Plaunazide
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01.0 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE
02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA
03.0 FORMA FARMACEUTICA
04.0 INFORMAZIONI CLINICHE
04.1 Indicazioni terapeutiche
04.2 Posologia e modo di somministrazione
04.3 Controindicazioni
04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso
04.5 Interazioni
04.6 Gravidanza e allattamento
04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchine
04.8 Effetti indesiderati
04.9 Sovradosaggio
05.0 PROPRIETA' FARMACOLOGICHE
05.1 Proprietà farmacodinamiche
05.2 Proprietà farmacocinetiche
05.3 Dati preclinici di sicurezza
06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE
06.1 Eccipienti
06.2 Incompatibilità
06.3 Periodo di validità
06.4 Speciali precauzioni per la conservazione
06.5 Natura e contenuto della confezione
06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione
07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO
08.0 NUMERI DELLE AUTORIZZAZIONI ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO
09.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE
10.0 DATA DI REVISIONE DEL TESTO

01.0 DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE -[Vedi Indice].

PLAUNAZIDE 20 mg/12,5 mg compresse rivestite con film PLAUNAZIDE 20 mg/25 mg compresse rivestite con film

02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA - [Vedi Indice].

Plaunazide 20 mg/12,5 mg compresse rivestite con film: ogni compressa rivestita con film contiene 20 mg di olmesartan medoxomil e 12,5 mg di idroclorotiazide Plaunazide 20 mg/25 mg compresse rivestite con film: ogni compressa rivestita con film contiene 20 mg di olmesartan medoxomil e 25 mg di idroclorotiazide Per gli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

03.0 FORMA FARMACEUTICA - [Vedi Indice].

Compressa rivestita con film. Plaunazide 20 mg/12,5 mg compresse rivestite con film: compresse rivestite con film di colore giallo-rossastro, di forma rotonda con impressa su di un lato, la sigla C22 Plaunazide 20 mg/25 mg compresse rivestite con film: compresse rivestite con film di colore rosa, di forma rotonda con impressa su di un lato, la sigla C24

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE - [Vedi Indice].

04.1 Indicazioni terapeutiche - [Vedi Indice].

Trattamento dell’ipertensione arteriosa essenziale. Plaunazide, associazione fissa, è indicato in pazienti la cui pressione arteriosa non sia adeguatamente controllata da olmesartan medoxomil da solo.

04.2 Posologia e modo di somministrazione - [Vedi Indice].

Adulti 1 Plaunazide è indicato in quei pazienti in cui la pressione arteriosa non sia adeguatamente controllata dalla monoterapia con olmesartan medoxomil alla dose di 20 mg e non deve essere impiegato come terapia iniziale.
Plaunazide è somministrato una volta al giorno, a digiuno o a stomaco pieno. Quando clinicamente appropriato, può essere considerato il passaggio diretto dalla monoterapia con olmesartan medoxomil 20 mg all’associazione fissa, considerando che l’effetto antiipertensivo di olmesartan medoxomil è massimo in circa 8 settimane dall’inizio della terapia (vedere paragrafo 5.1). Si raccomanda un aggiustamento della dose delle singole componenti. L’associazione di olmesartan medoxomil 20 mg e idroclorotiazide 12,5 mg può essere somministrata in quei pazienti in cui la pressione arteriosa non sia adeguatamente controllata dalla monoterapia ottimale con olmesartan medoxomil 20 mg. L’associazione di olmesartan medoxomil 20 mg e idroclorotiazide 25 mg può essere somministrata in quei pazienti in cui la pressione arteriosa non sia adeguatamente controllata dalla terapia con l’associazione di olmesartan medoxomil 20 mg e idroclorotiazide 12,5 mg. Non dovrebbe essere superata la dose massima giornaliera di 20 mg di olmesartan medoxomil e di 25 mg di idroclorotiazide in associazione. Anziani Nei pazienti anziani è raccomandata la stessa posologia dell’associazione utilizzata negli adulti. Alterata funzionalità renale Quando si somministri Plaunazide in pazienti con compromissione renale lieve o moderata (clearance della creatinina compresa tra 30 e 60 ml/min) si suggerisce di controllare periodicamente la funzionalità renale (vedere paragrafo 4.4).
Plaunazide è controindicato in pazienti con compromissione della funzionalità renale di grado severo (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min) (vedere paragrafo 4.3). Alterata funzionalità epatica L’uso di Plaunazide è sconsigliato in pazienti con compromissione della funzionalità epatica, a causa della limitata esperienza clinica di olmesartan medoxomil in questo gruppo di pazienti (vedere paragrafi 4.4, 5.2). Bambini e adolescenti Poiché la tollerabilità e l’efficacia di Plaunazide non sono state determinate nei bambini, il trattamento di bambini e adolescenti di età inferiore a 18 anni è sconsigliato. 2

04.3 Controindicazioni - [Vedi Indice].

Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti (vedi paragrafo 6.1) o ad altre sostanze sulfonamido-derivate (poiché idroclorotiazide è un farmaco sulfonamido-derivato). Compromissione della funzionalità renale di grado severo (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min). Ipopotassiemia refrattaria, ipercalcemia, iponatremia e iperuricemia sintomatica. Compromissione epatica di grado severo, colestasi e patologie biliari ostruttive.
Secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.6). Allattamento (vedere paragrafo 4.6).

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso - [Vedi Indice].

Deplezione del volume intravascolare: Nei pazienti con ipovolemia e/o deplezione di sodio causate da dosi elevate di diuretici, ridotto apporto sodico con la dieta, diarrea o vomito, può verificarsi ipotensione sintomatica, specialmente dopo la prima dose.
Tali condizioni devono essere corrette prima di iniziare il trattamento con Plaunazide. Altre condizioni legate alla stimolazione del sistema renina-angiotensina- aldosterone: Nei pazienti il cui tono vascolare e la cui funzionalità renale dipendano principalmente dall’attività del sistema renina-angiotensina-aldosterone (ad esempio, pazienti con insufficienza cardiaca congestizia di grado severo o affetti da malattie renali, inclusa la stenosi dell’arteria renale), il trattamento con farmaci che intervengano su questo sistema è stato associato a ipotensione acuta, iperazotemia, oliguria o, in rari casi, insufficienza renale acuta. Ipertensione renovascolare: Nei pazienti con stenosi bilaterale dell’arteria renale, o stenosi dell’arteria afferente al singolo rene funzionante, trattati con farmaci che intervengano sul sistema renina-angiotensina-aldosterone, esiste un rischio accentuato di ipotensione e insufficienza renale di grado severo. Alterata funzionalità renale e trapianto renale: Plaunazide non deve essere impiegato in pazienti con severa compromissione della funzionalità renale (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min) (vedere paragrafo 4.3).
Non sono necessari aggiustamenti posologici in pazienti con compromissione della funzionalità renale lieve o moderata (clearance della creatinina ≥ 30 ml/min e < 60 ml/min).
Tuttavia, in questi pazienti Plaunazide dovrebbe essere somministrato con cautela e si raccomanda di controllare periodicamente i livelli sierici di potassio, creatinina ed acido urico.
Nei pazienti con compromissione della funzionalità renale può 3 verificarsi iperazotemia associata all’uso dei diuretici tiazidici.
Se si evidenzia una progressiva compromissione renale, è necessaria una attenta rivalutazione della terapia, prendendo in considerazione la sospensione del diuretico.
Non esiste esperienza di somministrazione di Plaunazide in pazienti sottoposti di recente a trapianto renale. Alterata funzionalità epatica: Vi è al momento limitata esperienza con olmesartan medoxomil in pazienti con alterazione lieve o moderata della funzionalità epatica e nessuna esperienza in pazienti con alterazione severa della funzionalità epatica.
Inoltre, lievi alterazioni del bilancio idro-elettrolitico durante la terapia con tiazidi possono indurre coma epatico in pazienti con alterata funzionalità epatica o epatopatia progressiva.
Pertanto, l’uso di Plaunazide è sconsigliato in pazienti con compromissione della funzionalità epatica (vedere paragrafo 4.2).
L’impiego di Plaunazide è controindicato in pazienti con compromissione epatica severa, colestasi o ostruzione biliare (vedere paragrafi 4.3, 5.2). Stenosi della valvola aortica e mitrale, miocardiopatia ipertrofica ostruttiva: Come con gli altri vasodilatatori, si raccomanda particolare cautela nei pazienti affetti da stenosi della valvola aortica o mitrale o da miocardiopatia ipertrofica ostruttiva. Aldosteronismo primario: I pazienti con aldosteronismo primario non rispondono generalmente ai farmaci antiipertensivi che agiscano mediante l’inibizione del sistema renina- angiotensina.
Pertanto, l’uso di Plaunazide è sconsigliato in questi pazienti. Effetti metabolici ed endocrini La terapia con tiazidi può alterare la tolleranza al glucosio.
Nei pazienti diabetici possono essere richiesti aggiustamenti posologici dell’insulina o degli ipoglicemizzanti orali (vedere paragrafo 4.5).
Un diabete mellito latente può diventare manifesto durante la terapia con tiazidi. L’aumento dei livelli di colesterolo e trigliceridi è un noto effetto indesiderato associato alla terapia con diuretici tiazidici.
In alcuni pazienti che ricevono la terapia tiazidica può verifiicarsi iperuricemia o manifestarsi gotta franca. Squilibrio elettrolitico Come per tutti i pazienti in terapia con diuretici, vanno effettuate periodiche determinazioni degli elettroliti sierici ad intervalli appropriati. Le tiazidi, inclusa idroclorotiazide, possono causare squilibrio idrico o elettrolitico (incluse ipopotassiemia, iponatremia e alcalosi ipocloremica).
Segni di allarme di squilibrio idrico o elettrolitico sono secchezza della mucosa orale, sete, debolezza, letargia, sopore, irrequietezza, dolore o crampi muscolari, stanchezza muscolare, ipotensione, oliguria, tachicardia e disturbi gastrointestinali come nausea o vomito (vedere paragrafo 4.8). 4 Il rischio di ipopotassiemia è maggiore in pazienti con cirrosi epatica, in pazienti con diuresi rapida, in pazienti che ricevano inadeguato apporto orale di elettroliti ed in pazienti che ricevano terapia concomitante con corticosteroidi o ACTH (vedere paragrafo 4.5).
Al contrario, a causa dell’antagonismo dei recettori dell’angiotensina II (AT-1) di olmesartan medoxomil contenuto in Plaunazide, potrebbe intervenire iperpotassiemia, specialmente in presenza di compromissione della funzionalità renale e/o scompenso cardiaco e diabete mellito.
Si raccomanda un adeguato controllo del potassio sierico nei pazienti a rischio.
I diuretici risparmiatori di potassio, i supplementi di potassio o i sostituti del sale contenenti potassio e gli altri prodotti medicinali che possono indurre incremento dei livelli sierici del potassio (come l’eparina) dovrebbero essere somministrati con cautela in concomitanza all’assunzione di Plaunazide (vedere paragrafo 4.5). Non vi è evidenza che olmesartan medoxomil riduca o prevenga l’iponatremia indotta da diuretici.
Il deficit di cloruri è generalmente lieve e, di solito, non richiede trattamento. Le tiazidi possono ridurre l’escrezione urinaria del calcio e causare lieve ed intermittente incremento del calcio sierico in assenza di disturbi noti del metabolismo del calcio.
Una ipercalcemia può essere una manifestazione di un iperparatiroidismo occulto.
Le tiazidi dovrebbero essere sospese prima di effettuare analisi di funzionalità paratiroidea. E’ stato dimostrato che le tiazidi aumentano l’escrezione urinaria di magnesio, con possibile ipomagnesemia. Nei pazienti edematosi, in corso di esposizione ad alte temperature atmosferiche può verificarsi iponatremia da diluizione. Litio: Come con altri medicinali contenenti antagonisti del recettore dell’angiotensina II e tiazidi in associazione, la somministrazione concomitante di litio ed Plaunazide è sconsigliata (vedere paragrafo 4.5). Differenze etniche: Come con tutti gli altri antagonisti dell’angiotensina II, l’effetto antiipertensivo di olmesartan medoxomil è alquanto inferiore nei pazienti di razza nera, probabilmente a causa della maggiore prevalenza di bassi livelli di renina nella popolazione ipertesa di razza nera. Test antidoping: L’idroclorotiazide contenuta in questo prodotto medicinale potrebbe determinare positività di alcuni test antidoping. Altro: In presenza di arteriosclerosi generalizzata, e nei pazienti con cardiopatia ischemica o patologia cerebrovascolare ischemica vi è sempre il rischio che la riduzione eccessiva della pressione arteriosa possa causare infarto miocardico o ictus. 5 Reazioni di ipersensibilità ad idroclorotiazide possono insorgere in pazienti con o senza anamnesi di allergia o asma bronchiale, ma sono più frequenti con tali riscontri anamnestici. E’ stata riportata esacerbazione o attivazione di lupus eritematoso sistemico con l’impiego di diuretici tiazidici. Queto farmaco contiene lattosio.
I pazienti con rari problemi su base ereditaria di intolleranza al galattosio, deficit di Lapp-lattasi o malassorbimento di glucosio- galattosio non devono assumere questo farmaco.

04.5 Interazioni - [Vedi Indice].

Potenziali interazioni con olmesartan medoxomil e idroclorotiazide Uso concomitante non raccomandato Litio: Aumenti reversibili delle concentrazioni sieriche di litio e della sua tossicità sono stati riportati durante la somministrazione concomitante di litio con inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina e, raramente, con antagonisti dell’angiotensina II.
Inoltre, la clearance renale del litio è ridotta dalle tiazidi e, di conseguenza, il rischio di tossicità da litio può essere aumentato.
Pertanto, l’uso di Plaunazide e di litio in associazione è sconsigliato (vedere paragrafo 4.4).
Nel caso si ritenga necessario l’uso concomitante, si raccomanda un attento controllo dei livelli sierici di litio. Uso concomitante che richiede cautela Baclofene Può verificarsi potenziamento dell’effetto antiipertensivo. Farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) I FANS, ad esempio l’acido acetilsalicilico (>3 g/die), i COX-2 inibitori e i FANS non selettivi, possono ridurre l’effetto antiipertensivo dei diuretici tiazidici e degli antagonisti dell’angiotensina II. In alcuni pazienti con compromissione della funzionalità renale (ad esempio, pazienti disidratati o anziani con funzionalità renale compromessa), la somministrazione concomitante di antagonisti dell’angiotensina II e di inibitori della cicloossigenasi può determinare ulteriore deterioramento della funzionalità renale, compresa la possibile insufficienza renale acuta, usualmente reversibile.
Pertanto, tale associazione dovrebbe essere somministrata con cautela, specialmente nei pazienti anziani.
I pazienti devono essere adeguatamente idratati e si deve prendere in considerazione il controllo della funzionalità renale dopo l’inizio del trattamento concomitante e periodicamente nel corso di questo. Uso concomitante da valutare 6 Amifostina Può verificarsi potenziamento dell’effetto antiipertensivo. Altri farmaci antiipertensivi: L’effetto ipotensivo causato da Plaunazide può essere aumentato dall’impiego concomitante di altri farmaci antiipertensivi. Alcool, barbiturici, stupefacenti o antidepressivi Può verificarsi potenziamento dell’ipotensione ortostatica. Potenziali interazioni con olmesartan medoxomil: Uso concomitante non raccomandato Farmaci che influenzano i livelli di potassio: Sulla base dell’esperienza dell’impiego di altri farmaci che influiscono sul sistema renina-angiotensina, l’impiego concomitante di diuretici risparmiatori di potassio, di integratori di potassio, di sostituti del sale contenenti potassio o di altri farmaci in grado di determinare un aumento dei livelli del potassio sierico (ad esempio eparina, ACE inibitori) può causare un aumento del potassio sierico (vedere paragrafo 4.4).
Qualora vengano prescritti farmaci in grado di agire sui livelli di potassio in associazione ad Plaunazide, si consiglia il controllo dei livelli plasmatici di potassio. Informazioni aggiuntive Dopo il trattamento con antiacidi (alluminio magnesio idrossido) è stata osservata una modesta riduzione della biodisponibilità di olmesartan. Olmesartan medoxomil non ha effetti significativi sulla farmacocinetica o sulla farmacodinamica del warfarin o sulla farmacocinetica della digossina. La somministrazione concomitante di olmesartan medoxomil e pravastatina non determina effetti clinicamente rilevanti sulla farmacocinetica delle due sostanze in soggetti sani. Olmesartan non possiede effetti inibitori clinicamente rilevanti sugli enzimi del citocromo P450 umano 1A1/2, 2A6, 2C8/9, 2C19, 2D6, 2E1 e 3A4 in vitro, mentre gli effetti di induzione sul citocromo P450 del ratto sono minimi o assenti.
Non sono da attendersi interazioni clinicamente rilevanti tra olmesartan e farmaci metabolizzati dai succitati enzimi del citocromo P450. Potenziali interazioni con idroclorotiazide: Uso concomitante non raccomandato Farmaci che influenzano i livelli di potassio: L’effetto di deplezione potassica dell’idroclorotiazide (vedere paragrafo 4.4) può essere potenziato dalla somministrazione concomitante di altri medicinali 7 associati a perdita di potassio e ipopotassiemia (ad esempio altri diuretici che determinano potassiuria, lassativi, corticosteroidi, ACTH, amfotericina, carbenoxolone, penicillina G sodica o derivati dell’acido salicilico).
Pertanto, tale uso concomitante è sconsigliato. Uso concomitante che richiede cautela Sali di calcio I diuretici tiazidici possono aumentare i livelli sierici di calcio per diminuzione della loro escrezione.
Se devono essere prescritti supplementi di calcio, i livelli sierici di calcio devono essere controllati e la posologia del calcio aggiustata di conseguenza. Colestiramina e resine di colestipolo L’assorbimento di idroclorotiazide viene compromesso in presenza di resine a scambio anionico. Glicosidi della digitale L’ipopotassiemia o l’ipomagnesemia indotta da tiazidici possono favorire la comparsa di aritmie cardiache indotte da digitale. Farmaci che risentono delle alterazioni della potassemia Si raccomanda di effettuare il controllo periodico del potassio sierico e dell’ECG quando Plaunazide viene somministrato in concomitanza con farmaci che risentono delle alterazioni della potassiemia (ad esempio glicosidi della digitale e antiaritmici), o con i seguenti farmaci (inclusi alcuni antiaritmici) che possono indurre torsioni di punta (tachicardia ventricolare), in quanto l’ipopotassiemia è un fattore predisponente per le torsioni di punta (tachicardia ventricolare): -   antiaritmici di classe Ia (ad esempio chinidina, idrochinidina, disopiramide) -   antiaritmici di classe III (ad esempio amiodarone, sotalolo, dofetilide, ibutilide) -   alcuni antipsicotici (ad esempio tioridazina, clorpromazina, levomepromazina, trifluoperazina, ciamemazina, sulpiride, sultopride, amisulpride, tiapride, pimozide, aloperidolo, droperidolo) -   altri (ad esempio bepridile, cisapride, difemanile, eritromicina ev, alofantrina, mizolastina, pentamidina, sparfloxacina, terfenadina, vincamina ev). Miorilassanti non depolarizzanti (ad esempio tubocurarina) L’effetto dei miorilassanti non depolarizzanti può essere potenziato dall’idroclorotiazide. Farmaci anticolinergici (ad esempio atropina, biperiden) Aumento della biodisponibilità dei diuretici tiazidici dovuto a riduzione della motilità gastrointestinale e del tempo di svuotamento gastrico. Farmaci antidiabetici (farmaci orali e insulina) 8 Il trattamento con un diuretico tiazidico può influenzare la tolleranza al glucosio.
Possono essere richiesti aggiustamenti posologici dei farmaci antidiabetici (vedere paragrafo 4.4). Metformina La metformina dovrebbe essere impiegata con cautela a causa del rischio di acidosi lattica indotta dalla possibile insufficienza renale funzionale legata ad idroclorotiazide. Beta bloccanti e diazossido L’effetto iperglicemizzante dei beta bloccanti e del diazossido può essere aumentato dalle tiazidi. Amine pressorie (noradrenalina) L’effetto delle amine pressorie può essere ridotto. Farmaci usati nel trattamento della gotta (probenecid, sulfinpirazone e allopurinolo) Può essere necessario un aggiustamento posologico dei farmaci uricosurici, poiché idroclorotiazide può aumentare il livello sierico dell’acido urico.
Può essere necessario un aumento del dosaggio di probenecid o sulfinpirazone.
La somministrazione concomitante di un diuretico tiazidico può aumentare l’incidenza di reazioni da ipersensibilità ad allopurinolo. Amantadina Le tiazidi possono aumentare il rischio di reazioni avverse da amantadina. Farmaci citotossici (ad esempio ciclofosfamide, metotressato) Le tiazidi possono ridurre l’escrezione renale di farmaci citotossici e potenziare i loro effetti mielosoppressivi. Salicilati In caso di somministrazione di alte dosi di salicilati, l’idroclorotiazide può aumentare l’effetto tossico dei salicilati sul sistema nervoso centrale. Metildopa Sono stati segnalati casi isolati di anemia emolitica dopo uso concomitante di idroclorotiazide e metildopa. Ciclosporina Il trattamento concomitante con ciclosporina può aumentare il rischio di iperuricemia e complicanze simil-gottose. Tetracicline La somministrazione concomitante di tetracicline e tiazidici incrementa il rischio di aumento dei livelli di urea indotto da tetracicline.
Questa interazione probabilmente non si verifica con doxiciclina. 9

04.6 Gravidanza e allattamento - [Vedi Indice].

Gravidanza (vedede paragrafo 4.3): A scopo precauzionale, Plaunazide non deve essere impiegato durante il primo trimestre di gravidanza.
Prima di pianificare una gravidanza si deve provvedere ad istituire un altro trattamento appropriato.
Se uno stato di gravidanza viene accertato durante il trattamento, Plaunazide deve essere sospeso quanto prima.
L’impiego di Plaunazide è, pertanto, controindicato durante il secondo ed il terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.3). Non vi è esperienza sull’uso di Plaunazide in corso di gravidanza.
Studi nell’animale sull’associazione olmesartan medoxomil/idroclorotiazide non hanno indicato effetti teratogeni; tuttavia, hanno evidenziato fetotossicità (vedere paragrafo 5.3).
Durante il secondo ed il terzo trimestre di gravidanza, i farmaci che agiscono sul sistema renina-angiotensina possono causare danni (ipotensione, compromissione della funzionalità renale, oliguria e/o anuria, oligoidramnios, ipoplasia cranica, rallentamento dello sviluppo intrauterino) e morte del feto e del neonato.
Sono stati anche riportati casi di ipoplasia polmonare, anomalie facciali e contrattura degli arti.
Studi sull’animale con olmesartan medoxomil hanno inoltre mostrato che può comparire un danno renale nella fase fetale avanzata e in quella neonatale.
Il meccanismo è probabilmente il risultato di azioni farmacologiche sul sistema renina-angiotensina-aldosterone. L’idroclorotiazide può ridurre sia il volume plasmatico sia il flusso ematico uteroplacentare.
Le tiazidi attraversano la barriera placentare e si ritrovano nel sangue del cordone.
Esse possono causare nel feto squilibri elettrolitici e anche altre reazioni osservate nell’adulto.
Dopo trattamento delle madri con tiazidi, sono stati descritti casi di trombocitopenia in neonati e ittero fetale o neonatale.
Il cranio e la funzionalità renale fetali devono essere controllati ecograficamente nel caso si verificasse l’esposizione ad Plaunazide dal secondo trimestre di gravidanza in poi. Allattamento (vedere paragrafo 4.3): Olmesartan è escreto nel latte materno dei ratti.
Tuttavia, non è noto se lo stesso avvenga nel latte umano.
Le tiazidi passano nel latte umano e possono inibire la lattazione.
L’impiego di Plaunazide durante l’allattamento è, pertanto, controindicato (vedere paragrafo 4.3).
In funzione dell’importanza del trattamento farmacologico per la madre, si deve decidere se sospendere il farmaco o l’allattamento.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchine - [Vedi Indice].

Non sono stati condotti studi sulla capacità di guidare e di usare macchinari. Tuttavia bisogna considerare che capogiri o sintomi di affaticamento possono manifestarsi occasionalmente nei pazienti che seguono una terapia antiipertensiva.

04.8 Effetti indesiderati - [Vedi Indice].

 10Associazione fissa In  studi  clinici  cui  hanno  partecipato  1155  pazienti  che  hanno  ricevuto l’associazione olmesartan medoxomil/idroclorotiazide a dosaggi di 20/12,5 mgo 20/25 mg e 466 pazienti che hanno ricevuto placebo per periodi fino a 21 mesi, la frequenza complessiva di eventi avversi alla associazione olmesartan medoxomil/idroclorotiazide è stata simile a quella relativa al placebo.
Anche le interruzioni  del  trattamento  dovute  a  eventi  avversi  sono  state  simili  per olmesartan  medoxomil/idroclorotiazide  20/12,5  mg  –  20/25  mg  (2%)  e  per placebo   (3%).   La   frequenza   di   eventi   avversi   nel   gruppo   olmesartan medoxomil/idroclorotiazide in totale rispetto al placebo non è sembrata essere correlata  all’età  (<65  anni  verso  ≥65  anni),  al  sesso  o  al  gruppo  etnico, benché la frequenza di capogiri sia stata lievemente superiore nei pazienti di età superiore a 75 anni. L’evento                avverso        più    frequente     osservato     nei     gruppi         olmesartan medoxomil/idroclorotiazide  20/12,5  mg  –  20/25  mg,  ed  anche  l’unico  la  cui frequenza  sia  stata  superiore  a  quella  osservata  nel  gruppo  placebo,  di almeno l’1%    è        stato    il      capogiro         (2,6% nei     gruppi         olmesartan medoxomil/idroclorotiazide   20/12,5   mg   –   20/25   mg   e   1,3%   nel   gruppo placebo). Gli eventi avversi di potenziale rilevanza clinica sono elencati di seguito per classi di organi e sistemi.
Le frequenze sono definite come: comune (≥1/100,<1/10)non comune (≥1/1-000, <1/100); rara (≥1/10-000, <1/1-000), molto rara(<1/10-000). Disturbi del metabolismo e della nutrizioneNon comune: iperuricemia, ipertrigliceridemia Disturbi del sistema nervosoComune: capogiroNon comune: sincope Disturbi cardiaciNon comune: palpitazioni Disturbi vascolariNon comune: ipotensione, ipotensione ortostatica Disturbi cutanei e del tessuto sottocutaneoNon comune: eruzione cutanea, eczema Disturbi generali e a livello del sito di somministrazioneComune: affaticabilitàNon comune: astenia Esami diagnosticiNon    comune:        riduzione     o        aumento       della  potassiemia, aumento       della calcemia, aumento dell’urea plasmatica, aumento dei lipidi plasmatici  11 Indagini di laboratorioNegli  studi  clinici,  variazioni  cliniche  importanti  dei  comuni  parametri  di laboratorio     sono         state  raramente    associate      ad      olmesartan medoxomil/idroclorotiazide.Durante  il  trattamento  con  olmesartan  medoxomil/idroclorotiazide  sono  stati osservati limitati incrementi dell’acido urico, dell’azoto ureico plasmatico e dei valori  di  creatinina  e  limitate  riduzioni  dei  valori  medi  di  emoglobina  e dell’ematocrito. Informazioni aggiuntive sui singoli componenti Le reazioni avverse che sono state riportate in precedenza con l’uno o l’altro dei  singoli  individuali  possono  costituire  potenziali  reazioni  avverse  con Plaunazide, anche se non osservate negli studi clinici con questo prodotto. Olmesartan medoxomil: Esperienza post-marketing Dopo   la   commercializzazione   sono   state   riportate   le   seguenti   reazioni avverse.
Sono state elencate per classi di organi e sistemi e classificate per frequenza  adoperando  la  seguente  convenzione:  molto  comune  (≥1/10); comune  (≥1/100,  <1/10);  non  comune  (≥1/1-000,  <1/100);  rara  (≥1/10-000,<1/1-000), molto rara (<1/10-000) comprese segnalazioni isolate.   

Classi di organi e sistemi Molto rare
Disturbi del sangue e del sistema linfatico Trombocitopenia
Disturbi del sistema nervoso Capogiro, cefalea
Disturbi respiratori, toracici e mediastinici Tosse
Disturbi gastrointestinali Dolore addominale, nausea, vomito
Disturbi      cutanei        e        del         tessuto sottocutaneo Prurito, esantema, rash.Condizioni    allergiche     come           edema angioneurotico,         dermatite     allergica, edema del viso e orticaria
Disturbi del tessuto muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Crampi muscolari, mialgia
Disturbi urinari e renali Insufficienza  renale  acuta  e  insufficienza renale         (vedere         anche sotto  esami diagnostici)
Disturbi      generali       e        nella         sede   di somministrazione Condizioni  asteniche  come  affaticabilità, letargia, malessere, astenia
Esami diagnostici Alterazioni  dei  test  di  funzionalità  renale come  incremento  della  creatininemia  e iperazotemia.   Aumento         degli  enzimi epatici

   12Studi clinici Negli studi in monoterapia controllati con placebo in doppio cieco, l’incidenza complessiva  di  eventi  avversi  in  corso  di  trattamento  è  stata  simile  con olmesartan medoxomil e con placebo. In  studi  in  monoterapia  controllati  con  placebo,  l’unica  reazione  avversa  da farmaci inequivocabilmente correlata al trattamento è stato il capogiro (2,5%di incidenza con l’olmesartan medoxomil e 0,9% con il placebo). Nel trattamento a lungo termine (2 anni) con olmesartan medoxomil 10-20 mg una volta al dì, l’incidenza delle interruzioni del trattamento dovute ad eventi avversi è stata del 3,7%. Nel complesso di tutti gli studi clinici relativi ad olmesartan medoxomil (inclusigli studi verso controllo attivo e verso placebo), sono stati riportati i seguenti eventi  avversi  indipendentemente  dal  rapporto  di  causalità  o  dall’incidenza rispetto al placebo.
Essi sono elencati per organi e sistemi e classificati per frequenza adoperando la convenzione sopra riportata: Disturbi del sistema nervoso centrale :Comune: capogiroNon comune: vertigini Disturbi cardiovascolari:Raro: ipotensioneNon comune: angina pectoris Disturbi dell’apparato respiratorio:Comune: bronchite, tosse, faringite, rinite Disturbi dell’apparatogastrointestinale:Comune: dolori addominali, diarrea, dispepsia, gastroenterite, nausea Disturbi cutanei e del tessuto sottocutaneo:Non comune: eruzione cutanea Disturbi dell’apparatomuscolo-scheletrico:Comune: artrite, lombalgia, dolori scheletrici Disturbi dell’apparato urinario:Comune: ematuria, infezione del tratto urinario Disturbi generali:Comune:  dolore  toracico,  affaticamento,  sintomi  di  tipo  influenzale,  edema periferico, dolore. Esami diagnosticiNegli  studi  in  monoterapia,  controllati  con  placebo,  l’incidenza  nel  gruppo olmesartan   è   stata   superiore   rispetto   al   placebo   per   quanto   riguarda  13l’ipertrigliceridemia        (2,0% rispetto       a        1,1%)  e        per    l’aumento      della creatinfosfochinasi (1,3% rispetto a 0,7%). Nel  complesso  di  tutti  gli  studi  relativi  ad  olmesartan  medoxomil  (inclusi  gli studi non controllati con placebo), gli eventi avversi a carico dei parametri di laboratorio, riportati      indipendentemente         dal     rapporto      di       causalità      o dall’incidenza rispetto al placebo, hanno riguardato: Disturbi  del metabolismo e della nutrizione:Comune: aumento della creatinfosfochinasi, ipertrigliceridemia, iperuricemiaRaro: iperpotassiemia Disturbi epatobiliari:Comune: aumento degli enzimi epatici. Idroclorotiazide Idroclorotiazide può causare od aggravare una deplezione di liquidi che può condurre a squilibrio elettrolitico (vedere paragrafo 4-4). Gli     eventi avversi        riportati      con     l’impiego      di       idroclorotiazide     da      sola comprendono: Infezioni e infestazioniRaro: scialoadeniti Disturbi ematici e del sistema linfaticoRaro: leucopenia,   neutropenia/agranulocitosi,       trombocitopenia,    anemia aplastica, anemia emolitica, depressione midollare Disturbi del metabolismo e della nutrizioneComune:  iperglicemia,  glicosuria,  iperuricemia,  squilibrio  elettrolitico  (inclusi iponatriemia,  ipomagnesemia,  ipocloremia,  ipopotassiemia  e  ipercalcemia), incremento di colesterolo e trigliceridiNon comune: anoressia Disturbi psichiatriciRaro: irrequietezza, depressione, disturbi del sonno, apatia Disturbi del sistema nervosoComune: sensazione di testa vuota, stato confusionaleNon comune: perdita dell’appetitoRaro: parestesie, convulsioni Disturbi oculariRaro: xantopsia,    visione         transitoriamente    offuscata,    riduzione     della lacrimazione Disturbi auricolari e del labirintoComune: vertigini  14  Disturbi cardiovascolariNon comune: ipotensione ortostaticaRaro: aritmie cardiache, angioite necrotizzante (vasculite, vasculite cutanea), trombosi, embolia Disturbi respiratori, toracici e mediastiniciRaro: dispnea (inclusi polmonite interstiziale e edema polmonare) Disturbi gastrointestinaliComune:       irritazione   gastrica,      nausea,         vomito,         diarrea,       costipazione, meteorismo e dolore addominaleRaro: pancreatiteMolto raro: ileo paralitico Disturbi epatobiliariRaro: ittero (ittero colestatico intraepatico), colecistite acuta Disturbi  cutanei e del tessuto sottocutaneoNon comune: reazioni di fotosensibilità, rash, orticariaRaro:  reazioni  simil-lupus  eritematoso  cutaneo,  riesacerbazione  di  lupus eritematoso cutaneo, reazioni anafilattiche, necrolisi epidermica tossica Disturbi del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivoRaro: spasmi muscolari, debolezza muscolare, paresi Disturbi renali e delle vie urinarieRaro:  disfunzione  renale,  aumento  nel  siero  di  sostanze  che  dovrebbero essere escrete con l’urina (creatinina, urea), nefrite interstiziale, insufficienza renale acuta Disturbi riproduttivi e mammariRaro: disfunzione erettile Disturbi generali e a livello del sito di somministrazioneComune: debolezza, cefalea e affaticabilitàRaro: febbre 

04.9 Sovradosaggio - [Vedi Indice].

Non sono disponibili informazioni specifiche sugli effetti o sul trattamento del sovradosaggio di Plaunazide.
Il paziente deve essere attentamente controllato e il trattamento deve essere sintomatico e di supporto.
La gestione dipende dal tempo intercorso dall’assunzione e dalla severità della sintomatologia.
Le misure suggerite comprendono l’induzione del vomito e/o la lavanda gastrica.
Il carbone attivo può essere utile nel trattamento del sovradosaggio.
Gli elettroliti sierici e la creatinina devono essere controllati frequentemente.
Se interviene ipotensione, il paziente deve essere posto in posizione supina, con veloce ripristino del volume plasmatico e dei sali. 15 Le più probabili manifestazioni attese di sovradosaggio da olmesartan sono l’ipotensione e la tachicardia; potrebbe manifestarsi anche bradicardia.
Il sovradosaggio da idroclorotiazide è associato a deplezione elettrolitica (ipopotassiemia, ipocloremia) e disidratazione dovuta ad eccessiva diuresi.
I più comuni segni e sintomi di sovradosaggio sono nausea e sonnolenza.
L’ipopotassiemia può determinare spasmi muscolari e/o aritmie cardiache accentuate associate all’uso concomitante di glicosidi della digitale o di certi farmaci antiaritmici. Non sono disponibili dati sulla dializzabilità di olmesartan o idroclorotiazide.

05.0 PROPRIETA' FARMACOLOGICHE - [Vedi Indice].

05.1 Proprietà farmacodinamiche - [Vedi Indice].

Categoria farmacoterapeutica: Antagonisti dell’angiotensina II associati a diuretici, codice ATC: C09DA08. Plaunazide è un’associazione di un antagonista recettoriale dell’angiotensina II, olmesartan medoxomil, ed un diuretico tiazidico, idroclorotiazide.
L’associazione di queste sostanze ha un effetto antiipertensivo additivo, riducendo la pressione arteriosa in grado maggiore rispetto a ciascun componente da solo. La monosomministrazione giornaliera di Plaunazide assicura un’efficace e graduale riduzione della pressione arteriosa nelle 24 ore tra due somministrazioni. L’olmesartan medoxomil è un antagonista selettivo del recettore dell’angiotensina II (tipo AT1) efficace per via orale.
L’angiotensina II è il principale ormone vasoattivo del sistema renina-angiotensina-aldosterone e riveste un ruolo significativo nella fisiopatologia dell’ipertensione.
Gli effetti dell’angiotensina II comprendono vasocostrizione, stimolazione della sintesi e del rilascio dell’aldosterone, stimolazione cardiaca e riassorbimento renale del sodio.
L’olmesartan blocca gli effetti vasocostrittore e aldosterone-secretorio dell’angiotensina II bloccando il suo legame al recettore AT1 nei tessuti, compresa la muscolatura liscia vascolare e la ghiandola surrenale.
L’azione dell’olmesartan è indipendente dall’origine o dalla via di sintesi dell’angiotensina II.
L’antagonismo selettivo dell’olmesartan nei confronti del recettore dell’angiotensina II (AT1) produce un aumento dei livelli plasmatici di renina e delle concentrazioni di angiotensina I e II e una qualche diminuzione delle concentrazioni plasmatiche di aldosterone. Nei casi di ipertensione, l’olmesartan medoxomil determina una riduzione a lungo termine, dose-dipendente, della pressione arteriosa.
Non sono riportati casi di ipotensione dopo la prima somministrazione, di tachifilassi nel corso di trattamenti prolungati o di ipertensione da rimbalzo all’interruzione improvvisa della terapia. 16 La somministrazione di olmesartan medoxomil una volta al giorno assicura un’efficace e costante riduzione della pressione arteriosa nelle 24 ore di intervallo tra una dose e quella successiva.
A parità di dosaggio complessivo, la monosomministrazione giornaliera ha prodotto diminuzioni simili della pressione arteriosa rispetto alla somministrazione del farmaco due volte al giorno. Con un trattamento continuato, la riduzione massima della pressione arteriosa viene raggiunta entro le 8 settimane successive all’inizio della terapia, sebbene una quota sostanziale dell’effetto di diminuzione della pressione arteriosa venga già osservata dopo 2 settimane di trattamento.
Non sono al momento noti gli effetti dell’olmesartan sulla mortalità e sulla morbilità. L’idroclorotiazide è un diuretico tiazidico.
Il meccanismo dell’effetto antiipertensivo dei diuretici tiazidici non è pienamente conosciuto.
Le tiazidi agiscono sui meccanismi di riassorbimento elettrolitico del tubulo renale, aumentando direttamente l’escrezione del sodio e del cloro in quantità approssimativamente equivalenti.
L’azione diuretica dell’idroclorotiazide riduce il volume plasmatico, aumenta l’attività della renina plasmatica ed aumenta la secrezione di aldosterone, con conseguente aumento della perdita di bicarbonato e potassio con le urine, e riduzione del potassio sierico. Il legame renina-aldosterone è mediato dall’angiotensina II e, pertanto, la somministrazione concomitante di un antagonista recettoriale dell’angiotensina II tende a contrastare la perdita di potassio associata ai diuretici tiazidici.
Con l’idroclorotiazide, l’inizio della diuresi avviene dopo circa due ore e il picco dell’effetto dopo circa quattro ore dalla somministrazione, mentre l’effetto persiste approssimativamente per 6.12 ore. Studi epidemiologici hanno evidenziato che il trattamento a lungo termine con idroclorotiazide in monoterapia riduce i rischi di mortalità e morbilità cardiovascolare. L’associazione di olmesartan medoxomil e idroclorotiazide determina riduzione additiva della pressione arteriosa che generalmente aumenta all’aumentare della dose di ciascun componente.
Nei dati complessivi degli studi controllati con placebo, la somministrazione dell’associazione olmesartan medoxomil/idroclorotiazide 20/12,5 mg e 20/25 mg ha determinato una riduzione media (detratta la riduzione dovuta al placebo) della pressione arteriosa sistolica/diastolica al valore più basso, rispettivamente, di 12/7 mmHg e di 16/9 mmHg.
L’età ed il sesso non hanno avuto alcun effetto clinicamente rilevante sulla risposta al trattamento con l’associazione olmesartan medoxomil/idroclorotiazide. La somministrazione di 12,5 mg e di 25 mg di idroclorotiazide in pazienti insufficientemente controllati da terapia con solo olmesartan medoxomil 20 mg ha comportato un’ulteriore riduzione della pressione arteriosa diastolica/sistolica nelle 24 ore, misurata mediante monitoraggio pressorio ambulatoriale, rispettivamente, di 7/5 mmHg e di 12/7 mmHg, rispetto ai valori basali dopo monoterapia con olmesartan medoxomil.
La riduzione ulteriore media della pressione arteriosa sistolica/diastolica al valore più basso rispetto 17 ai valori basali, misurati convenzionalmente, era rispettivamente di 11/10 mmHg e 16/11 mmHg. L’efficacia dell’associazione olmesartan medoxomil/idroclorotiazide è stata mantenuta nel corso di trattamenti a lungo termine (un anno).
La sospensione del trattamento con olmesartan medoxomil, con o senza concomitante idroclorotiazide, non ha determinato una ipertensione da rimbalzo.
Gli effetti dell’associazione fissa olmesartan medoxomil/idroclorotiazide su morbilità e mortalità cardiovascolari non sono attualmente noti.

05.2 Proprietà farmacocinetiche - [Vedi Indice].

Assorbimento e distribuzione Olmesartan medoxomil L’olmesartan medoxomil è un pro-farmaco rapidamente convertito in un metabolita farmacologicamente attivo, olmesartan, dalle esterasi nella mucosa intestinale e nella circolazione portale durante l’assorbimento dal tratto gastrointestinale.
Non vi è traccia di olmesartan medoxomil intatto o della catena laterale medoxomil intatta nel plasma o negli escreti.
La biodisponibilità assoluta media di olmesartan, nella formulazione in compresse, è stata del 25,6%. Il picco medio di concentrazione plasmatica (Cmax) di olmesartan viene raggiunto in media entro circa 2 ore dalla somministrazione per via orale di olmesartan medoxomil; le concentrazioni plasmatiche di olmesartan aumentano in modo approssimativamente lineare all’aumentare della dose orale singola fino a circa 80 mg. La somministrazione di cibo ha effetti minimi sulla biodisponibilità di olmesartan e, pertanto, olmesartan medoxomil può essere somministrato a digiuno o a stomaco pieno. Non sono state osservate differenze clinicamente rilevanti nella farmacocinetica di olmesartan dipendenti dal sesso del paziente. L’olmesartan si lega fortemente alle proteine plasmatiche (99,7%), ma la possibilità di interazioni clinicamente significative da spiazzamento del legame proteico tra olmesartan ed altri principi attivi ad elevato legame somministrati contemporaneamente, è bassa (come confermato dall’assenza di un’interazione clinicamente significativa tra olmesartan medoxomil e warfarin).
Il legame di olmesartan con le cellule ematiche è trascurabile.
Il volume di distribuzione medio dopo somministrazione endovenosa è di limitata entità (16– 29 L). Idroclorotiazide Dopo somministrazione orale di olmesartan medoxomil ed idroclorotiazide in associazione, la mediana del tempo di raggiungimento del picco di concentrazione plasmatica di idroclorotiazide è risultata compresa tra 1,5 e 2 ore dalla somministrazione.
Idroclorotiazide si lega con le proteine 18 plasmatiche per il 68% ed il suo volume apparente di distribuzione è di 0,83.
1,14 L/kg. Metabolismo ed eliminazione Olmesartan medoxomil La clearance plasmatica totale di olmesartan è risultata pari a 1,3 L/h (CV 19%), relativamente ridotta se confrontata al flusso epatico (ca.
90 L/h).
Dopo assunzione orale di una singola dose di olmesartan medoxomil marcato con 14C, il 10.16% della radioattività somministrata è stato eliminato con le urine (in gran parte entro le 24 ore successive alla somministrazione), mentre la restante radioattività è stata eliminata con le feci.
In base a una biodisponibilità sistemica del 25,6%, si può calcolare che l’olmesartan assorbito venga eliminato per escrezione renale (per circa il 40%) e epatobiliare (per circa il 60%).
Tutta la radioattività recuperata è stata identificata come olmesartan.
Nessun altro metabolita significativo è stato identificato.
Il circolo enteroepatico di olmesartan è minimo.
Poiché una grande quantità di olmesartan è eliminata per via biliare, l’uso in pazienti con ostruzione biliare è controindicato (vedere paragrafo 4.3). L’emivita di eliminazione terminale di olmesartan varia tra 10 e 15 ore dopo somministrazioni ripetute per via orale.
Lo stato di equilibrio è stato raggiunto dopo le prime somministrazioni e nessun ulteriore accumulo è stato rilevato dopo 14 giorni di somministrazioni ripetute.
La clearance renale è stata di circa 0,5–0,7 L/h ed è risultata indipendente dalla dose. Idroclorotiazide Idroclorotiazide non è metabolizzata nell’uomo ed è escreta quasi interamente come sostanza attiva immodificata nelle urine.
Circa il 60% della dose orale è eliminata come sostanza attiva immodificata entro 48 ore.
La clearance renale è di circa 250-300 mL/min.
L’emivita di eliminazione terminale di idroclorotiazide è di 10.15 ore. Plaunazide La disponibilità sistemica di idroclorotiazide è ridotta di circa il 20% quando somministrata insieme ad olmesartan medoxomil, ma tale modesta riduzione non ha rilevanza clinica.
La cinetica di olmesartan non è influenzata dalla somministrazione concomitante di idroclorotiazide. Farmacocinetica in gruppi speciali di pazienti Anziani: Nei pazienti ipertesi, l’AUC dell’olmesartan allo stato stazionarioè risultata incrementata di circa il 35% nei pazienti anziani (tra i 65 e i 75 anni) e di circa il 44% in pazienti molto anziani (≥ 75 anni) rispetto a pazienti più giovani (vedede pararafo 4.2).
Dati, peraltro limitati, suggeriscono che la clearance sistemica dell’idroclorotiazide sia ridotta negli anziani, sani od ipertesi, rispetto ai volontari sani giovani. Alterata funzionalità renale: 19 Nei casi di compromissione renale, l’AUC di olmesartan allo stato stazionarioè risultata incrementata del 62%, 82% e 179% rispettivamente nei pazienti con compromissione renale lieve, moderata e severa, rispetto ai controlli sani (vedere paragrafi 4.2, 4.4).
L’emivita dell’idroclorotiazide è prolungata nei pazienti con compromissione della funzionalità renale. Alterata funzionalità epatica: Dopo somministrazione orale singola, i valori di AUC dell’olmesartan sono risultati maggiori del 6% e del 65%, rispettivamente, in pazienti con compromissione epatica lieve e moderata rispetto a soggetti con funzionalità epatica normale.
La frazione libera di olmesartan a due ore dalla somministrazione è risultata 0,26% nei soggetti sani, 0,34% nei pazienti con alterazione lieve della funzionalità epatica e 0,41% in quelli con alterazione moderata della funzionalità epatica.
L’olmesartan medoxomil non è stato studiato nei pazienti con alterazione severa della funzionalità epatica (vedere paragrafi 4.2, 4.4).
La compromisione epatica non influenza significativamente la farmacocinetica dell’idroclorotiazide.

05.3 Dati preclinici di sicurezza - [Vedi Indice].

La tossicità potenziale dell’associazione olmesartan medoxomil/ idroclorotiazide è stata valutata in studi di tossicità orale a dosi ripetute di durata fino a sei mesi condotti nel ratto e nel cane. Come per entrambi i singoli componenti ed altri farmaci appartenenti a questa classe, l’organo bersaglio tossicologico principale dell’associazione è il rene.
L’associazione olmesartan medoxomil/idroclorotiazide ha indotto alterazioni della funzionalità renale (aumento dell’azoto ureico sierico e della creatinina sierica).
Dosaggi elevati hanno provocato degenerazione e rigenerazione tubulare nei reni dei ratti e dei cani, probabilmente mediante alterazioni dell’emodinamica renale (ridotta perfusione renale dovuta a ipotensione con ipossia tubulare e degenerazione cellulare tubulare).
Inoltre, l’associazione olmesartan medoxomil/idroclorotiazide ha causato riduzione dei parametri eritrocitari (conta degli eritrociti, emoglobina, ematocrito) e riduzione ponderale del cuore nei ratti.
Questi effetti sono stati osservati anche con gli altri antagonisti del recettore AT1 e con gli ACE-inibitori; essi sembrano essere stati indotti da un’azione farmacologica di olmesartan medoxomil ad alte dosi e non sembrano essere rilevanti nell’uomo alle dosi terapeutiche consigliate. Studi di genotossicità con olmesartan medoxomil e idroclorotiazide, in associazione o usati singolarmente, non hanno evidenziato alcun segno di attività genotossica clinicamente rilevante. Il potenziale carcinogenico dell’associazione di olmesartan medoxomil e idroclorotiazide non è stato studiato in quanto non vi sono evidenze di effetti carcinogeni rilevanti dei due singoli componenti nelle condizioni di impiego clinico. 20 Non vi sono evidenze di teratogenicità in topi o ratti trattati con l’associazione olmesartan medoxomil/idroclorotiazide.
Come era da attendersi per questa classe di farmaci, è stata osservata tossicità fetale nel ratto, evidenziata da un basso peso dei feti di madri trattate con olmesartan medoxomil e idroclorotiazide durante la gravidanza (vedere paragrafi 4.3 e 4.6).

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE - [Vedi Indice].

06.1 Eccipienti - [Vedi Indice].

Nucleo della compressa Cellulosa microcristallina Idrossipropilcellulosa a bassa sostituzione Lattosio monoidrato Idrossipropilcellulosa Magnesio stearato Rivestimento Talco Ipromellosa Titanio diossido (E 171) Ferro (III) ossido giallo (E 172) Ferro (III) ossido rosso (E 172)

06.2 Incompatibilità - [Vedi Indice].

Non pertinente.

06.3 Periodo di validità - [Vedi Indice].

3 anni.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione - [Vedi Indice].

Questo farmaco non richiede alcuna speciale precauzione per la conservazione.

06.5 Natura e contenuto della confezione - [Vedi Indice].

Blister di poliamide laminata/alluminio/polivinil cloruro/alluminio. Le confezioni contengono 14, 28, 30, 56, 84, 90, 98 o 10X28 compresse rivestite con film.
Le confezioni con blister preintagliato per dose singola contengono 10, 50 o 500 compresse rivestite con film. E’ possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione - [Vedi Indice].

21 Nessuna istruzione particolare.

07.0 TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - [Vedi Indice].

Menarini International Operations Luxembourg S.A. 1, Avenue de la Gare, L-1611 - Lussemburgo su licenza Daiichi Sankyo Europe GmbH Concessionario per la vendita: Laboratori Guidotti S.p.A.
– Via Livornese 897, Pisa La Vettola

08.0 NUMERI DELLE AUTORIZZAZIONI ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - [Vedi Indice].

PLAUNAZIDE 20/12,5 mg: 14 compresse 037108014./M; 28 compresse 037108026/M; 30 compresse 037108038/M; 56 compresse 037108040/M; 84 compresse 037108053/M; 90 compresse 037108065/M; 98 compresse 037108089/M; 10X28 compresse 037108077/M; 10 compresse 037108103/M; 50 compresse 037108091/M; 500 compresse 037108115/M. PLAUNAZIDE 20/25 mg: 14 compresse 037108127/M; 28 compresse 037108139/M; 30 compresse 037108141/M; 56 compresse 037108154/M; 84 compresse 037108166/M; 90 compresse 037108178/M; 98 compresse 037108180/M; 10X28 compresse 037108192/M; 10 compresse 037108204/M; 50 compresse 037108216/M; 500 compresse 037108228/M.

09.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE - [Vedi Indice].

DELL’AUTORIZZAZIONE Data di prima autorizzazione: Febbraio 2007 Data dell’ultimo rinnovo:

10.0 DATA DI REVISIONE DEL TESTO - [Vedi Indice].

Febbraio 2007 2

 

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Ultimo aggiornamento: 15/12/2012
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