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02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA
03.0 FORMA FARMACEUTICA
04.0 INFORMAZIONI CLINICHE
04.1 Indicazioni terapeutiche
04.2 Posologia e modo di somministrazione
04.3 Controindicazioni
04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso
Interazioni
04.6 Gravidanza e allattamento
04.7 Effetti sulla capacit� di guidare veicoli e sull'uso di macchine
04.8 Effetti indesiderati
04.9 Sovradosaggio
05.0 PROPRIETA' FARMACOLOGICHE
05.1 Propriet� farmacodinamiche
05.2 Propriet� farmacocinetiche
05.3 Dati preclinici di sicurezza
06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE
06.1 Eccipienti
06.2 Incompatibilità
06.3 Periodo di validità
06.4 Speciali precauzioni per la conservazione
06.5 Natura e contenuto della confezione
06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione
home

08.0 NUMERO DI AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO
09.0 REGIME DI DISPENSAZIONE AL PUBBLICO
10.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE
xxy TABELLA DI APPARTENENZA DPR 309/90
12.0



     

- [Vedi Indice]

PRITOR 40

02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA - [Vedi Indice]

Ogni compressa contiene: telmisartan 40 mg

Per gli eccipienti, vedere 6.1.

home

03.0 FORMA FARMACEUTICA - [Vedi Indice]

Compresse

Compresse bianche, rotonde con impresso il codice GXEG1.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE - [Vedi Indice]

04.1 Indicazioni terapeutiche - [Vedi Indice]

Trattamento dell’ipertensione essenziale.

04.2 Posologia e modo di somministrazione - [Vedi Indice]

Adulti

La dose generalmente efficace è di 40 mg una volta al giorno. Alcuni pazienti possono trarre già beneficio dalla dose di 20 mg una volta al giorno. Nei casi in cui non viene raggiunto il controllo pressorio, la dose di telmisartan può essere aumentata fino ad un massimo di 80 mg una volta al giorno. In alternativa, il telmisartan può essere impiegato in associazione con diuretici tiazidici, come l'idroclorotiazide, con i quali è stato dimostrato un effetto additivo in termini di riduzione della pressione, con l'associazione a telmisartan. Qualora si prenda in considerazione un aumento di dosaggio, si deve tenere presente che il massimo effetto antiipertensivo si ottiene generalmente 4-8 settimane dopo l'inizio del trattamento (vedere 5.1 Proprietà farmacodinamiche).

Insufficienza renale: per i pazienti con insufficienza renale lieve o moderata non è necessario modificare la dose (vedere 4.4 Avvertenze speciali e opportune precauzioni d'impiego).

Insufficienza epatica: nei pazienti con insufficienza epatica lieve o moderata la dose non deve essere maggiore di 40 mg una volta al giorno (vedere� 4.4 Avvertenze speciali e opportune precauzioni d'impiego).

Anziani

Non è necessario modificare la dose.

Bambini e adolescenti

Non ci sono dati sulla sicurezza e sull’efficacia di Pritor nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 18 anni.

04.3 Controindicazioni - [Vedi Indice]

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti (vedere 6.1 "Elenco degli eccipienti")

Secondo e terzo trimestre di gravidanza e allattamento (vedere 4.6 "Gravidanza e allattamento")

Ostruzioni alle vie biliari

Insufficienza epatica grave

Insufficienza renale grave (clearance della creatinina <�30�ml/min)

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso - [Vedi Indice]

Insufficienza epatica:

Pritor non deve essere somministrato a pazienti con colestasi, ostruzioni alle vie biliari o grave insufficienza epatica (vedere 4.3 Controindicazioni) in quanto telmisartan è principalmente eliminato nella bile. Per questi pazienti è prevedibile una clearance ridotta per telmisartan. Pritor deve essere utilizzato solamente con cautela in pazienti con insufficienza epatica da lieve a moderata.

Ipertensione renovascolare:

Nei pazienti con stenosi bilaterale dell'arteria renale o stenosi dell'arteria renale afferente al singolo rene funzionante, trattati con un farmaco che influenza il sistema renina-angiotensina-aldosterone, c'è un aumentato rischio di ipotensione grave ed insufficienza renale.

Insufficienza renale e trapianto renale:

Pritor non deve essere utilizzato in pazienti con grave insufficienza renale (clearance della creatinina <�30�ml/min) (vedere 4.3 Controindicazioni). Quando Pritor è somministrato a pazienti con disfunzioni renali, si raccomanda un controllo periodico dei livelli sierici di potassio e di creatinina. Non ci sono dati riguardo la somministrazione di Pritor in pazienti dopo recente trapianto renale.

Ipovolemia:

Nei pazienti con deplezione di sodio e/o ipovolemia causata da dosi elevate di diuretici, diete con restrizione di sale, diarrea o vomito, si potrebbe verificare ipotensione sintomatica, specialmente dopo la prima dose. Tali condizioni vanno corrette prima di iniziare il trattamento con Pritor. Deplezione di sodio e/o ipovolemia devono essere corrette prima di iniziare il trattamento con Pritor.

Altre condizioni con stimolazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone:

Nei pazienti il cui tono vascolare e la funzione renale dipendono principalmente dall'attività del sistema renina-angiotensina-aldosterone (es. pazienti con grave insufficienza cardiaca congestizia o affetti da malattie renali, inclusa la stenosi dell'arteria renale), il trattamento con altri farmaci che influenzano questo sistema è stato associato ad ipotensione acuta, iperazotemia, oliguria o, raramente, insufficienza renale acuta.

Aldosteronismo primario:

I pazienti con aldosteronismo primario generalmente non rispondono a farmaci antipertensivi che agiscono tramite l'inibizione del sistema renina-angiotensina. Quindi, si sconsiglia l'utilizzo di telmisartan.

Stenosi della valvola aortica e mitrale, cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva:

Come per altri vasodilatatori, si consiglia particolare cautela nei pazienti affetti da stenosi della valvola aortica o mitrale, o cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva.

Squilibrio elettrolitico: Iperpotassiemia:

Durante il trattamento con altri farmaci che influenzano il sistema renina-angiotensina-aldosterone, si può verificare iperpotassiemia, specialmente in presenza di compromissione renale e/o insufficienza cardiaca e diabete mellito. Si raccomanda un adeguato controllo del potassio sierico nei pazienti a rischio.

Sulla base dell'esperienza acquisita con l'uso di altri farmaci che influiscono sul sistema renina-angiotensina, l'uso concomitante di diuretici potassio-risparmiatori, integratori di potassio, sostitutivi salini contenenti potassio o altri farmaci che possono aumentare i livelli di potassio (eparina ecc.) potrebbe portare ad un aumento del potassio sierico, pertanto occorre cautela nel somministrare tali farmaci in associazione a Pritor (vedere 4.5 "Interazioni con altri medicinali ed altre forme d'interazione").

Sorbitolo:

La dose giornaliera raccomandata di Pritor 40 mg compresse contiene 169 mg di sorbitolo. Quindi, Pritor non è indicato nei pazienti con intolleranza ereditaria al fruttosio.

Altro:

Come osservato per gli inibitori dell'enzima di conversione dell’angiotensina, telmisartan e altri antagonisti dell'angiotensina sono apparentemente meno efficaci nel ridurre la pressione sanguigna nei pazienti di colore rispetto ai pazienti non di colore, forse a causa della maggior prevalenza di stati caratterizzati da un basso livello di renina nella popolazione di colore affetta da ipertensione.

Come con qualsiasi agente antipertensivo, un'eccessiva diminuzione della pressione in pazienti con cardiopatia ischemica o patologia cardiovascolare ischemica potrebbe causare infarto del miocardio o ictus.

Interazioni - [Vedi Indice]

Litio:

Aumenti reversibili delle concentrazioni sieriche di litio e dei suoi effetti tossici sono stati riportati durante la somministrazione contemporanea di litio con ACE inibitori. Sono stati riportati casi molto rari anche con gli antagonisti del recettore dell’angiotensina II. La co-somminstrazione di litio e Pritor deve essere effettuata con cautela. Se con questa associazione si verifica un livello di litio sierico idiopatico è consigliabile controllare i livelli sierici di litio durante l'uso concomitante.

Farmaci che possono incrementare i livelli di potassio o indurre iperpotassemia (es. ACE inibitori, diuretici non risparmiatori di potassio, apporto supplementare di potassio, sostituti del sale contenenti potassio, ciclosporina od altri prodotti quali eparina sodica): Se questi farmaci devono essere prescritti con telmisartan, si raccomanda di monitorare i livelli plasmatici di potassio. Sulla base dell'esperienza legata all'uso di altri antagonisti del sistema renina-angiotensina, l'uso concomitante dei farmaci sopra elencati, può indurre un aumento del potassio sierico (vedere 4.4 Avvertenze speciali e opportune precauzioni d'impiego).

I farmaci valutati negli studi di farmacocinetica comprendono digossina, warfarin, idroclorotiazide, glibenclamide, ibuprofene, paracetamolo e amlodipina. E stato osservato un valore mediano del 20% (del 39% in un singolo caso) di aumento delle concentrazioni plasmatiche di digossina rilevate prima della somministrazione della dose successiva, si consiglia quindi il controllo dei livelli plasmatici di digossina.

Telmisartanpuò incrementare l'effetto ipotensivo di altri agenti antiipertensivi. Altre interazioni di rilevanza clinica non sono state identificate.

Sulla base delle loro proprietà farmacologiche, è probabile che le seguenti sostanze possano potenziare gli effetti di tutti gli antiipertensivi incluso telmisartan: Baclofen, amifostina. Inoltre l'ipotensione ortostatica può essere potenziata da alcool, barbiturici, narcotici od antidepressivi.

È stato dimostarto che la Cmax del metabolita della simvastatina (simvastatin acido) ha un lieve incremento (di un fattore pari a 1,34) ed una eliminazione più rapida quando somministato con telmisartan.



04.6 Gravidanza e allattamento - [Vedi Indice]

Uso durante la gravidanza (vedere 4.3 Controindicazioni)

Non sono disponibili dati sufficienti sull’utilizzo di telmisartan in gravidanza. Studi preclinici non indicano effetto teratogeno, ma hanno mostrato fetotossicità. Pertanto, come misura precauzionale, telmisartan preferibilmente, non dovrebbe essere utilizzato durante il primo trimestre di gravidanza.Prima di pianificare una gravidanza si deve passare ad un trattamento alternativo.

Nel secondo e terzo trimestre, i farmaci che agiscono direttamente sul sistema renina-angiotensina possono causare danni e anche la morte del feto (vedere anche paragrafo 5.3. Dati preclinici di sicurezza); quindi, telmisartan è controindicato nel secondo e nel terzo trimestre di gravidanza. In caso sia accertata una gravidanza, telmisartan deve essere sospeso il più presto possibile.

Uso durante l'allattamento (vedere 4.3 Controindicazioni)

Telmisartan è controindicato durante l'allattamento, poiché non è noto se venga escreto nel latte umano.

04.7 Effetti sulla capacit� di guidare veicoli e sull'uso di macchine - [Vedi Indice]

Non sono stati effettuati studi sulla capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. Comunque, quando si guidano veicoli o si utilizzano macchinari, bisogna tenere presente che con la terapia antipertensiva potrebbero occasionalmente verificarsi sonnolenza e vertigini.

04.8 Effetti indesiderati - [Vedi Indice]

L'incidenza complessiva degli eventi avversi riportati con telmisartan (41,4%) era solitamente confrontabile a quella riportata con il placebo (43,9%) nel corso di studi clinici controllati. L’incidenza degli eventi avversi non era dose correlata e non era correlata al sesso, all'età o alla razza dei pazienti.

Le seguenti reazioni avverse al farmaco sono state raccolte da tutti gli studi clinici e includono 5.788 pazienti ipertesi trattati con telmisartan.

Le reazioni avverse sono state classificate per frequenza ricorrendo alla seguente convenzione: molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100, <1/10); non comune (≥ 1/1.000, <1/100); raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000); molto raro (< 1/10.000)

Effetti sistemici:

Comune: Dolore alla schiena (es. sciatica), dolore toracico, sintomi di tipo influenzale, sintomi di infezione (es. infezioni del tratto urinario inclusa cistite)

Non comune: Visione anormale, aumento di sudorazione

Sistema Nervoso Centrale e Periferico:

Non comune: Vertigini

Apparato Gastro-intestinale:

Comune: Dolore addominale, diarrea, dispepsia, disturbi gastro-intestinali

Non comune: Secchezza delle fauci, flatulenza

Sistema Musculo-Scheletrico:

Comune: Artralgia, crampi o dolori agli arti inferiori, mialgia

Non comune: Sintomi tipo tendinite

Manifestazioni psichiatriche:

Non Comune: Ansia

Apparato respiratorio:

Comune: Infezioni del tratto respiratorio superiore incluse faringite e sinusite

Cute e appendici:

Comune: Disturbi cutanei come eczema

Inoltre, dall'introduzione sul mercato di telmisartan, raramente sono stati riportati casi di eritema, prurito, svenimento, insonnia, depressione, disturbi di stomaco, vomito, ipotensione, bradicardia, tachicardia, dispnea, eosinofilia, trombocitopenia, senso di debolezza, e mancanza di efficacia.

Come con altri antagonisti dell'angiotensina II sono stati riportati casi isolati di angioedema, orticaria e altri eventi collegati.

Dati chimico-clinici

Raramente, si è osservato una diminuzione nell'emoglobina o un aumento nell'acido urico, che si sono verificati più spesso durante il trattamento con telmisartan che con placebo. Durante il trattamento con telmisartan sono stati osservati aumenti della creatinina o degli enzimi epatici, ma queste variazioni nei valori chimico-clinici si sono verificate con una frequenza simile o inferiore rispetto al placebo.

04.9 Sovradosaggio - [Vedi Indice]

Non sono stati riportati casi di sovradosaggio. Le manifestazioni più probabili legate al sovradosaggio di telmisartan sono ipotensione e tachicardia, può verificarsi anche bradicardia. Telmisartan non viene rimosso dall’emodialisi. Il paziente deve essere strettamente controllato e il trattamento deve essere sintomatico e di supporto. Il trattamento dipende dal tempo trascorso dall’ingestione e dalla gravità dei sintomi. Le misure suggerite includono induzione di emesi e/o lavanda gastrica. Il carbone attivo può essere utile nel trattamento del sovradosaggio. I livelli degli elettroliti sierici e della creatinina dovrebbero essere controllati frequentemente. Nel caso di ipotensione, il paziente dovrebbe essere posto in posizione supina e sali e fluidi dovrebbero essere reintegrati rapidamente.

05.0 PROPRIETA' FARMACOLOGICHE - [Vedi Indice]

05.1 Propriet� farmacodinamiche - [Vedi Indice]

Categoria farmacoterapeutica: antagonisti dell’angiotensina II, codice ATC C09CA07.

Il telmisartan è un antagonista recettoriale dell’angiotensina II (tipo AT1) specifico ed efficace per via orale. Il telmisartan spiazza con un’elevata affinità l’angiotensina II dal suo sito di legame con il recettore di sottotipo AT1, responsabile dei ben noti effetti dell’angiotensina II. Il telmisartan non mostra alcuna attività agonista parziale per il recettore AT1. Il telmisartan si lega selettivamente con il recettore AT1. Tale legame è di lunga durata. Telmisartan non mostra una rilevante affinità per altri recettori, compresi l'AT2 e altri recettori AT meno caratterizzati. Non sono noti il ruolo funzionale di questi recettori né l'effetto della loro possibile sovrastimolazione da parte dell'angiotensina II, i cui livelli sono aumentati dal telmisartan. Il telmisartan determina una diminuzione nei livelli plasmatici di aldosterone. Il telmisartan non inibisce la renina plasmatica umana né blocca i canali ionici. Il telmisartan non inibisce l’enzima di conversione dell’angiotensina (chininasi II), enzima che degrada anche la bradichinina. Quindi non è atteso un potenziamento degli eventi avversi mediati dalla bradichinina.

Nell’uomo, una dose di 80 mg di telmisartan determina un’inibizione quasi completa dell’aumento pressorio indotto dall’angiotensina II. L'effetto inibitorio si protrae per 24 ore ed è ancora misurabile fino a 48 ore.

L’attività antipertensiva inizia a manifestarsi entro tre ore dalla somministrazione della prima dose di telmisartan. La massima riduzione dei valori pressori si ottiene generalmente dopo 4-8 settimane dall’inizio del trattamento e viene mantenuta nel corso della terapia a lungo termine.

L'effetto antipertensivo si protrae costantemente per 24 ore dopo la somministrazione e include le ultime 4 ore prima della successiva somministrazione, come dimostrato dalle misurazioni continue nelle 24 ore della pressione sanguigna. Ciò è confermato dal rapporto valle/picco costantemente superiore all'80% osservato dopo una dose di 40 mg e 80 mg di telmisartan negli studi clinici controllati verso placebo.

C'è un apparente trend per una relazione tra la dose e il tempo di ritorno ai valori basali della pressione sanguigna sistolica. Da questo punto di vista, i dati che riguardano la pressione sanguigna diastolica non sono invece consistenti.

Nei pazienti ipertesi il telmisartan riduce la pressione sia sistolica che diastolica senza influire sulla frequenza cardiaca. Non è ancora stato definito il contributo dell’effetto diuretico e natriuretico del farmaco alla sua efficacia ipotensiva. L'efficacia antipertensiva del telmisartan è paragonabile a quella di farmaci rappresentativi di altre classi di antipertensivi (dimostrato negli studi clinici che hanno confrontato telmisartan con amlodipina, atenololo, enalapril, idroclorotiazide e lisinopril).

Dopo una brusca interruzione del trattamento con telmisartan, la pressione sanguigna ritorna gradualmente ai valori preesistenti durante un periodo di diversi giorni, senza comportare un effetto rebound.

Negli studi clinici l’incidenza di tosse secca è risultata significativamente inferiore nei pazienti trattati con telmisartan che in quelli trattati con ACE inibitori.

Attualmente non sono noti gli effetti di telmisartan sulla mortalità e sulla morbidità cardiovascolare.

05.2 Propriet� farmacocinetiche - [Vedi Indice]

Assorbimento:

L’assorbimento del telmisartan è rapido, sebbene la frazione assorbita sia variabile. La biodisponibilità assoluta del telmisartan è mediamente del 50% circa.

Quando telmisartan viene assunto con il cibo, la riduzione dell’area sotto la curva delle concentrazioni plasmatiche/tempo (AUC0-¥) del telmisartan varia tra il 6% (dose di 40 mg) e il 19% circa (dose di 160�mg). Dopo 3 ore dalla somministrazione le concentrazioni plasmatiche risultano simili sia che il telmisartan venga assunto a digiuno che con un pasto.

Non si ritiene che la lieve riduzione nell’AUC causi una riduzione dell’efficacia terapeutica.

Non c'è una relazione lineare tra dosi e livelli plasmatici. Il Cmax e, in misura minore, l'AUC aumentano in modo non proporzionale a dosi superiori a 40 mg.

Sono state osservate differenze di concentrazioni plasmatiche tra i sessi, nelle donne Cmax e AUC erano rispettivamente 3 e 2 volte superiori rispetto agli uomini.

Distribuzione:

Il telmisartan è fortemente legato alle proteine plasmatiche (>99,5%), in particolare all’albumina e alla glicoproteina acida alfa-1. Il volume medio di distribuzione allo stato stazionario (Vdss) è di circa 500 litri.

Metabolismo:

Il telmisartan è metabolizzato mediante coniugazione a glucuronide. Non è stata dimostrata un'attività farmacologica per il coniugato.

Eliminazione:

Il telmisartan mostra una cinetica di decadimento biesponenziale con un’emivita terminale di eliminazione superiore alle 20 ore. La concentrazione plasmatica massima, (Cmax), e, in misura minore, l’area sotto la curva delle concentrazioni plasmatiche/tempo, (AUC), aumentano in misura non proporzionale alla dose. Quando il telmisartan viene assunto alle dosi consigliate non si evidenzia un accumulo rilevante dal punto di vista clinico. Le concentrazioni plasmatiche sono superiori nella donna rispetto all’uomo, ma ciò non influisce in modo rilevante sull’efficacia.

In seguito alla somministrazione orale (ed endovenosa), il telmisartan viene escreto quasi esclusivamente con le feci, soprattutto in forma immodificata. L’escrezione urinaria cumulativa è inferiore all'1% della dose. La clearance plasmatica totale (Cltot) è elevata (ca. 1000 ml/min) se confrontata al flusso plasmatico epatico (ca. 1500 ml/min).

Popolazioni speciali

Pazienti anziani:

La farmacocinetica del telmisartan non differisce nei pazienti anziani rispetto ai soggetti giovani.

Pazienti con disfunzioni renali:

Nei pazienti con insufficienza renale in dialisi sono state osservate concentrazioni plasmatiche inferiori. Nei pazienti affetti da insufficienza renale il telmisartan è fortemente legato alle proteine plasmatiche e non può essere eliminato con la dialisi. Nei pazienti con disfunzioni renali l'emivita di eliminazione non varia.

Pazienti con disfunzioni epatiche:

Negli studi di farmacocinetica in pazienti con insufficienza epatica è stato osservato un aumento nella biodisponibilità assoluta fino a quasi il 100%. Nei pazienti con disfunzioni epatiche l'emivita di eliminazione non varia.

05.3 Dati preclinici di sicurezza - [Vedi Indice]

Negli studi preclinici di tollerabilità e sicurezza, dosi tali da determinare un’esposizione confrontabile a quella del range di dosi da impiegarsi nella terapia clinica hanno causato una riduzione dei parametri eritrocitari (eritrociti, emoglobina, ematocrito), alterazioni nell’emodinamica renale (aumento di azotemia e creatininemia) e un aumento nella potassiemia in animali normotesi. Nel cane sono state osservate dilatazione ed atrofia dei tubuli renali. Nel ratto e nel cane sono state osservate inoltre lesioni della mucosa gastrica (erosioni, ulcere o infiammazioni). Questi effetti indesiderati farmacologicamente mediati, come evidenziato dagli studi preclinici con ACE inibitori e antagonisti dell'angiotensina II, si possono prevenire somministrando supplementi salini orali.

In entrambe le specie sono stati osservati aumento dell’attività della renina plasmatica e ipertrofia/iperplasia delle cellule iuxtaglomerulari renali. Tali alterazioni, anch’esse un effetto di tutta la classe degli ACE inibitori e di altri antagonisti dell'angiotensina II, non sembrano avere significato clinico.

Non vi è alcuna evidenza di effetto teratogeno ma studi preclinici hanno mostrato un potenziale rischio di telmisartan nello sviluppo postnatale della prole: minore peso corporeo, apertura ritardata degli occhi, mortalità più elevata.

Non vi è stata alcuna evidenza di mutagenesi, né di attività clastogena rilevante negli studi in vitro né di cancerogenicità nel ratto e nel topo.

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE - [Vedi Indice]

06.1 Eccipienti - [Vedi Indice]

Polividone, meglumina, sodio idrossido, sorbitolo, magnesio stearato

06.2 Incompatibilità - [Vedi Indice]

Non pertinente

06.3 Periodo di validità - [Vedi Indice]

4 anni

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione - [Vedi Indice]

Conservare nella confezione originale per tenerlo al riparo dall’umidità

06.5 Natura e contenuto della confezione - [Vedi Indice]

14 compresse

28 compresse

56 compresse

98 compresse

280 compresse

Blister in poliammide/alluminio/PVC

28 x 1 compresse

Blister in poliammide/alluminio/PVC blister divisibile per dose unitaria

E’ possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate

06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione - [Vedi Indice]

Nessuna istruzione particolare

home

- [Vedi Indice]

Glaxo Group Ltd

Greenford

Middlesex, UB6 0NN

Regno Unito

08.0 NUMERO DI AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - [Vedi Indice]

EU/1/98/089/001 (14 compresse)

A.I.C. 034326013

EU/1/98/089/002 (28 compresse)

A.I.C. 034326025

EU/1/98/089/003 (56 compresse)

A.I.C. 034326037

EU/1/98/089/004 (98 compresse)

A.I.C. 034326049

EU/1/98/089/005 (280 compresse)

A.I.C. 034326052

EU/1/98/089/015 (28 x 1 compresse)

09.0 REGIME DI DISPENSAZIONE AL PUBBLICO - [Vedi Indice]

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10.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE - [Vedi Indice]

2.1998

xxy TABELLA DI APPARTENENZA DPR 309/90 - [Vedi Indice]

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12.0 - [Vedi Indice]

Maggio 2002



Ultimo aggiornamento: 23/10/2012.
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