Lobivon 5mg compresse
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01.0 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE
02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA
03.0 FORMA FARMACEUTICA
04.0 INFORMAZIONI CLINICHE
04.1 Indicazioni terapeutiche
04.2 Posologia e modo di somministrazione
04.3 Controindicazioni
04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso
04.5 Interazioni
04.6 Gravidanza e allattamento
04.7 Effetti sulla capacit� di guidare veicoli e sull'uso di macchine
04.8 Effetti indesiderati
04.9 Sovradosaggio
05.0 PROPRIETA' FARMACOLOGICHE
05.1 Propriet� farmacodinamiche
05.2 Propriet� farmacocinetiche
05.3 Dati preclinici di sicurezza
06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE
06.1 Eccipienti
06.2 Incompatibilit�
06.3 Periodo di validit�
06.4 Speciali precauzioni per la conservazione
06.5 Natura e contenuto della confezione
06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione
07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO
08.0 NUMERI DELLE AUTORIZZAZIONI ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO
09.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE
10.0 DATA DI REVISIONE DEL TESTO

01.0 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE -[Vedi Indice].

Lobivon 5 mg compresse

02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA - [Vedi Indice].

Ogni compressa di Lobivon contiene 5 mg di nebivololo (come nebivololo cloridrato). Per l�elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

03.0 FORMA FARMACEUTICA - [Vedi Indice].

Compresse. Compresse con doppia barra di frattura, rotonde, di colore bianco.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE - [Vedi Indice].

04.1 Indicazioni terapeutiche - [Vedi Indice].

Ipertensione Trattamento dell'ipertensione essenziale. Scompenso cardiaco cronico Trattamento dello scompenso cardiaco cronico stabile di grado lieve e moderato in aggiunta alle terapie standard nei pazienti anziani di et� ≥ 70 anni.

04.2 Posologia e modo di somministrazione - [Vedi Indice].

Ipertensione Adulti La dose � di 1 compressa (5 mg) al giorno, preferibilmente sempre alla stessa ora.
Le compresse possono essere assunte durante i pasti.
L'effetto antiipertensivo � evidente dopo 1.2 settimane di trattamento.
Occasionalmente l'effetto ottimale viene raggiunto solo dopo 4 settimane di trattamento. Associazione con altri farmaci antiipertensivi I beta bloccanti possono essere usati da soli o in associazione ad altri farmaci antiipertensivi.
E' stato osservato un effetto antiipertensivo aggiuntivo solo associando Lobivon 5 mg con idroclorotiazide 12,5.25 mg. Pazienti con insufficienza renale In pazienti con insufficienza renale la dose iniziale consigliata � di 2,5 mg al giorno.
Se necessario la dose giornaliera pu� essere aumentata a 5 mg. Pazienti con insufficienza epatica I dati sull'impiego del nebivololo in pazienti con insufficienza epatica o compromissione della funzionalit� epatica sono limitati.
Pertanto la somministrazione di Lobivon in questi pazienti � controindicata. Anziani Nei pazienti con et� maggiore di 65 anni, la dose iniziale raccomandata � di 2,5 mg al giorno.
Se necessario, la dose giornaliera pu� essere aumentata a 5 mg.
Tuttavia i dati riguardanti l'impiego di nebivololo in pazienti di et� superiore a 75 anni sono limitati.
Pertanto la somministrazione di nebivololo deve essere effettuata con cautela ed i pazienti devono essere attentamente monitorati. Bambini e adolescenti Non esistono studi sui bambini e sugli adolescenti.
Pertanto non � raccomandato l'impiego nei bambini e negli adolescenti. Scompenso cardiaco cronico Il trattamento dello scompenso cardiaco cronico stabile deve iniziare con un graduale aumento del dosaggio fino al raggiungimento della dose di mantenimento ottimale per il singolo paziente. I pazienti devono presentare uno scompenso cardiaco cronico stabile senza riacutizzazioni nelle sei settimane precedenti.
E� raccomandato che il medico curante abbia esperienza nel trattamento dello scompenso cardiaco cronico. Nei pazienti in trattamento con farmaci cardiovascolari, inclusi diuretici e/o digossina e/o ACE inibitori e/o antagonisti dell�angiotensina II, il dosaggio di questi farmaci deve essere stabilizzato durante le due settimane precedenti, prima di iniziare il trattamento con Lobivon. L�iniziale aumento di dosaggio deve essere effettuato ad intervalli di 1.2 settimane in base alla tollerabilit� del paziente, come di seguito indicato: 1,25 mg di nebivololo, da aumentare a 2,5 mg una volta al giorno, poi a 5 mg una volta al giorno e successivamente a 10 mg una volta al giorno. La dose massima raccomandata � di 10 mg di nebivololo una volta al giorno. L�inizio della terapia e ogni incremento di dose devono avvenire sotto la supervisione di un medico esperto per un periodo di almeno due ore per accertarsi che le condizioni cliniche (con particolare riguardo a pressione arteriosa, frequenza cardiaca, disturbi di conduzione, segni di peggioramento dello scompenso cardiaco) rimangano stabili. La dose massima raccomandata potrebbe non essere raggiunta da tutti i pazienti a causa della comparsa di effetti avversi.
Se necessario, il dosaggio raggiunto pu� essere anche diminuito gradualmente e reintrodotto in modo appropriato.
Durante la fase di titolazione, in caso di peggioramento dello scompenso cardiaco o di intolleranza, si raccomanda per prima cosa di ridurre la dose di nebivololo o di sospenderlo immediatamente se necessario (in caso di grave ipotensione, peggioramento dello scompenso cardiaco con edema polmonare acuto, shock cardiogenico, bradicardia sintomatica o blocco atrioventricolare). Il trattamento dello scompenso cardiaco cronico stabile con nebivololo � generalmente un trattamento a lungo termine. Il trattamento con nebivololo non deve essere interrotto bruscamente in quanto ci� potrebbe portare ad un temporaneo peggioramento dello scompenso cardiaco.
Qualora sia necessaria un�interruzione, il dosaggio deve essere gradualmente ridotto, dimezzando la dose settimanalmente. Le compresse possono essere assunte durante i pasti. Pazienti con insufficienza renale Non � necessario alcun aggiustamento posologico nell�insufficienza renale da lieve a moderata, dato che la titolazione fino alla massima dose tollerata viene aggiustata individualmente.
Non c�� esperienza su pazienti con grave insufficienza renale (creatinina sierica ≥ 250mol/L).
Pertanto, la somministrazione di nebivololo in questi pazienti non � raccomandata. Pazienti con insufficienza epatica I dati relativi all�impiego di nebivololo in pazienti con insufficienza epatica sono limitati.
Pertanto, la somministrazione di Lobivon in questi pazienti � controindicata. 2 Anziani Non � necessario alcun aggiustamento posologico, dato che la titolazione fino alla massima dose tollerata viene aggiustata individualmente. Bambini e adolescenti Non sono stati condotti studi sui bambini e sugli adolescenti.
Pertanto non � raccomandato l�impiego nei bambini e negli adolescenti.

04.3 Controindicazioni - [Vedi Indice].

- Ipersensibilit� al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti - Insufficienza epatica o compromissione della funzionalit� epatica - Gravidanza ed allattamento - Scompenso cardiaco acuto, shock cardiogenico o episodi di riacutizzazione dello scompenso cardiaco che richiedono terapia inotropa per via endovenosa. Inoltre, come per gli altri beta bloccanti, Lobivon � controindicato in caso di: - malattia del nodo del seno, compreso il blocco seno-atriale - blocco cardiaco di secondo e terzo grado (senza pacemaker) - storia di broncospasmo e asma bronchiale - feocromocitoma non trattato - acidosi metabolica - bradicardia (frequenza cardiaca < 60 bpm prima dell�inizio del trattamento) - ipotensione (pressione arteriosa sistolica < 90 mmHg) - gravi disturbi circolatori periferici

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso - [Vedi Indice].

Vedere anche paragrafo 4.8 �Effetti indesiderati�. Le seguenti avvertenze e precauzioni d�impiego riflettono quelle generalmente riferibili ai farmaci antagonisti beta adrenergici. Anestesia Il mantenimento del blocco dei recettori beta riduce il rischio di aritmie durante l'induzione e l'intubazione.
Qualora, in previsione di un intervento chirurgico si decida di interrompere il blocco dei recettori beta, la terapia con antagonisti beta adrenergici deve essere interrotta almeno 24 ore prima. Va usata particolare attenzione nell'uso di certi farmaci anestetici che causano depressione del miocardio, quali ciclopropano, etere o tricloroetilene.
Il paziente pu� essere protetto contro le reazioni vagali con somministrazione endovenosa di atropina. Sistema Cardiovascolare In generale gli antagonisti beta adrenergici non devono essere usati in pazienti con insufficienza cardiaca congestizia non trattata a meno che le loro condizioni non siano state stabilizzate. In pazienti con cardiopatia ischemica il trattamento con gli antagonisti beta adrenergici deve essere interrotto gradualmente, cio� in 1.2 settimane.
Se necessario, allo stesso tempo deve essere instaurata una terapia sostitutiva per prevenire un'esacerbazione dell'angina pectoris. Gli antagonisti beta adrenergici possono indurre bradicardia: se la frequenza cardiaca scende al di sotto dei 50-55 bpm a riposo e/o il paziente manifesta sintomi riconducibili alla bradicardia, il dosaggio deve essere ridotto. Gli antagonisti beta adrenergici devono essere usati con precauzione in: 3 - pazienti con patologie circolatorie periferiche (sindrome o malattia di Raynaud, claudicatio intermittens), poich� potrebbe verificarsi un peggioramento di questi disturbi; - pazienti con blocco cardiaco di primo grado a causa dell'effetto negativo dei beta bloccanti sul tempo di conduzione; - pazienti con angina di Prinzmetal a causa della vasocostrizione coronarica dovuta alla non contrastata stimolazione alfa adrenergica: gli antagonisti beta adrenergici possono aumentare il numero e la durata degli attacchi di angina. La somministrazione di nebivololo associata a calcioantagonisti del tipo verapamil e diltiazem, a farmaci antiaritmici di Classe I e ad antiipertensivi ad azione centrale non � generalmente raccomandata, per i dettagli vedere paragrafo 4.5.
Metabolismo e sistema endocrino Lobivon, nei pazienti diabetici, non interferisce con la glicemia.
Tuttavia va usato con attenzione nei pazienti diabetici in quanto nebivololo pu� mascherare alcuni sintomi di ipoglicemia (tachicardia, palpitazioni). I farmaci antagonisti beta adrenergici possono mascherare i sintomi di tachicardia nell�ipertiroidismo.
La brusca sospensione del trattamento pu� intensificare questi sintomi. Apparato respiratorio Nei pazienti affetti da disturbi polmonari cronici ostruttivi gli antagonisti beta adrenergici devono essere usati con cautela in quanto la costrizione delle vie respiratorie pu� essere aggravata. Altri In pazienti con storia di psoriasi gli antagonisti beta adrenergici devono essere somministrati solo dopo attenta valutazione. Gli antagonisti beta adrenergici possono aumentare la sensibilit� verso gli allergeni e la gravit� delle reazioni anafilattiche. L�inizio del trattamento dello scompenso cardiaco cronico con il nebivololo richiede un regolare monitoraggio.
Per la posologia ed il modo di somministrazione, vedere paragrafo 4.2.
Il trattamento non deve essere interrotto bruscamente a meno che ci� non sia esplicitamente indicato.
Per ulteriori informazioni, vedere paragrafo 4.2.

04.5 Interazioni - [Vedi Indice].

Interazioni farmacodinamiche: Le seguenti interazioni riflettono quelle che generalmente vengono descritte per gli antagonisti beta adrenergici. Associazioni non raccomandate: Antiaritmici di Classe I (chinidina, idrochinidina, cibenzolina, flecainide, disopiramide, lidocaina, mexiletina, propafenone): l�effetto sul tempo di conduzione atrio-ventricolare pu� essere potenziato e pu� essere incrementato l�effetto inotropo negativo (vedere paragrafo 4.4.). Calcioantagonisti tipo verapamil/diltiazem: effetto negativo sulla contrattilit� e sulla conduzione atrio-ventricolare.
La somministrazione endovenosa di verapamil in pazienti in trattamento con beta bloccanti pu� portare a profonda ipotensione e blocco atrio-ventricolare (vedere paragrafo 4.4.). Antiipertensivi ad azione centrale (clonidina, guanfacina, moxonidina, metildopa, rilmenidina): l�uso concomitante di antiipertensivi ad azione centrale pu� aggravare lo scompenso cardiaco mediante diminuzione del tono simpatico 4 centrale (riduzione della frequenza cardiaca e della portata cardiaca, vasodilatazione) (vedere paragrafo 4.4).
L�improvvisa sospensione, in particolare se prima dell�interruzione del beta bloccante, pu� aumentare il rischio di �ipertensione arteriosa da rebound�. Associazioni da usare con cautela Antiaritmici di Classe III (amiodarone): pu� potenziare l�effetto sul tempo di conduzione atrio-ventricolare. Anestetici-volatili alogenati: l'uso concomitante di antagonisti beta adrenergici ed anestetici pu� attenuare la tachicardia riflessa ed aumentare il rischio di ipotensione (vedere paragrafo 4.4).
In linea generale, evitare l�improvvisa interruzione del trattamento con beta bloccanti.
L'anestesista deve essere informato sull'assunzione di Lobivon da parte del paziente. Insulina e farmaci antidiabetici orali: nonostante nebivololo non abbia influenza sulla glicemia, l�uso concomitante pu� mascherare certi sintomi di ipoglicemia (palpitazioni, tachicardia). Associazioni da tenere in considerazione Glicosidi della digitale: l�uso concomitante pu� aumentare il tempo di conduzione atrio-ventricolare.
Studi clinici con nebivololo non hanno fornito alcuna evidenza clinica di interazione.
Nebivololo non ha effetto sulla cinetica della digossina. Calcioantagonisti di tipo diidropiridinico (amldopina, felodipina, lacidipina, nifedipina, nicardipina, nimodipina, nitrendipina): l�uso concomitante pu� aumentare il rischio di ipotensione e, nei pazienti con scompenso cardiaco, non pu� essere escluso un aumento del rischio di ulteriore deterioramento della funzione di pompa ventricolare. Antipsicotici, antidepressivi (triciclici, barbiturici e fenotiazine): l�uso concomitante pu� potenziare l�effetto ipotensivo dei beta bloccanti (effetto additivo). Farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS): nessuna interferenza sull�effetto ipotensivo del nebivololo. Farmaci simpaticomimetici: l�uso concomitante pu� contrastare l�effetto degli antagonisti beta adrenergici.
I farmaci beta adrenergici possono portare ad una non contrastata attivit� alfa adrenergica dei farmaci simpaticomimetici con effetti sia alfa che beta adrenergici (rischio di ipertensione, grave bradicardia e arresto cardiaco). Interazioni farmacocinetiche: Poich� nel metabolismo del nebivololo � implicato l�isoenzima CYP2D6, la somministrazione concomitante di sostanze che inibiscono questo enzima, in particolare paroxetina, fluoxetina, tioridazina e chinidina, pu� portare ad un aumento dei livelli plasmatici di nebivololo, associato all�aumento del rischio di eccessiva bradicardia ed eventi avversi. La concomitante somministrazione di cimetidina ha aumentato i livelli plasmatici di nebivololo senza modificare l'effetto clinico.
La concomitante somministrazione di ranitidina non ha influenzato la farmacocinetica di nebivololo. Se Lobivon viene assunto durante i pasti ed i farmaci antiacidi vengono assunti fra un pasto e l�altro, i due trattamenti possono essere prescritti contemporaneamente. L'associazione di nebivololo con nicardipina ha aumentato debolmente i livelli plasmatici di entrambi i farmaci senza modificare l'effetto clinico.
L'assunzione 5 concomitante di alcool, furosemide o idroclorotiazide non ha avuto effetto sulla farmacocinetica di nebivololo. Nebivololo non ha effetto sulla farmacocinetica e la farmacodinamica di warfarin.

04.6 Gravidanza e allattamento - [Vedi Indice].

Uso in gravidanza Non esistono dati sufficienti sull'uso di Lobivon in gravidanza umana per stabilire la sua potenziale dannosit�.
Studi sugli animali non hanno dimostrato effetti dannosi diversi da quelli attribuibili alle sue propriet� farmacologiche. I beta bloccanti riducono la perfusione placentare e ci� pu� causare morte fetale intrauterina, parto immaturo e prematuro.
Inoltre, nel feto e nel neonato si possono manifestare effetti avversi (ipoglicemia e bradicardia).
Per il neonato esiste un aumentato rischio di complicazioni polmonari e cardiache nel periodo postnatale. Pertanto Lobivon non deve essere usato in gravidanza. Uso durante l'allattamento La maggior parte dei beta bloccanti, in particolare i composti lipofili come nebivololo e i suoi metaboliti attivi, sono secreti nel latte materno anche se in maniera variabile.
Poich� non � noto se nebivololo venga escreto nel latte materno umano, la somministrazione di Lobivon durante l�allattamento al seno � controindicata.
Studi sugli animali hanno dimostrato che nebivololo � escreto nel latte materno.

04.7 Effetti sulla capacit� di guidare veicoli e sull'uso di macchine - [Vedi Indice].

Non sono stati condotti studi sulla capacit� di guidare veicoli e sull�uso di macchinari.
Studi farmacodinamici hanno dimostrato che Lobivon 5 mg non ha effetti sulla funzione psicomotoria.
Durante la guida di veicoli o l'impiego di macchinari va tenuto presente che occasionalmente si possono verificare vertigini e affaticamento.

04.8 Effetti indesiderati - [Vedi Indice].

Gli  eventi  avversi  sono  elencati  separatamente  per  l�ipertensione  e  per  lo scompenso cardiaco cronico a causa delle differenze fra le patologie. IpertensioneNella tabella sottostante, raggruppate per classificazione sistemica organica ed elencate in ordine di frequenza, sono riportate le reazioni avverse che sono, nella maggior parte dei casi, di intensit� lieve o moderata. 

CLASSIFICAZIONE SISTEMICA ORGANICA COMUNE (1-10%) NON COMUNE (0,1-1%)
Alterazioni   del   sistema nervoso Cefalea,         vertigini, parestesia Incubi
Disturbi oculari   Compromissione         della capacit� visiva
Alterazioni cardiache   Bradicardia,    scompenso cardiaco,                rallentata conduzione AV/blocco AV
Alterazioni   del   sistema vascolare   Ipotensione,             (aumento della)         claudicatio intermittens
Alterazioni  dell�apparato respiratorio, del torace e Dispnea Broncospasmo

 6
 

del mediastino    
Alterazioni  dell�apparato gastrointestinale Stipsi, nausea, diarrea Dispepsia,       flatulenza, vomito
Alterazioni  della  cute  e del tessuto sottocutaneo   Prurito, rash eritematoso
Disordini        del               sistema riproduttivo             e                   della mammella   Impotenza
Disordini        generali         ed alterazioni   del         sito     di somministrazione Stanchezza, edema Depressione

  Inoltre,  con  alcuni  antagonisti  beta  adrenergici, sono  state  riportate  le  seguentireazioni  avverse:  allucinazioni,  psicosi,  confusione,  estremit�  fredde/cianotiche, fenomeno  di  Raynaud,  secchezza  agli  occhi  e  tossicit�  oculo-muco-cutanea practololo simile. Scompenso cardiaco cronicoI  dati  sulle  reazioni  avverse  in  pazienti  affetti  da  scompenso  cardiaco  cronico derivano  da  uno  studio  clinico  controllato  contro  placebo  condotto  su  1067pazienti  trattati  con  nebivololo  e  1061  pazienti  trattati  con  placebo.  In  questo studio  un  totale  di  449  pazienti  trattati  con  nebivololo  (42,1%)  rispetto  a  334 pazienti  del  gruppo  placebo  (31,5%),  ha  riportato  reazioni  avverse  almeno possibilmente       correlate       al       farmaco.        Le       reazioni         avverse         riportate        pi� comunemente   nei   pazienti   trattati   con   nebivololo   sono  state   bradicardia  evertigini,   manifestatesi   entrambe   in   circa   l�11%   dei   pazienti.   La   frequenzacorrispondente nei pazienti trattati con placebo � stata rispettivamente di circa il2% e 7%.Le  reazioni  avverse  (almeno  possibilmente  correlate  al  farmaco)  considerate specificamente rilevanti nel trattamento dello scompenso cardiaco cronico sono state riportate con le seguenti incidenze:-     Aggravamento  dell�insufficienza  cardiaca  nel  5,8%  dei  pazienti  trattati  con nebivololo rispetto al 5,2% dei pazienti trattati con placebo.-     Ipotensione  posturale  �  stata  riportata  nel  2,1%  dei  pazienti  trattati  con nebivololo rispetto all�1,0% dei pazienti trattati con placebo.-     Intolleranza  al  farmaco  si  �  manifestata  nell�1,6%  dei  pazienti  trattati  con nebivololo rispetto allo 0,8% dei pazienti trattati con placebo.-     Blocco  atrio-ventricolare  di  primo  grado  si  �  manifestato  nell�1,4%  dei pazienti  trattati  con  nebivololo  rispetto  allo  0,9%  dei  pazienti  trattati  con placebo.-     Edema  agli  arti  inferiori  �  stato  riportato  dall�1,0%  dei  pazienti  trattati  con nebivololo rispetto allo 0,2% dei pazienti trattati con placebo. 

04.9 Sovradosaggio - [Vedi Indice].

Non sono disponibili dati sul sovradosaggio con Lobivon. Sintomi Sintomi di sovradosaggio con beta bloccanti sono: bradicardia, ipotensione, broncospasmo ed insufficienza cardiaca acuta. Trattamento In caso di sovradosaggio o di ipersensibilit� il paziente deve essere tenuto sotto stretta sorveglianza e deve essere trattato in un reparto di terapia intensiva.
Occorre controllare i livelli ematici del glucosio.
L'assorbimento di ogni residuo di farmaco ancora presente nel tratto gastrointestinale pu� essere impedito con lavanda gastrica e somministrazione di carbone attivo e di un lassativo.
Pu� essere necessario praticare la respirazione artificiale.
Bradicardia o estese reazioni vagali devono essere trattate con somministrazione di atropina o 7 metilatropina.
L'ipotensione e lo shock devono essere trattati con plasma/succedanei del plasma e se necessario con catecolamine.
L'effetto beta bloccante pu� essere contrastato da una lenta somministrazione endovenosa di cloridrato di isoprenalina, iniziando con una dose di circa 5 g/minuto o di dobutamina con dose iniziale di 2,5 g/minuto fino a quando si ottiene l'effetto richiesto.
Nei casi refrattari l'isoprenalina pu� essere associata alla dopamina.
Se ci� non produce l'effetto desiderato, deve essere presa in considerazione la somministrazione endovenosa di 50-100 g/kg e.v.
di glucagone.
Se necessario, l'iniezione va ripetuta entro un'ora per essere seguita - eventualmente - da un'infusione e.v.
di glucagone 70 g/kg/h.
Nei casi estremi di bradicardia resistente al trattamento si pu� procedere all'applicazione di un pacemaker.

05.0 PROPRIETA' FARMACOLOGICHE - [Vedi Indice].

05.1 Propriet� farmacodinamiche - [Vedi Indice].

Categoria farmacoterapeutica: Beta bloccante, selettivo Codice ATC: C07AB12 Nebivololo � un racemato di due enantiomeri, SRRR-nebivololo (o d-nebivololo) e RSSS-nebivololo (o l-nebivololo).
E' un farmaco a duplice attivit� farmacologica: - � un antagonista competitivo e selettivo dei beta-recettori; questo effetto � attribuito all'enantiomero SRRR (d-enantiomero). - � dotato di lievi propriet� vasodilatatorie dovute all�interazione con la via L- arginina/ossido nitrico. Nebivololo somministrato a dose singola e ripetuta riduce la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa, a riposo e durante esercizio, sia in soggetti normotesi che in pazienti ipertesi. L�effetto antiipertensivo si mantiene durante il trattamento cronico. A dosaggi terapeutici nebivololo � privo di antagonismo alfa adrenergico. Nei pazienti ipertesi durante il trattamento acuto e cronico con nebivololo le resistenze vascolari sistemiche diminuiscono.
La riduzione della gittata cardiaca a riposo o sotto sforzo pu� essere contenuta, nonostante la riduzione della frequenza, per un aumento della gittata sistolica. La rilevanza clinica di queste differenze emodinamiche rispetto agli altri beta-1 antagonisti non � stata completamente stabilita. Nei pazienti ipertesi nebivololo aumenta la risposta vascolare nitrossido-mediata all�acetilcolina (Ach), risposta che risulta ridotta in pazienti con disfunzione endoteliale. In uno studio controllato contro placebo di mortalit�-morbilit� eseguito su 2128 pazienti di et� ≥ 70 anni (mediana dell�et�: 75,2 anni) affetti da scompenso cardiaco cronico stabile, con o senza compromissione della frazione di eiezione ventricolare sinistra (LVEF media: 36  12,3%, con la seguente distribuzione: nel 56% dei pazienti LVEF inferiore al 35%, nel 25% dei pazienti LVEF tra 35% e 45% e nel 19% dei pazienti LVEF superiore al 45%), seguiti per un periodo medio di 20 mesi, nebivololo, in aggiunta alla terapia standard, ha dimostrato di prolungare significativamente l�intervallo di tempo fino al verificarsi di morte o ospedalizzazione per cause cardiovascolari (endpoint primario di efficacia) con una riduzione del rischio relativo del 14% (riduzione assoluta: 4,2%).
Tale riduzione del rischio si � evidenziata dopo 6 mesi di trattamento e si � mantenuta tale per tutta la durata dello stesso (mediana della durata: 18 mesi).
L�effetto di nebivololo � stato indipendente da et�, sesso o frazione di eiezione ventricolare sinistra dei soggetti in studio.
Il beneficio sulla mortalit� per tutte le cause non ha raggiunto significativit� statistica rispetto al placebo (riduzione assoluta: 2,3%). Nei pazienti trattati con nebivololo � stata osservata una diminuzione dei casi di morte improvvisa (4,1% rispetto a 6,6%, riduzione relativa del 38%). 8 Studi sperimentali in vitro e in vivo su animali hanno dimostrato che nebivololo � privo di attivit� simpaticomimetica intrinseca. Studi sperimentali in vitro e in vivo su animali hanno dimostrato che a dosaggi farmacologici nebivololo non possiede attivit� stabilizzante di membrana. In volontari sani, nebivololo non ha effetti significativi sulla capacit� massima di esercizio o sulla resistenza.

05.2 Propriet� farmacocinetiche - [Vedi Indice].

Entrambi gli enantiomeri di nebivololo sono rapidamente assorbiti dopo somministrazione orale.
L'assorbimento di nebivololo non � influenzato dalla contemporanea assunzione di cibo; nebivololo pu� essere assunto con o senza cibo. Nebivololo viene ampiamente metabolizzato, in parte in idrossi-metaboliti attivi. Nebivololo � metabolizzato via idrossilazione aromatica e aliciclica, N- dealchilazione e glucuronidazione con ulteriore formazione di glucuronidi degli idrossi-metaboliti.
Il metabolismo di nebivololo per idrossilazione aromatica � soggetto al polimorfismo genetico ossidativo CYP2D6 dipendente.
La biodisponibilit� orale di nebivololo � in media del 12% nei metabolizzatori rapidi ed � praticamente completa nei metabolizzatori lenti.
Allo steady-state e allo stesso dosaggio, la concentrazione plasmatica di picco di nebivololo immodificato � circa 23 volte pi� alta nei metabolizzatori lenti rispetto ai metabolizzatori rapidi.
Quando vengono considerate la somma delle concentrazioni del farmaco immodificato e dei metaboliti attivi, la differenza delle concentrazioni plasmatiche di picco � di 1,3.1,4 volte.
A causa della variabilit� nella velocit� del metabolismo, il dosaggio di Lobivon deve sempre essere adattato individualmente alle esigenze del singolo paziente: i metabolizzatori lenti, perci�, potrebbero richiedere dosaggi pi� bassi. Nei metabolizzatori rapidi, le emivite di eliminazione degli enantiomeri di nebivololo hanno una media di 10 ore.
Nei metabolizzatori lenti sono 3.5 volte pi� lunghe.
Nei metabolizzatori rapidi i livelli plasmatici dell'enantiomero RSSS sono leggermente superiori a quelli dell'enantiomero SRRR.
Nei metabolizzatori lenti questa differenza � pi� grande.
Nei metabolizzatori rapidi, le emivite di eliminazione degli idrossimetaboliti di entrambi gli enantiomeri hanno una media di 24 ore e sono circa due volte pi� lunghe nei metabolizzatori lenti. Nella maggior parte dei soggetti (metabolizzatori rapidi) lo steady-state viene raggiunto entro 24 ore per nebivololo ed entro alcuni giorni per gli idrossi- metaboliti. Le concentrazioni plasmatiche sono proporzionali alla dose nell'intervallo fra 1 e 30 mg.
La farmacocinetica di nebivololo non viene influenzata dall'et�. Nel plasma, entrambi gli enantiomeri di nebivololo sono prevalentemente legati all'albumina. Il legame proteico plasmatico � del 98,1% per SRRR-nebivololo e del 97,9% per RSSS-nebivololo. Dopo una settimana di somministrazione, il 38% della dose viene escreta nelle urine ed il 48% nelle feci.
L'escrezione urinaria di nebivololo immodificato � inferiore allo 0,5% della dose.

05.3 Dati preclinici di sicurezza - [Vedi Indice].

Nulla da segnalare.

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE - [Vedi Indice].

06.1 Eccipienti - [Vedi Indice].

9 Polisorbato 80, ipromellosa, lattosio monoidrato, amido di mais, croscarmellosa sodica, cellulosa microcristallina, silice anidra colloidale, magnesio stearato.

06.2 Incompatibilit� - [Vedi Indice].

Non pertinente.

06.3 Periodo di validit� - [Vedi Indice].

3 anni.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione - [Vedi Indice].

Questo medicinale non richiede speciali precauzioni per la conservazione.

06.5 Natura e contenuto della confezione - [Vedi Indice].

Le compresse vengono fornite in blister (blister in PVC/Alluminio). 7, 14, 28, 30, 50, 56, 100, 500 compresse (E� possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate)

06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione - [Vedi Indice].

Nessuna istruzione particolare.

07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - [Vedi Indice].

A.
MENARINI INDUSTRIE FARMACEUTICHE RIUNITE srl Via Sette Santi n.
3 50131 FIRENZE su licenza Janssen Pharmaceutica N.V., Beerse, Belgio

08.0 NUMERI DELLE AUTORIZZAZIONI ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - [Vedi Indice].

28 compresse da 5 mg � A.I.C.
n.
032210015/M

09.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE - [Vedi Indice].

Prima autorizzazione: Febbraio 1997 Rinnovo: Ottobre 2000.

10.0 DATA DI REVISIONE DEL TESTO - [Vedi Indice].

Ottobre 2006 1

 

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Ultimo aggiornamento: 15/12/2012
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