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02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA
03.0 FORMA FARMACEUTICA
04.0 INFORMAZIONI CLINICHE
04.1 Indicazioni terapeutiche
04.2 Posologia e modo di somministrazione
04.3 Controindicazioni
04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso
Interazioni
04.6 Gravidanza ed allattamento
04.7 Effetti sulla capacit� di guidare veicoli e sull'uso di macchine
04.8 Effetti indesiderati
04.9 Sovradosaggio
05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE
05.1 Proprietà farmacodinamiche
05.2 Proprietà farmacocinetiche
05.3 Dati preclinici di sicurezza
06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE
06.1 Eccipienti
06.2 Incompatibilità
06.3 Periodo di validità
06.4 Speciali precauzioni per la conservazione
06.5 Natura e contenuto della confezione
06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione
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08.0 NUMERO DI AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO
09.0 REGIME DI DISPENSAZIONE AL PUBBLICO
10.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE
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TABELLA DI APPARTENENZA DPR 309/90
12.0



     

 

- [Vedi Indice]

CIBADREX 10

02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA - [Vedi Indice]

Compresse da 10 + 12,5 mg

Benazepril cloridrato mg 10; idroclorotiazide mg 12,5.

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03.0 FORMA FARMACEUTICA - [Vedi Indice]

Compresse rivestite con film (bisecabili).

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

- [Vedi Indice]

04.1 Indicazioni terapeutiche - [Vedi Indice]

Ipertensione arteriosa.

04.2 Posologia e modo di somministrazione - [Vedi Indice]

La dose iniziale di Cibadrex consigliata per pazienti con ipertensione lieve o moderata, in grado di ridurre adeguatamente i valori pressori nella maggioranza dei pazienti, è di 5 + 6,25 mg una volta al giorno.

Per ottenere una ulteriore riduzione della pressione arteriosa occorre raddoppiare la dose dopo 3 o 4 settimane.

La dose massima consigliata, nei casi particolarmente resistenti, è di 40/50 mg di Cibadrex al dì.

I pazienti che non rispondono alla monoterapia con benazepril o con idroclorotiazide possono ottenere una significativa riduzione pressoria con Cibadrex.

Nei pazienti pretrattati con diuretici la terapia dovrebbe essere sospesa per almeno 3 giorni prima dell'inizio del trattamento con Cibadrex. I pazienti pretrattati con 25 o 50 mg di idroclorotiazide una volta al dì dovrebbero iniziare la terapia con Cibadrex 10/12,5 mg ed aggiustare successivamente il dosaggio.

A pazienti con una clearance della creatinina > 30 ml/min possono essere somministrate le usuali dosi di Cibadrex. In pazienti con grave insufficienza renale (clearance della creatinina < 30 ml/min), quando sia necessaria una terapia con diuretici, è preferibile l'impiego di un diuretico osmotico, piuttosto che tiazidico, in associazione con benazepril. In questi casi non è raccomandato l'uso di Cibadrex.

Tollerabilità ed efficacia di Cibadrex nei bambini non sono state studiate.

04.3 Controindicazioni - [Vedi Indice]

Ipersensibilità alle sostanze attive e loro derivati, ad altri ACE inibitori o ad altri farmaci sulfonamide-derivati. Anuria, grave insufficienza epatica o renale (clearance della creatinina < 30 ml/min), ipopotassiemia e iposodiemia refrattarie, iperuricemia sintomatica. Precedenti di edema angioneurotico. Gravidanza. Allattamento.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso - [Vedi Indice]

Benazepril

In caso di interventi chirurgici importanti, od in caso di anestesia con sostanze che inducono ipotensione arteriosa, il benazepril può bloccare la formazione di angiotensina II, secondaria al rilascio compensatorio di renina.

Se si manifesta ipotensione, e si pensa sia dovuta al meccanismo suddetto, questa può essere corretta con espansione del volume circolante. Negli studi clinici con benazepril in monoterapia, nell'1% dei pazienti trattati è stata osservata iperkaliemia, che si è comunque risolta in molti casi senza la sospensione della terapia.

Tra i fattori di rischio per lo sviluppo di iperkaliemia devono essere considerati insufficienza renale, diabete mellito e uso contemporaneo di diuretici a risparmio di potassio e/o l'integrazione di potassio.

Associazione

I dati disponibili non hanno evidenziato un maggior rischio di effetti collaterali nei pazienti anziani trattati con benazepril o Cibadrex rispetto a quelli più giovani. Ciononostante, come per tutti gli altri farmaci antipertensivi, deve essere prestata particolare attenzione ai pazienti anziani ed a quelli con insufficienza cardiaca, o con arteriosclerosi coronarica o cerebrale.

Un'improvvisa caduta della pressione arteriosa può dar luogo ad un insufficiente apporto di sangue agli organi vitali.

L'ipopotassiemia si verifica frequentemente in trattamento con diuretici tiazidici. Durante le ricerche cliniche controllate con Cibadrex, il benazepril somministrato contemporaneamente minimizza la perdita di potassio indotta dai diuretici. In caso di ipopotassiemia essa può essere trattata con potassio supplementare, sorvegliandone attentamente i livelli. A causa dell'effetto natriuretico di ACE-inibitore e idroclorotiazide, l'uso della loro associazione può causare iposodiemia che è stata occasionalmente riscontrata negli studi controllati condotti con Cibadrex. È consigliabile effettuare periodiche determinazioni del sodio, specialmente in pazienti affetti da malattie croniche (per es. cirrosi epatica) che sono più soggetti a disturbi regolatori del bilancio elettrolitico. Oltre ad ipopotassiemia e iposodiemia, in alcuni pazienti trattati con alte o prolungate dosi di idroclorotiazide da sola, sono stati riportati ipomagnesiemia, alcalosi ipocloremica e variazioni patologiche delle paratiroidi con ipercalcemia e ipofosfatemia. L'escrezione del calcio è diminuita dai tiazidici.

Nel corso di studi controllati livelli elevati di acido urico si sono riscontrati con incidenza maggiore nei pazienti trattati con Cibadrex rispetto a quelli trattati con placebo.

Non si sono osservati considerevoli aumenti dei livelli di acido urico (50% superiori al normale limite massimo) nei pazienti trattati con placebo, mentre sono stati riscontrati nello 0,6% dei pazienti trattati con Cibadrex. Pertanto è consigliabile effettuare controlli periodici dei livelli di acido urico.

Ipoglicemia, glicosuria, aumento del livello dei lipidi ematici, anemia, neutropenia, trombocitopenia, agranulocitosi e depressione del midollo osseo possono verificarsi in pazienti trattati con dosi elevate di idroclorotiazide da sola.

In pazienti con insufficienza renale grave (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min) i tiazidici non esercitano più un adeguato effetto diuretico e si verifica un accumulo del benazepril. In tali casi sono indicati i diuretici osmotici associati al benazepril. Come con altri inibitori dell'ACE, il trattamento di pazienti con stenosi dell'arteria renale unilaterale o bilaterale, richiede particolare attenzione. In alcuni di questi pazienti è stato osservato un aumento dell'azotemia e della creatinina serica. Tali aumenti erano reversibili con la sospensione del trattamento con benazepril o Cibadrex.

In tali pazienti, ma anche in tutti gli altri con funzionalità renale alterata, quest'ultima deve essere accuratamente controllata durante le prime settimane di trattamento con benazepril o Cibadrex e, successivamente, a intervalli periodici.

Alcuni pazienti con ipertensione e senza un apparente disturbo vascolare renale trattati con benazepril hanno presentato un aumento dell'azotemia e della creatininemia, particolarmente se in associazione ad un diuretico. In questi casi è necessaria una riduzione del dosaggio di Cibadrex. È sempre quindi opportuna la valutazione della funzione renale nei pazienti con ipertensione (vedi "Posologia e modo di somministrazione").

Avvertenze particolari

Angioedema del volto, delle estremità, delle labbra, della lingua, della glottide e della laringe è stato riportato in pazienti trattati con inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina. In studi clinici condotti in U.S.A., sintomi relativi ad angioedema sono stati riscontrati nello 0,5% dei soggetti che hanno assunto benazepril. Se si manifestassero tali sintomi, il trattamento deve essere immediatamente sospeso ed il paziente osservato attentamente fino alla scomparsa dell'edema. L'angioedema, associato a edema laringeo o a shock, può essere fatale. Quando siano coinvolte lingua, glottide, o laringe, potrebbero ostruirsi le vie aeree per cui si deve subito istituire una idonea terapia (per es. 0,3-0,5 ml di adrenalina in soluzione 1:1000 per via sottocutanea). I pazienti devono pertanto essere avvertiti di riferire immediatamente qualsiasi segno e sintomo che suggerisca l'angioedema (gonfiore del viso, degli occhi, delle labbra, della lingua, stridore laringeo, difficoltà a respirare) e di non assumere più il farmaco prima di aver consultato il medico.

In pazienti con ipertensione arteriosa non complicata, trattati con benazepril da solo, raramente (0,4%) è stata riscontrata una riduzione eccessiva della pressione arteriosa, generalmente asintomatica.

L'ipotensione è una possibile conseguenza del trattamento con ACE-inibitori in pazienti con deplezione salina o di volume, quali quelli in pretrattamento con forti dosi di diuretici (come l'idroclorotiazide) od in dialisi, dieta iposodica, o con diarrea o vomito. In caso di ipotensione è opportuno porre il paziente in posizione supina e, se necessario, somministrare per infusione endovenosa una normale soluzione salina. Il volume e/o la deplezione salina devono essere corretti prima di iniziare la terapia con Cibadrex.

L'effetto antipertensivo del componente tiazidico può essere potenziato in pazienti simpatectomizzati.

In pazienti con insufficienza cardiaca congestizia grave, associata o meno a insufficienza renale, la terapia con ACE-inibitori può causare eccessiva ipotensione che può accompagnarsi ad oliguria, iperazotemia e, raramente, insufficienza renale acuta. In questi pazienti la terapia con Cibadrex deve essere iniziata sotto stretta sorveglianza medica e i pazienti devono essere seguiti nelle prime 2 settimane di trattamento e quando venga aumentata la dose di farmaco.

Altri farmaci ACE-inibitori hanno determinato agranulocitosi e depressione midollare raramente in pazienti che non presentavano complicazioni più frequentemente in pazienti con insufficienza renale, particolarmente se associata a collagenopatia vascolare come il lupus eritematoso sistemico o la sclerodermia. I dati attuali ricavati dalle sperimentazioni cliniche sul benazepril sono insufficienti ad escludere che il farmaco provochi nella stessa percentuale agranulocitosi.

È opportuno quindi monitorare la conta dei globuli bianchi nei pazienti con collagenopatia vascolare, particolarmente se associata ad insufficienza renale od a trattamento con farmaci quali i corticosteroidi o gli antimetaboliti.

Cibadrex deve essere usato con cautela nei pazienti con ridotta funzionalità epatica in quanto eventuali alterazioni del bilancio idroelettrolitico possono precipitare un coma epatico.

Con l'uso di ACE-inibitori è stata segnalata tosse non produttiva e persistente che si risolve con la sospensione della terapia: questa condizione deve quindi essere considerata nel caso di diagnosi differenziale della tosse.

Un'ipotensione transitoria non costituisce una controindicazione al proseguimento del trattamento.

In pazienti trattati con ACE-inibitori sono state osservate reazioni anafilattoidi in corso di emodialisi con membrane in poliacrilonitrile ad alto flusso (AN69). Si consiglia pertanto di non impiegare queste membrane in tali pazienti.

Reazioni di ipersensibilità possono verificarsi in pazienti con anamnesi positiva per allergia o asma bronchiale.

Un trattamento con tiazidici può attivare un lupus eritematoso.

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Lieve aumento dell'azotemia (BUN) e della creatinina serica, reversibile dopo sospensione della terapia (osservato in pazienti trattati con il dosaggio superiore di Cibadrex o dosi maggiori). È più facile che tali aumenti si manifestino nei pazienti con stenosi dell'arteria renale (vedi " 04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso") .

Una lieve riduzione del potassio serico è stata notata in alcuni studi; solo lo 0,2% dei pazienti trattati con Cibadrex ha sviluppato ipopotassiemia (più di 0,5 mmol/l sotto i valori normali).

Sono stati inoltre segnalati iposodiemia, innalzamento dell'acido urico, di SGOT, SGPT e glucosio, diminuzione dell'emoglobina.

Altri effetti collaterali riferiti con idroclorotiazide o benazepril somministrati da soli e che possono essere potenziali effetti collaterali con Cibadrex, sono i seguenti:

Idroclorotiazide: anoressia, irritazione gastrica, ittero (ittero colostatico intraepatico), pancreatite, scialoadenite, xantopsia, leucopenia, agranulocitosi, anemia aplastica, anemia emolitica, porpora, fotosensibilità, febbre, orticaria, angioite necrotizzante (vasculite), difficoltà respiratoria (comprendendo polmoniti ed edema polmonare), nefrite interstiziale, reazione anafilattica, glicosuria, agitazione, spasmo muscolare, transitoria visione offuscata.

Benazepril: nausea, senso di vertigini, cefalea, ipotensione, ipotensione ortostatica, sincope, compromissione della funzione renale, vomito, dolore addominale, diarrea, alterazioni del gusto, reazioni di ipersensibilità accompagnate da prurito, reazioni cutanee e febbre; insonnia, nervosismo, sonnolenza e parestesia, senso di stanchezza, tosse secca, dispnea, iperidrosi, aumento dell'azoto ureico e della creatininemia, particolarmente nei pazienti con insufficienza renale o in quelli precedentemente trattati con diuretici; iperpotassiemia, ipernatriemia, melena, variazioni ECgrafiche, leucopenia, eosinofilia e proteinuria.

Interazioni - [Vedi Indice]Benazepril

L'effetto antipertensivo del benazepril o di Cibadrex viene potenziato da farmaci antipertensivi che aumentano l'attività plasmatica reninica o alterano il bilancio sodico (per esempio diuretici come l'idroclorotiazide). Cibadrex deve essere pertanto usato con cautela in pazienti trattati contemporaneamente con altri antipertensivi.

Il componente tiazidico di Cibadrex può potenziare l'azione di altri farmaci antipertensivi quali soprattutto sostanze antiadrenergiche ad azione periferica o ganglio-bloccanti.

Il benazepril può attenuare la perdita di potassio causata dall'idroclorotiazide.

L'associazione con diuretici a risparmio di potassio (quali spironolattone, amiloride, triamterene, ecc.) può aumentare il rischio di iperkaliemia. Nel caso quindi in cui fosse opportuno l'uso contemporaneo con questi farmaci è necessario effettuare controlli frequenti della potassiemia.

Gli ACE-inibitori possono comportare un aumento dei livelli ematici e della tossicità del litio.

Visto inoltre che la clearance renale del litio è ridotta dai tiazidici è presumibile che il rischio di tossicità aumenti se il litio viene somministrato contemporaneamente a Cibadrex. È opportuno quindi usare cautela nella somministrazione contemporanea dei due farmaci ed è necessaria una frequente verifica dei livelli sierici di litio.

Alcool, barbiturici, narcotici: può verificarsi un potenziamento del calo pressorio in ortostatismo.

Idroclorotiazide

I tiazidici potenziano l'effetto dei derivati del curaro e degli ipotensivi (per esempio guanetidina, metildopa, betabloccanti, vasodilatatori, calcio antagonisti, ACE-inibitori).

L'effetto ipopotassiemico dei tiazidici può essere aumentato da corticosteroidi, ACTH, amfotericina e carbenoxolone.

Può essere necessario riadattare il dosaggio dell'insulina e degli antidiabetici orali.

L'ipopotassiemia o l'ipomagnesiemia, che possono verificarsi come effetti collaterali, favoriscono l'insorgenza di aritmie cardiache indotte da digitale.

La somministrazione contemporanea di alcuni farmaci antiinfiammatori non steroidei (per esempio indometacina) può diminuire l'effetto diuretico ed antipertensivo dei tiazidici; sono stati riportati casi isolati di peggioramento della funzionalità renale in pazienti predisposti.



04.6 Gravidanza ed allattamento - [Vedi Indice]

Gli ACE-inibitori possono essere causa di morbilità fetale e neonatale sino al decesso del prodotto del concepimento quando somministrati in gravidanza. L'uso in gravidanza e durante l'allattamento, è pertanto controindicato, ed è opportuno che le pazienti in trattamento segnalino al proprio medico curante, quanto prima possibile, l'eventuale gravidanza.

04.7 Effetti sulla capacit� di guidare veicoli e sull'uso di macchine - [Vedi Indice]

In corso di trattamento con Cibadrex, raramente sono stati osservati disturbi del sistema nervoso centrale. Come con altri farmaci antipertensivi, occorre comunque tenere presente la possibilità di un'alterazione del grado di vigilanza durante la guida o l'uso di macchinari.

04.8 Effetti indesiderati - [Vedi Indice]

I dati relativi agli effetti collaterali del benazepril e dell'associazione con idroclorotiazide sono stati ricavati da un programma di sviluppo clinico controllato su larga scala, mentre le informazioni sull'idroclorotiazide sono state desunte dall'ampia esperienza di post-marketing acquisita con il prodotto. Gli effetti collaterali riscontrati sono stati generalmente lievi e transitori. Somministrando dosi comprese tra 5 mg di benazepril/6,25 mg di idroclorotiazide una volta al dì e 20/25 mg due volte al dì, la frequenza di effetti collaterali è risultata in relazione all'entità della dose ma non al sesso, all'età, alla razza, o alla durata della terapia. Non sono state studiate dosi giornaliere superiori a 2 compresse di Cibadrex 20/25 mg. Gli effetti collaterali più frequentemente causa di interruzione del trattamento con Cibadrex sono stati: vertigini, cefalea e affaticamento.

Gli effetti collaterali più frequentemente osservati (in studi con pazienti randomizzati direttamente per l'associazione), indipendentemente dalla dose e dalla relazione di causalità con il farmaco sono i seguenti.

Incidenza > 2% e superiore al placebo

Disturbi alle vie respiratorie superiori, ipertonia, vertigini, dolori muscolo-scheletrici, tosse, nausea, faringite, mal di schiena, sindrome simil-influenzale, affaticamento, capogiri posturali.

Incidenza > 2% e confrontabile con il placebo

Cefalea, rinite, diarrea.

In ricerche cliniche controllate in doppia-cecità con benazepril o benazepril + idroclorotiazide sono stati osservati anche i seguenti effetti collaterali con frequenza minore. Non sono state fatte valutazioni di relazione causale col prodotto. In genere l'incidenza degli effetti collaterali è risultata confrontabile con quella del placebo.

Incidenza dell'1-2%

Prurito, rash, arrossamenti, sonnolenza, insonnia, nervosismo, palpitazioni, dolore toracico, edema periferico, dispepsia, sinusite, disturbi delle vie urinarie, dolore addominale, vomito, impotenza.

Incidenza inferiore all'1%

Riduzione eccessiva della pressione arteriosa, ipotensione posturale, edema labiale o facciale senza altre manifestazioni di angioedema (vedi "Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso"), gastrite, flatulenza, costipazione, astenia, ansia, depressione, ipoestesia, parestesia, incoordinazione, dispnea, edema generalizzato, diminuzione della libido, sudorazione, artrite, tinnito, sincope, tachicardia, disturbi della visione e della attività onirica, anoressia, iperidrosi, artralgia, mialgia, infezione delle vie respiratorie superiori, epistassi, bronchite, alterazioni della voce, congiuntivite.

Esami di laboratorio

04.9 Sovradosaggio - [Vedi Indice]

Non sono disponibili informazioni sul sovradosaggio di benazepril.

In caso di sovradosaggio di idroclorotiazide possono verificarsi i seguenti segni e sintomi: capogiri, nausea, sonnolenza, ipovolemia, ipotensione, disturbi del bilancio elettrolitico associati con aritmia cardiaca e spasmi muscolari.

Trattamento

Non esistono antidoti specifici per l'idroclorotiazide od il benazepril.

Si tenti di eliminare il farmaco mediante induzione di vomito o lavanda gastrica. Per ridurre l'assorbimento si può somministrare carbone attivo. Sarebbe opportuno tenere le gambe del paziente sollevate e rimpiazzare la perdita di fluidi ed elettroliti, nonché controllare la funzionalità renale fino al ritorno delle condizioni alla normalità.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

- [Vedi Indice]

05.1 Proprietà farmacodinamiche - [Vedi Indice]

Cibadrex rappresenta l'associazione fissa di un inibitore dell'enzima di conversione dell'angiotensina, il benazepril, e di un diuretico, l'idroclorotiazide, i cui effetti ipotensivi sono sinergici.

Benazepril

Il benazepril è un precursore che, dopo l'idrolisi in sostanza attiva benazeprilato, inibisce l'enzima di conversione dell'angiotensina (ACE), e quindi riduce la conversione dell'angiotensina I in angiotensina II.

Esso riduce perciò gli effetti che sono mediati dall'angiotensina II e cioè la vasocostrizione, la produzione di aldosterone, che promuove il riassorbimento del sodio e dell'acqua a livello dei tubuli renali e l'aumento della gettata cardiaca.

Il benazepril attenua l'aumento della frequenza cardiaca indotta dall'attivazione simpatica, in risposta alla vasodilatazione.

Come altri ACE-inibitori, il benazepril inibisce anche la degradazione del vasodilatatore bradichinina ad opera della chininasi; questa inibizione può avere importanza nell'effetto ipotensivo.

Nella maggioranza dei pazienti, dopo somministrazione di una dose singola orale, l'inizio dell'azione antipertensiva avviene dopo 1 ora ca. e la massima riduzione della pressione arteriosa viene raggiunta entro 2-4 ore.

L'effetto antipertensivo persiste almeno per 24 ore, indipendentemente dalla razza, dall'età o dall'attività di base della renina plasmatica. La sospensione improvvisa della somministrazione di benazepril non è seguita da un rapido aumento della pressione arteriosa.

Idroclorotiazide

L'idroclorotiazide inibisce il riassorbimento attivo degli ioni Na+ , principalmente a livello del tubulo distale renale, con conseguente aumento dell'escrezione di ioni Na+ , Cl- e dell'acqua. Sempre a livello renale l'escrezione di ioni K+ e Mg++ ed il riassorbimento di ioni Ca++ aumentano proporzionalmente alla dose impiegata.

La concentrazione plasmatica di farmaco e l'entità della caduta pressoria non sono proporzionali.

L'escrezione di sodio, potassio e acqua, con la conseguente riduzione del volume plasmatico, sono dose-dipendenti e determinano una attivazione del sistema renina-angiotensina che può limitare in misura variabile l'effetto ipotensivo.

Associazione

L'attivazione del sistema renina-angiotensina, determinata dall'idroclorotiazide, è efficacemente bloccata dal benazepril; si ottiene così un effetto ipotensivo sinergico grazie anche alla deplezione sodica indotta dal diuretico che fornisce al benazepril il substrato d'azione ottimale.

Studi clinici controllati hanno dimostrato che la somministrazione giornaliera singola di Cibadrex determina un effetto ipotensivo proporzionale alla dose somministrata.

Tre studi hanno dimostrato che già il dosaggio inferiore di Cibadrex (5 mg di benazepril + 6,25 mg di idroclorotiazide), somministrato una volta al giorno, controlla la pressione arteriosa in una sostanziale porzione di pazienti con ipertensione lieve o moderata.

05.2 Proprietà farmacocinetiche - [Vedi Indice]

Non sussiste interazione farmacocinetica tra i componenti del Cibadrex, per cui le caratteristiche e le biodisponibilità delle singole sostanze attive rimangono invariate.

Benazepril

Il benazepril cloridrato è rapidamente assorbito (T max = 0,5 ore).

Il quantitativo assorbito è equivalente almeno al 37% della dose somministrata. Vi è una rapida trasformazione biologica nel metabolita farmacologicamente attivo benazeprilato (T max = 1,5 ore).

L'eliminazione del benazepril dal plasma è virtualmente completa dopo 4 ore. Il benazeprilato ha una eliminazione bifasica. La fase terminale di eliminazione, superiore alle 24 ore, probabilmente riflette lo stretto legame del preparato all'enzima di conversione dell'angiotensina (ACE).

La cinetica del benazepril e del benazeprilato non si modifica durante somministrazione ripetuta di dosi di 5-20 mg di benazepril una volta al dì, né si sono osservati fenomeni di accumulo del benazepril. Studi condotti nel ratto con 14 C - benazepril hanno però evidenziato un accumulo del farmaco nel polmone (come con gli altri ACE-inibitori). La percentuale di accumulo del benazeprilato è pari al 20%. L'emivita effettiva per l'eliminazione del benzeprilato è di 10-11 ore ca.

A dosi comprese tra 5 e 20 mg di benazepril, le AUC e C max del benazepril e del benazeprilato sono quasi direttamente proporzionali alla dose.

La clearance epatica è la principale via di eliminazione del benazepril, mentre la clearance renale prevale nell'eliminazione del benazeprilato nei soggetti con funzionalità renale normale.

Idroclorotiazide

L'idroclorotiazide è assorbita fino al 60-80% della dose somministrata e raggiunge il picco di concentrazione plasmatica entro 1,5-3 ore.

L'emivita di eliminazione in fase terminale è di 10 ore ca. Nell'intervallo di dosaggio 12,5-100 mg le concentrazioni plasmatiche dell'idroclorotiazide sono proporzionali alla dose. Anche in caso di una dose di 6,25 mg si può prevedere una proporzionalità alla dose.

La clearance renale è praticamente l'unica via di eliminazione dell'idroclorotiazide nei soggetti con funzionalità renale normale.

Associazione

Le compresse di Cibadrex (combinazione fissa) sono bioequivalenti con la combinazione libera dei due componenti.

La somministrazione di Cibadrex durante o dopo l'ingestione di cibo non influenza l'assorbimento delle due sostanze attive in modo clinicamente significativo.

Le farmacocinetiche del benazepril e del benazeprilato variano solo lievemente nei soggetti anziani, mentre la cinetica plasmatica dell'idroclorotiazide è significativamente influenzata dall'età (livelli di picco e valori AUC superiori del 60-130%).

L'eliminazione di entrambi i componenti viene rallentata dalla diminuita funzionalità renale: nei pazienti con clearance della creatinina < 30 ml/min Cibadrex è controindicato.

Non sono stati condotti studi di farmacocinetica in pazienti con insufficienza epatica.

L'idroclorotiazide attraversa la barriera placentale umana. Livelli estremamente bassi di benazepril e benazeprilato e piccole quantità di idroclorotiazide son stati ritrovati nel latte materno, rispetto ai livelli plasmatici o ematici.

05.3 Dati preclinici di sicurezza - [Vedi Indice]

Tossicologia (associazione)

La dose massima non letale, somministrata per via orale (nel rapporto 5/6,25 mg) è di 2000 mg/kg nel topo e nel ratto e di 1000 mg/kg nel cane.

Benazepril

Negli studi condotti, la somministrazione di benazepril non ha evidenziato effetti mutageni, carcinogeni o teratogeni.

Idroclorotiazide

L'idroclorotiazide non ha evidenziato attività teratogena e solo un debole effetto mutageno. Non è carcinogena nel ratto ed ha un'azione carcinogena poco chiara nel topo maschio (fegato).

Non sono stati condotti studi specifici con l'associazione.

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

- [Vedi Indice]

06.1 Eccipienti - [Vedi Indice]

Olio di ricino idrogenato; lattosio monoidrato; povidone; ipromellosa; polietilenglicole 8000; talco; titanio biossido; ferro ossido rosso.

06.2 Incompatibilità - [Vedi Indice]

Nessuna nota.

06.3 Periodo di validità - [Vedi Indice]

4 anni.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione - [Vedi Indice]

Non conservare al di sopra di 30 °C.

06.5 Natura e contenuto della confezione - [Vedi Indice]

Blister di PVC con copertura d'alluminio, saldato su supporto d'alluminio; oppure blister di alluminio; oppure blister di PVC/PE/PVDC saldato su supporto d'alluminio; blister calendario.

Cibadrex 10 - Astuccio da 14 compresse bisecabili di 10 + 12,5 mg.

06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione - [Vedi Indice]

Nessuna

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- [Vedi Indice]

NOVARTIS FARMA S.p.A.

S.S. 233 (Varesina) Km 20,5 - 21040 Origgio (VA)

Concessionario per la vendita: Sintofarm Farmaceutici S.p.A.

Via P. Togliatti, 5 - 42016 Guastalla (RE)

08.0 NUMERO DI AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - [Vedi Indice]

Cibadrex 10 AIC n. 028037024

09.0 REGIME DI DISPENSAZIONE AL PUBBLICO - [Vedi Indice]

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10.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE - [Vedi Indice]

29.10.1994 / 15.

999

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TABELLA DI APPARTENENZA DPR 309/90
- [Vedi Indice]

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12.0 - [Vedi Indice]

Marzo 2001.



Ultimo aggiornamento: 23/10/2012.
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