disturbi dell’umore, comprese le manie; percezione alterata dei suoni, iperacusia, ipoacusia.
Disturbi del sistema nervoso: Comuni: vertigini, sonnolenza, sedazione, torpore, stanchezza, atassia (disturbi atassici e cerebrali), cefalea non comune, confusione e agitazione in pazienti anziani.
Rari: movimenti involontari come asterissi, tic o nistagmo.
In pazienti anziani o in pazienti con danni cerebrali possono comparire disturbi discinetici quali discinesia orofacciale (movimenti involontari del viso come smorfie) e disturbi coreoatetosici (movimenti distorti).
Casi isolati di disturbi della parola, parestesia, debolezza muscolare, nevrite periferica, paresi delle gambe e disturbo del gusto.
La maggior parte di questi effetti scompare nei primi 8.14 giorni di trattamento sia spontaneamente che dopo una riduzione transitoria del dosaggio.
Per questa ragione è necessario iniziare il trattamento con un dosaggio basso che viene poi gradatamente aumentato.
Carbamazepina può causare sindrome neurolettica maligna, specialmente se somministrata in associazione con neurolettici.
Disturbi agli occhi: Casi isolati: congiuntivite.
Rari: disturbi visivi transitori come disturbi dell’accomodazione , diplopia, nistagmo, opacità del cristallino.
Molto rari (< 1/10.000): casi isolati di congiuntivite e tossicità della retina.
Disturbi cardiaci e vascolari: Casi isolati: bradicardia, aritmie cardiache e peggioramento delle arteriopatie coronariche in particolare in pazienti anziani o in pazienti con noto disturbo della funzione cardiaca.
Raramente è stato osservato un blocco A-V in casi isolati con sincope e ipertensione o ipotensione.
Dosi elevate di carbamazepina in particolare possono determinare una caduta della pressione arteriosa.
Sono state segnalate tromboflebiti e tromboembolie.
Disturbi respiratori, toracici e del mediastino.
Casi isolati di reazioni di ipersensibilità polmonare con febbre, dispnea, polmonite (alveolite), fibrosi polmonare.
Disturbi gastrointestinali: Non comuni: perdita dell’appetito, secchezza delle fauci, nausea, vomito.
Rari: diarrea, stitichezza.
Casi isolati di dolore addominale, stomatite, gengivite, glossite.
Questi effetti di solito scompaiono nei primi 8.14 giorni di trattamento sia spontaneamente che dopo una riduzione transitoria del dosaggio (basso dosaggio iniziale).
Molto raramente la carbamazepina può indurre pancreatite.
Disturbi epato-biliari: Comuni: aumento delle gamma-GT (a causa dell’i nduzione degli enzimi epatici), di solito non clinicamente rilevante.
Non comuni: aumento della fosfatasi alcalina, raramente delle transaminasi.
Rari: ittero.
Casi isolati di epatite (colestatica, epatocellulare, granulomatosa, di tipo misto); insufficienza renale.
Disturbi della pelle e dei tessuti sottocutanei: Da non comuni a comuni: reazioni cutanee allergiche con o senza febbre, ad esempio orticaria, prurito.
Sono stati segnalati casi isolati di alterazioni della pigmentazione cutanea, acne, sudorazione, irsutismo, dermatite esfoliativa, eritrodermia, sindrome di Lyell, fotosensibilità, eritema essudativo multiforme e nodoso, sindrome di Stevens-Johnson, porpora, lupus eritematoso disseminato.
E’ stata riportata anche reazione pustolosa esantematica acuta generalizzata.
Da occasionalmente a raramente: alopecia, diaforesi e vasculite.
Disturbi del sistema muscolo-scheletrico, del connettivo e osseo: Casi isolati di artralgia, dolori o crampi muscolari.
Disturbi renali ed urinari: Rari: alterazione renale, ad esempio proteinuria, ematuria, oliguria, casi isolati di insufficienza renale, probabilmente dovuti all’effetto antidiuretico di carbamazepina, inoltre altri disturbi della minzione, come disuria, frequenza minzionale e ritenzione di urina.
Casi isolati di disfunzione sessuale, come impotenza, diminuzione della libido, alterata fertilità maschile, nefrite interstiziale e aumento dell’azotemia.

04.9 Sovradosaggio - [Vedi Indice].

Un sovradosaggio di carbamazepina è stato riscontrato solo con dosi molto elevate (4.20 g).
Un livello plasmatico di 38 µg/ml non è stato letale per il paziente.
Nella letteratura sono stati riportati casi letali di sovradosaggio da carbamazepina.
Sintomi: Segni e sintomi di sovradosaggio interessano il Sistema Nervoso Centrale, il sistema cardiovascolare o il sistema respiratorio.
Sistema nervoso centrale: depressione del SNC, disorientamento, sonnolenza, agitazione, allucinazioni, coma; visione offuscata, disturbo della parola, disartria, nistagmo, atassia, discinesia, inizialmente iperreflessia, in seguito iporeflessia; convulsioni, disturbi psicomotori, mioclono, ipotermia.
Sistema respiratorio: depressione respiratoria, edema polmonare.
Sistema cardiovascolare: tachicardia, variazioni della pressione arteriosa (ipotensione e a volte ipertensione), aritmie cardiache, disturbo di conduzione con allargamento del complesso QRS; sincope.
Sistema gastrointestinale: vomito, ritardato svuotamento gastrico, ridotta motilità intestinale.
Funzionalità renale: ritenzione urinaria, oliguria o anuria; ritenzione di liquidi, intossicazione da acqua dovuta all’effetto della carbama zepina simile a quello dell’ADH.
Test di laboratorio: iponatriemia, possibile acidosi metabolica, possibile iperglicemia, aumento della creatinfosfochinasi muscolare.
Trattamento dei sintomi: Non esiste alcun antidoto specifico per il sovradosaggio di carbamazepina.
Il trattamento dei sintomi dovuti a sovradosaggio varia a seconda delle condizioni del paziente.
Ciò comporta il ricovero in ospedale, la misurazione dei livelli plasmatici per confermare l’avvelenamento da carbamazepina e per accerta re l’entità del sovradosaggio.
Svuotamento gastrico, lavanda gastrica e somministrazione di carbone vegetale attivato.
Assistenza medica di sostegno in unità di terapia intensiva con monitoraggio cardiaco ed accurata correzione dello squilibrio elettrolitico, se necessario.
Raccomandazioni speciali: Ipotensione: somministrare dopamina o dobutamina e.v.
Disturbi del ritmo cardiaco: devono essere trattati caso per caso.
Convulsioni: somministrare una benzodiazepina (ad esempio diazepam) o un altro anticonvulsivante, ad esempio fenobarbitone (con cautela a causa dell’aumento della depressione respiratoria) o paraldeide.
Iponatriemia (intossicazione da acqua): restrizione dei liquidi e infusione endovenosa lenta accurata di NaCl allo 0,9%.
Queste misure possono essere utili nel prevenire un danno cerebrale.
Raccomandabile l’emoperfusione di carbone vegetale attivato.
E’ stato segnalato che la diuresi forzata, l’emodialisi e la dial isi peritoneale non sono efficaci.

05.0 PROPRIETA' FARMACOLOGICHE - [Vedi Indice].

05.1 Proprietà farmacodinamiche - [Vedi Indice].

Categoria farmacoterapeutica: antiepilettici, derivati della carbossamide, codice ATC: N03AF01.
Carbamazepina è un derivato della dibenzazepina dotato di proprietà antiepilettiche, neurotrope e psicotrope.
Si ritiene che essa blocchi l’afflusso del calcio mediato dall’AMP ciclico associato a rilascio del trasmettitore ed è noto come antagonista dei recettori adenosinici: entrambe queste azioni potrebbero essere responsabili della sua azione antiepilettica.
Studi condotti sugli animali hanno dimostrato che essa ha effetti inibitori sulle scariche ippocampali e che inibisce, inoltre, le proiezioni reticolo-talamiche e talamocorticali che sono interessate nelle convulsioni tonico- cloniche.
Gli antiepilettici hanno proprietà stabilizzanti la membrana che sono risultate utili nell’alleviare il dolore neurogeno, specialmente nei casi in cui vi sia un elemento lancinante, come nella nevralgia del trigemino.
I dati pubblicati dimostrano che la carbamazepina potrebbe essere efficace nel trattare disturbi dell’affettività, come stati di eccitazione maniacale nell'ambito di disturbi affettivi bipolari, se somministrata come monoterapia o in associazione con neurolettici, antidepressivi o litio.

05.2 Proprietà farmacocinetiche - [Vedi Indice].

Assorbimento: Carbamazepina viene assorbita praticamente totalmente dopo somministrazione in compresse.
La massima concentrazione plasmatica viene raggiunta entro 12 ore dalla somministrazione di una dose singola (compresse).
Le convulsioni sono controllate quando i livelli plasmatici sono compresi fra 4 e 12 µg/ml, livelli al di sopra di 20 µg/ml hanno determinato un peggioramento dei sintomi.
Il controllo del dolore nelle nevralgie del trigemino è stato efficace a livelli plasmatici compresi fra 5 e 18 µg/ml.
Gli effetti collaterali iniziano ad apparire quando i livelli plasmatici sono superiori a 8.9 µg/ml.
Distribuzione: Il tasso di legame della carbamazepina alle proteine plasmatiche va dal 70% all’80%.
La concentrazione di sostanza immodificata nel SNC e nella saliva rappresenta la porzione plasmatica non legata, cioè il 20-30% della concentrazione plasmatica totale.
Nel latte materno la concentrazione corrisponde al 25.60% della concentrazione plasmatica totale.
La carbamazepina attraversa la barriera placentare.
Inoltre, la percentuale non legata aumenta durante la gravidanza.
Volume di distribuzione apparente: 0,8.1,5 l/kg.
Metabolismo: Quasi tutto il principio attivo viene metabolizzato dal fegato.
Il metabolita principale è la 10.11 epossi-carbamazepina, che è farmacologicamente attiva.
Il citocromo P4503A4 è stato identificato come il principale enzima responsabile della formazione di questo metabolita.
Il 10,11.diolo inattivo rappresenta lo stadio finale della biotrasformazione della carbamazepina.
Nei bambini l'elevato tasso di reattività del metabolismo delfarmaco può richiedere dosi più elevate (in mg/kg di peso corporeo) di carbamazepina per mantenere le concentrazioni terapeutiche.
Eliminazione<: /p> Solo circa l’1% della dose somministrata viene es creto nell’urina in forma immodificata.
Una parte maggiore viene escreta nell’urina quasi interament e sotto forma dei suoi metaboliti, mentre una parte viene escreta nelle feci.
Se usata in monoterapia, l’emivita di eliminazione del farmaco immodificato nel plasma è in media di circa 36 ore dopo una dose singola, mentre, dopo somministrazione ripetuta, è in media di 16.24 ore a seconda della durata del trattamento.
In pazienti che assumono altri farmaci antiepilettici, contemporaneamente, che siano anche induttori enzimatici, l’emivita della carbamazepina può essere diminuita.
Popolazione speciale: La carbamazepina deve essere utilizzata con cautela in pazienti con diminuita funzionalità renale.
Nella malattia epatica avanzata, il metabolismo della carbamazepina può essere alterato.
La farmacocinetica della carbamazepina è inalterata nell’anziano, ma il suo metabolismo può essere influenzato dalla disfunzione epatica.

05.3 Dati preclinici di sicurezza - [Vedi Indice].

Prove di mutagenicità in vitro e in vivo con la carbamazepina non hanno fornito alcuna indicazione di un suo potenziale effetto mutageno.
Uno studio di cancerogenicità della durata di più di due anni sui ratti ha indicato una maggiore incidenza di epatomi e tumori testicolari benigni in ratti femmine e maschi, rispettivamente.
Comunque, non ci sono evidenze circa l'importanza ditali osservazioni per l'uso terapeutico della carbamazepina negli uomini.

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE - [Vedi Indice].

06.1 Eccipienti - [Vedi Indice].

Lattosio monoidrato, amidoglicolato di sodio (patata), glicerol-etilcellulosa, silice colloidale anidra, magnesio stearato.

06.2 Incompatibilità - [Vedi Indice].

Non applicabile.

06.3 Periodo di validità - [Vedi Indice].

3 anni.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione - [Vedi Indice].

Non conservare a temperatura superiore ai 25° C.

06.5 Natura e contenuto della confezione - [Vedi Indice].

50 compresse in blister di alluminio di PVC/PVdC/Al.

06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione - [Vedi Indice].

Nessuna in particolare.

07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - [Vedi Indice].

Teva PHARMA Italia S.r.l.
- Viale G.
Richard, 7 – 20143 Milano

08.0 NUMERO DI AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - [Vedi Indice].

Carbamazepina Teva - 50 compresse 200 mg - A.I.C.
n.
034865028/M

09.0 REGIME DI DISPENSAZIONE AL PUBBLICO - [Vedi Indice].

ND

10.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE - [Vedi Indice].

01/03/2004

11.0 TABELLA DI APPARTENENZA DPR 309/90 - [Vedi Indice].

ND

12.0 DATA DI REVISIONE DEL TESTO - [Vedi Indice].

01/05/2005

 

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Ultimo aggiornamento: 15/12/2012
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