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02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA
03.0 FORMA FARMACEUTICA
04.0 INFORMAZIONI CLINICHE
04.1 Indicazioni terapeutiche
04.2 Posologia e modo di somministrazione
04.3 Controindicazioni
04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso
Interazioni
04.6 Gravidanza ed allattamento
04.7 Effetti sulla capacit� di guidare veicoli e sull'uso di macchine
04.8 Effetti indesiderati
Sovradosaggio
05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE
05.1 Proprietà farmacodinamiche
05.2 Proprietà farmacocinetiche
05.3 Dati preclinici di sicurezza
06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE
06.1 Eccipienti
06.2 Incompatibilità
06.3 Periodo di validità
06.4 Speciali precauzioni per la conservazione
06.5 Natura e contenuto della confezione
06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione
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08.0 NUMERO DI AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO
09.0 REGIME DI DISPENSAZIONE AL PUBBLICO
10.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE
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TABELLA DI APPARTENENZA DPR 309/90
12.0



     

- [Vedi Indice]

QUOMEM

02.0 COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA - [Vedi Indice]

Ciascuna compressa contiene 150 mg di bupropione come cloridrato.

Per gli eccipienti, vedere paragrafo "Lista degli eccipienti".

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03.0 FORMA FARMACEUTICA - [Vedi Indice]

Compressa a rilascio prolungato.

Compressa rotonda, bianca, rivestita con film, biconvessa, con impressa su un lato la sigla GX CH7 e liscia sull'altro lato.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

- [Vedi Indice]

04.1 Indicazioni terapeutiche - [Vedi Indice]

Quomem compresse è indicato come aiuto alla cessazione dell'abitudine al fumo unitamente ad un supporto motivazionale in pazienti nicotino-dipendenti.

04.2 Posologia e modo di somministrazione - [Vedi Indice]

I pazienti devono essere trattati per 7-9 settimane.

Nonostante non siano attese reazioni dovute alla cessazione dell'assunzione di Quomem, può essere preso in considerazione un periodo di riduzione progressiva dell'assunzione del farmaco.

Nel caso non si manifesti alcun effetto alla settima settimana, il trattamento deve essere interrotto.

Adulti

Si raccomanda di iniziare il trattamento mentre il paziente è ancora fumatore e di fissare una "data di cessazione dell'abitudine al fumo" ovvero lo stopping day entro le prime due settimane di trattamento con Quomem, preferibilmente durante la seconda settimana.

La dose iniziale è di 150 mg da assumersi una volta al giorno per tre giorni, aumentando a 150 mg due volte al giorno (a partire dal quarto giorno). Fra due dosi successive deve essere lasciato un intervallo di almeno 8 ore.

La dose singola massima non deve superare i 150 mg e la dose totale giornaliera non deve superare i 300 mg.

Bambini ed adolescenti

L'impiego in pazienti di età inferiore a 18 anni non è raccomandato in quanto la sicurezza e l'efficacia di Quomem compresse non sono state valutate in tali pazienti.

Pazienti anziani

Quomem deve essere somministrato con cautela nei pazienti anziani. In alcuni individui anziani non può essere esclusa una maggiore sensibilità. La dose raccomandata nell'anziano è di 150 mg una volta al giorno.

Pazienti con insufficienza epatica

Quomem deve essere somministrato con cautela nei pazienti con insufficienza epatica. A causa della maggiore variabilità della farmacocinetica in pazienti con insufficienza epatica lieve-moderata, la dose raccomandata in tali pazienti è di 150 mg una volta al giorno.

Pazienti con insufficienza renale

Quomem deve essere somministrato con cautela nei pazienti con insufficienza renale. La dose raccomandata in tali pazienti è di 150 mg una volta al giorno.

04.3 Controindicazioni - [Vedi Indice]

Quomem è controindicato in pazienti con ipersensibilità al bupropione o ad uno qualsiasi degli altri eccipienti della preparazione.

Quomem è controindicato in pazienti con patologie convulsive in corso o riscontrate in precedenza.

Quomem è controindicato in pazienti con diagnosi attuale o pregressa di bulimia od anoressia nervosa.

Quomem è controindicato in pazienti con cirrosi epatica grave.

È controindicato l'uso concomitante di Quomem e di inibitori delle monoamino-ossidasi (IMAO). Fra l'interruzione del trattamento con inibitori irreversibili delle monoamino-ossidasi e l'inizio del trattamento con Quomem devono trascorrere almeno 14 giorni. Per gli inibitori reversibili delle monoamino-ossidasi, tale periodo dipende dall'emivita plasmatica di eliminazione dello specifico prodotto.

Quomem è controindicato in pazienti con anamnesi di disordini bipolari.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso - [Vedi Indice]

Patologie convulsive

Non si deve superare la dose raccomandata di Quomem poiché l'uso di bupropione è associato con un rischio di convulsioni correlato al dosaggio. A dosi fino alla dose massima giornaliera raccomandata (300 mg di Quomem al giorno), l'incidenza di convulsioni è di circa lo 0,1% (1/1000).

Il rischio del verificarsi di convulsioni collegate all'impiego di Quomem è fortemente associato con la presenza di fattori predisponenti. Pertanto Quomem deve essere somministrato con estrema cautela a pazienti che presentino una o più condizioni predisponenti all'abbassamento della soglia per la comparsa di convulsioni. Esse includono:

precedente trauma cranicotumore del sistema nervoso centrale (SNC)somministrazione concomitante di altri farmaci noti per abbassare la soglia della comparsa di convulsioni (ad es. antipsicotici, antidepressivi, teofillina, corticosteroidi sistemici).

Inoltre, deve essere adottata cautela in quelle circostanze cliniche che sono associate con un aumento del rischio di convulsioni. Esse includono abuso di alcool, interruzione brusca dell'uso di alcool o benzodiazepine, diabete trattato con ipoglicemizzanti o insulina e uso di farmaci stimolanti o anoressizzanti.

Interazioni

I livelli plasmatici di bupropione o dei suoi metaboliti possono essere alterati a causa di interazioni farmacocinetiche, che potrebbero aumentare il potenziale insorgere di eventi avversi (p. es. secchezza delle fauci, insonnia, convulsioni). Deve pertanto essere usata cautela quando bupropione viene somministrato in concomitanza con prodotti medicinali che possono indurre o inibire il metabolismo di bupropione (vedere "Interazioni").

Bupropione inibisce il metabolismo indotto dal citocromo P450 2D6. Si consiglia quindi cautela nella somministrazione concomitante di prodotti medicinali metabolizzati da questo enzima (vedere "Interazioni").

Dati clinici limitati suggeriscono che possono essere ottenute percentuali più elevate di cessazione dell'abitudine al fumo mediante l'impiego di Quomem in associazione con Sistemi per la somministrazione transdermica di nicotina (STN). Tuttavia, qualora venga adottata tale terapia di combinazione, si deve adottare cautela e si raccomanda di eseguire settimanalmente il controllo della pressione arteriosa per verificare la possibile insorgenza di aumenti pressori che possono insorgere durante il trattamento. Prima di iniziare una terapia di associazione con un Sistema per la somministrazione Transdermica di Nicotina (STN), il medico deve consultare il torna all'INDICE farmaci del STN interessato.

Ipersensibilità

L'uso di Quomem deve essere interrotto se il paziente manifesta ipersensibilità o reazioni anafilattiche (ad es. rash cutaneo, prurito, orticaria, dolore al torace, edema o dispnea) durante il trattamento. Sono stati riportati anche artralgia, mialgia e febbre associati a rash e ad altri sintomi associabili a ipersensibilità ritardata. Questi sintomi possono essere assimilati alla cosiddetta malattia da siero (vedi "Effetti indesiderati"). Nella maggior parte dei pazienti i sintomi regrediscono con l'interruzione di bupropione e con la somministrazione di antistaminici o corticosteroidi, e si risolvono nel tempo.

Pazienti appartenenti a gruppi specifici

Bupropione viene estensivamente metabolizzato nel fegato a metaboliti attivi che a loro volta sono ulteriormente metabolizzati. Non sono state osservate differenze statisticamente significative nella farmacocinetica di bupropione quando somministrato a pazienti con cirrosi da lieve a moderata, rispetto a volontari sani, ma i livelli plasmatici di bupropione si sono mostrati soggetti ad una maggiore variabilità fra i singoli pazienti. Pertanto Quomem deve essere impiegato con cautela in pazienti con insufficienza epatica da lieve a moderata per i quali è raccomandata la dose di 150 mg una volta al giorno.

Tutti i pazienti con insufficienza epatica devono essere attentamente controllati per la possibile insorgenza di effetti collaterali (ad es. insonnia, secchezza delle fauci, convulsioni) che potrebbero indicare livelli elevati del farmaco o dei suoi metaboliti.

I pazienti con insufficienza renale non sono stati studiati. Bupropione viene escreto principalmente nelle urine così come i suoi metaboliti. Pertanto in pazienti con insufficienza renale si raccomanda la dose di 150 mg una volta al giorno, poiché bupropione e i suoi metaboliti possono accumularsi in tali pazienti in grado superiore al normale. Il paziente deve essere attentamente controllato per possibili eventi avversi che potrebbero indicare livelli elevati del farmaco o dei suoi metaboliti.

L'esperienza clinica con bupropione non ha identificato alcuna differenza nella tollerabilità fra pazienti anziani ed adulti. Tuttavia non si può escludere una maggiore sensibilità di alcuni anziani. Pertanto, poiché i pazienti più anziani possono con maggiore probabilità avere una funzione renale ridotta, in tali pazienti la dose raccomandata è di 150 mg una volta al giorno.

Poiché l'attività farmacologica di bupropione è simile a quella di alcuni antidepressivi, sussiste il rischio che Quomem possa far precipitare episodi di psicosi in pazienti suscettibili.

I dati degli studi negli animali suggeriscono l'esistenza di un potenziale di abuso del farmaco. Tuttavia gli studi condotti nell'uomo circa il potenziale di abuso del farmaco dimostrano che bupropione possiede un basso potenziale di indurre abuso.

Interazioni - [Vedi Indice]Il fumo è associato con un aumento dell'attività del complesso enzimatico CYP1A2. A seguito della cessazione dell'abitudine al fumo, si può verificare una riduzione nella clearance dei medicinali metabolizzati da questo enzima. Ciò può dar luogo all'aumento dei livelli plasmatici di tali prodotti medicinali.

Tale aumento può essere particolarmente importante per quei medicinali, con ridotto indice terapeutico (quali ad es. teofillina, tacrina e clozapina) che sono principalmente metabolizzati dal sistema enzimatico CYP1A2.

Non sono conosciute le conseguenze cliniche della cessazione dell'abitudine al fumo su altri prodotti medicinali che sono metabolizzati parzialmente dal complesso enzimatico CYP1A2 (quali ad esempio imipramina, olanzapina, clomipramina e fluvoxamina). Inoltre, dati limitati indicano che il metabolismo della flecainide o della pentazocina possono anche essere indotti dall'abitudine al fumo.

Sebbene bupropione non sia metabolizzato dall'isoenzima CYP2D6, bupropione ed il suo principale metabolita, idrossibupropione, sono inibitori della via metabolica mediata dall'isoenzima CYP2D6, come dimostrato da studi in vitro. In uno studio farmacocinetico condotto nell'uomo, la somministrazione contemporanea di bupropione cloridrato e desipramina in volontari sani, noti quali metabolizzatori estensivi dell'isoenzima CYP2D6, ha determinato l'aumento di 5 volte della AUC e di 2 volte la Cmax della desipramina. Questo effetto è rimasto presente per almeno 7 giorni dopo l'ultima dose di bupropione cloridrato.

L'uso concomitante di Quomem con altri farmaci metabolizzati dall'isoenzima CYP2D6 non è stato formalmente studiato. Pertanto, la terapia concomitante con prodotti medicinali con ridotto indice terapeutico, principalmente metabolizzati da questo isoenzima inclusi certi antidepressivi (p.es. desipramina, imipramina, paroxetina), antipsicotici (p.es. risperidone, tioridazina), beta-bloccanti (p.es. metoprololo), e anti-aritmici di Tipo 1C (p.es. propafenone, flecainide) deve essere iniziata al livello inferiore dell'intervallo posologico del farmaco somministrato in concomitanza.

Se Quomem viene aggiunto al trattamento di un paziente già in terapia con prodotti medicinali metabolizzati dal CYP2D6, deve essere presa in considerazione la necessità di diminuire la dose del farmaco originale, particolarmente per quei prodotti medicinali che hanno un indice terapeutico ristretto. In questi casi deve essere attentamente considerato il beneficio atteso dal trattamento con Quomem rispetto ai rischi potenziali.

Bupropione non ha influenzato la farmacocinetica della lamotrigina, o il suo metabolita glucuronide, quando somministrati contemporaneamente.

Risultati di studi in vitro indicano che bupropione è metabolizzato nel suo maggiore metabolita attivo idrossibupropione, principalmente dal citocromo P450 CYP2B6 (vedi "Proprietà farmacocinetiche"). Pertanto si deve porre cautela quando Quomem viene somministrato insieme con prodotti medicinali noti per interessare l'isoenzima CYP2B6 (ad es. orfenadrina, ciclofosfamide, ifosfamide).

La nicotina, somministrata con sistema transdermico non ha dimostrato di interferire con la farmacocinetica di bupropione e dei suoi metaboliti.

Poiché bupropione viene estensivamente metabolizzato, si consiglia cautela quando venga somministrato in concomitanza di prodotti medicinali noti per indurre il metabolismo (ad es. carbamazepina, fenobarbitale, fenitoina) o di inibirlo (p. es. valproato) perché questi possono modificare la sua efficacia clinica e la sua sicurezza.

Uno studio ha dimostrato che la Cmax e la AUC di bupropione, triidrossibupropione e eritroidrossibupropione diminuiva dell'85% mentre quelle dell'idrossibupropione aumentava del 50% quando bupropione (in compresse a rilascio immediato) veniva somministrato insieme alla carbamazepina (allo stato stazionario).

Uno studio ha dimostrato che la AUC dell'idrossibupropione quasi raddoppiava quando bupropione (in compresse a rilascio immediato) veniva somministrato con valproato (allo stato stazionario). La farmacocinetica di bupropione e dei metaboliti triidrossibupropione e eritroidrossibupropione non hanno subito alcuna influenza. Il meccanismo di interazione non è stato chiarito.

La somministrazione di Quomem a pazienti che sono in trattamento con levodopa deve essere intrapresa con cautela. Dati clinici limitati suggeriscono una maggiore incidenza di eventi avversi (p.es. nausea, vomito, eccitazione, irrequietezza e tremori posturali) in pazienti che ricevono la somministrazione concomitante di bupropione e di levodopa.



04.6 Gravidanza ed allattamento - [Vedi Indice]

La sicurezza di Quomem per l'uso in gravidanza non è stata stabilita.

La valutazione degli studi sperimentali nell'animale non ha indicato effetti dannosi diretti od indiretti sullo sviluppo embrio-fetale, sull'andamento della gestazione o sullo sviluppo peri- o post-natale. L'esposizione nell'animale, tuttavia, era simile all'esposizione sistemica raggiunta nell'uomo alla massima dose raccomandata. Il rischio potenziale nell'uomo non è noto.

Le donne in gravidanza dovrebbero essere incoraggiate a smettere di fumare senza l'impiego di una terapia farmacologica. Quomem non deve essere usato in gravidanza. Poiché bupropione ed i suoi metaboliti sono escreti nel latte umano, si deve raccomandare alle madri di non allattare al seno durante il trattamento con Quomem.

04.7 Effetti sulla capacit� di guidare veicoli e sull'uso di macchine - [Vedi Indice]

Come con altri farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale (SNC), bupropione può influenzare la capacità di effettuare compiti che richiedano capacità di giudizio o abilità motorie e cognitive. È stato anche segnalato che Quomem può causare vertigini e senso di leggerezza alla testa. Pertanto i pazienti debbono porre particolare attenzione prima di guidare o di usare macchinari fino a che non siano ragionevolmente certi che Quomem compresse non influenza in maniera negativa le loro prestazioni.

04.8 Effetti indesiderati - [Vedi Indice]

La lista sotto riportata fornisce informazioni sugli effetti indesiderati identificati dall'esperienza clinica, suddivisi per incidenza e sistema corporeo. È importante tenere conto che la cessazione dell'abitudine al fumo viene spesso associata con i sintomi derivanti dall'astinenza da nicotina (p. es. agitazione, insonnia, tremore, sudorazione), alcuni dei quali vengono riscontrati anche tra gli eventi avversi associati a Quomem.

Comuni
(>1/100)
Generali (corpo): Febbre.
Gastrointestinali: Secchezza delle fauci, disturbi gastrointestinali inclusi nausea e vomito, dolore addominale, stipsi.
SNC: Insonnia, tremore, disturbi della concentrazione, cefalea, vertigini, depressione, agitazione, ansia.
Cutanei /
Ipersensibilità:
Rash, prurito, sudorazione. Reazioni di ipersensibilità come l'orticaria.
Sensorio: Disturbi del gusto.
Non comuni Generali (corpo): Dolore toracico, astenia.
Cardiovascolari: Tachicardia, aumento pressorio (talvolta grave), vampate
SNC: Confusione
(>1/1.000,
<1/100)
Endocrini e
metabolici:
Anoressia.
Sensorio: Tinnito, disturbi visivi.
Rari Cardiovascolari: Vasodilatazione, ipotensione posturale, sincope
SNC: Convulsioni (vedere nota a fine tabella)
(>1/10.000,
<1/1.000)
Cutanei /
Ipersensibilità:
Reazioni di ipersensibilità più gravi, incluse angioedema, dispnea/broncospasmo e shock anafilattico.
Artralgia, mialgia e febbre sono state anche segnalate in associazione con rash ed altri sintomi associabili con ipersensibilità ritardata. Questi sintomi possono essere associati alla cosiddetta malattia da siero. Sono stati segnalati anche eritema multiforme e sindrome di Stevens Johnson.

L'incidenza di convulsioni è circa dello 0,1% (1/1.000). Il tipo più comune di convulsioni è quello delle convulsioni generalizzate tonico-cloniche, una tipologia che può dar luogo in alcuni casi a confusione o deficit nella memoria successivi all'attacco (Vedere "Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso").

Sovradosaggio - [Vedi Indice]

È stata segnalata l'ingestione di dosi superiori a 10 volte la massima dose terapeutica. Oltre agli eventi riportati nella sezione 04.8 Effetti indesiderati, il sovradosaggio ha dato luogo a sintomi, quali sonnolenza, allucinazioni e perdita di coscienza. Sebbene la maggior parte dei pazienti si siano ristabiliti senza sequele, sono stati raramente riportati casi di morte associati con sovradosaggi di bupropione in pazienti che avevano ingerito dosi molto elevate del farmaco.

Trattamento: in caso di sovradosaggio, si consiglia l'ospedalizzazione del paziente.

Devono essere assicurate una adeguata respirazione, ossigenazione e ventilazione. La lavanda gastrica può essere indicata se effettuata in tempo breve dall'ingestione del farmaco. È raccomandato anche l'uso di carbone attivo. Non è noto alcun antidoto specifico per bupropione.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

- [Vedi Indice]

05.1 Proprietà farmacodinamiche - [Vedi Indice]

Codice ATC: N06A X12 (altri antidepressivi).

Bupropione è un inibitore selettivo del re-uptake neuronale delle catecolamine (noradrenalina e dopamina) con effetti minimi sul re-uptake delle indolamine (serotonina) e non inibisce la monoamino-ossidasi. Il meccanismo con il quale bupropione favorisce la capacità dei pazienti di astenersi dal fumo non è noto. Tuttavia, si presume che questa azione sia mediata da meccanismi noradrenergici e/o dopaminergici.

05.2 Proprietà farmacocinetiche - [Vedi Indice]

Assorbimento

A seguito della somministrazione orale di 150 mg di bupropione cloridrato in compresse a rilascio prolungato in volontari sani, si ottengono picchi di concentrazioni plasmatiche (Cmax ) di circa 100 nanogrammi per ml in un lasso di tempo compreso tra 2,5 e 3 ore circa.

I valori della AUC e della Cmax di bupropione e dei suoi metaboliti attivi idrossibupropione e triidrossibupropione aumentano proporzionalmente alla dose nell'ambito di un range di dose da 50-200 mg a seguito di dose singola e nell'ambito di un range di dose da 300-450 mg/die a seguito di somministrazione cronica. I valori di Cmax e AUC di idrossibupropione sono circa 3 e 14 volte più elevati, rispettivamente, dei valori di Cmax e AUC di bupropione. La Cmax di triidrossibupropione è comparabile con la Cmax di bupropione, mentre la AUC di triidrossibupropione è circa 5 volte più elevata di quella di bupropione. I livelli plasmatici al picco di idrossibupropione e triidrossibupropione sono raggiunti dopo circa 6 ore la somministrazione di una dose singola di bupropione. I livelli plasmatici di eritroidrossibupropione (un isomero di triidrossibupropione, che è anche attivo) non sono quantificabili dopo una singola dose di bupropione.

In seguito a somministrazione cronica di bupropione 150 mg due volte al giorno, la Cmax di bupropione è simile ai valori riportati dopo dose singola. Per idrossibupropione e triidrossibupropione, i valori di Cmax allo stato stazionario sono più elevati (circa 4 e 7 volte rispettivamente) che dopo una dose singola. I livelli plasmatici di eritroidrossibupropione sono comparabili ai livelli plasmatici, allo stato stazionario, di bupropione. Lo stato stazionario di bupropione e dei suoi metaboliti è raggiunto entro 5-8 giorni. La biodisponibilità assoluta non è nota; i dati di escrezione nelle urine, tuttavia, mostrano che almeno l'87% della dose di bupropione è assorbita. L'assorbimento di bupropione non è significativamente modificato dall'assunzione di cibo.

Distribuzione

Bupropione viene ampiamente distribuito con un volume di distribuzione apparente di circa 2000 litri. Bupropione, idrossibupropione e triidrossibupropione sono legati moderatamente alle proteine plasmatiche (84%, 77% e 42%, rispettivamente).

Bupropione e i suoi metaboliti attivi vengono escreti nel latte umano. Studi nell'animale hanno dimostrato che bupropione e i suoi metaboliti attivi oltrepassano la barriera encefalica e la placenta.

Metabolismo

Bupropione è estensivamente metabolizzato nell'uomo. Sono stati identificati nel plasma tre metaboliti farmacologicamente attivi: idrossibupropione ed isomeri amino-alcooli, triidrossibupropione ed eritroidrossibupropione. Essi possono avere importanza clinica dal momento che le loro concentrazioni plasmatiche sono pari o più elevate di quelle di bupropione. I metaboliti attivi sono ulteriormente metabolizzati a metaboliti inattivi (alcuni dei quali non sono stati pienamente caratterizzati ma possono includere coniugati) ed escreti nelle urine.

Studi in vitro indicano che bupropione è metabolizzato nel suo maggior metabolita attivo idrossibupropione, principalmente da CYP2B6, mentre CYP1A, 2A6, 2C9, 3A4 e 2E1 sono meno coinvolti. Al contrario, la formazione di triidrossibupropione coinvolge la riduzione carbonilica ma non coinvolge gli isoenzimi del citocromo P450 (vedi "Interazioni").

Il potenziale di inibizione di triidrossibupropione e di eritroidrossibupropione verso il citocromo P450 non è stato studiato.

Bupropione ed idrossibupropione sono entrambi inibitori relativamente deboli dell'isoenzima CYP2D6 con valori di Ki di 21 e 13,3 mM, rispettivamente (vedi "Interazioni").

A seguito della somministrazione orale di una dose singola da 150 mg di bupropione, non si è osservata differenza, fra fumatori e non fumatori, nella Cmax , emivita, Tmax , AUC, o nella clearance di bupropione o dei suoi maggiori metaboliti.

Bupropione ha dimostrato di indurre il proprio metabolismo in animali a seguito di somministrazione sub-cronica. Nell'uomo, non esiste evidenza dell'induzione enzimatica di bupropione o idrossibupropione in volontari o pazienti trattati con dosi raccomandate di bupropione cloridrato per 10-45 giorni.

Escrezione

A seguito della somministrazione orale di 200 mg di 14 C-bupropione nell'uomo, l'87% ed il 10% della dose radioattiva è stato ritrovato rispettivamente nelle urine e nelle feci. La frazione della dose di bupropione escreta immodificata era solo lo 0,5%, il che è coerente con l'esteso metabolismo di bupropione. Meno del 10% di questa dose marcata con 14 C era presente nelle urine come metaboliti attivi.

La clearance apparente media a seguito di somministrazione orale di bupropione cloridrato è circa di 200 L/h e l'emivita media di eliminazione di bupropione è di circa 20 ore.

L'emivita di eliminazione di idrossibupropione è di circa 20 ore. Le emivite di eliminazione di triidrossibupropione e di eritroidrossibupropione sono più lunghe (37 e 33 ore rispettivamente).

Gruppi speciali di pazienti

Pazienti con insufficienza renale

L'effetto della patologia renale sulla farmacocinetica del bupropione non è stata studiata. L'eliminazione dei metaboliti maggiori del bupropione può essere modificata da una funzionalità renale ridotta. (vedi "Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso").

Pazienti con insufficienza epatica

La farmacocinetica di bupropione e dei suoi metaboliti attivi non è differente, in maniera statisticamente significativa, in pazienti affetti da cirrosi di grado lieve-moderato, rispetto a quanto osservato nei volontari sani, sebbene in tali pazienti si sia osservata una maggiore variabilità (vedi "Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso").

In pazienti con grave cirrosi epatica la Cmax e la AUC di bupropione erano aumentate in maniera sostanziale (differenze medie rispettivamente di circa il 70% e 3 volte superiori) e più variabili se confrontate con i valori riscontrati nei volontari sani; anche l'emivita media di eliminazione era prolungata (di circa il 40%). Per l'idrossibupropione, la Cmax media era inferiore (di circa il 70%), la AUC media tendeva ad essere aumentata (di circa il 30%), la Tmax mediana era ritardata (di circa 20 ore) e le emivite medie di eliminazione erano prolungate (di circa 4 volte), rispetto ai volontari sani. Per il triidrossibupropione e l'eritroidrossibupropione, la Cmax media tendeva ad essere inferiore (di circa il 30%), la AUC media tendeva ad essere più elevata (di circa il 50%), la Tmax mediana era ritardata (di circa 20 ore), e l'emivita media di eliminazione era prolungata (di circa 2 volte) rispetto ai volontari sani (vedi "Controindicazioni").

Pazienti anziani

Gli studi di farmacocinetica in pazienti anziani hanno dato luogo a risultati variabili. Uno studio per dose singola ha dimostrato che la farmacocinetica di bupropione e dei suoi metaboliti nell'anziano non differisce da quella in pazienti più giovani.

Un altro studio di farmacocinetica, condotto per dose singola e ripetuta, ha suggerito che nell'anziano si possa verificare in grado maggiore un accumulo di bupropione e dei suoi metaboliti.

L'esperienza clinica non ha identificato differenze nella tollerabilità fra pazienti anziani e giovani, ma non può essere esclusa una maggiore sensibilità al farmaco nei pazienti più anziani (vedere "Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso").

05.3 Dati preclinici di sicurezza - [Vedi Indice]

In studi nell'animale, dosi di bupropione di parecchie volte superiori a quelle terapeutiche nell'uomo hanno causato, tra gli altri, i seguenti sintomi dose-dipendenti: atassia e convulsioni nei ratti, debolezza generale, tremori ed emesi nei cani e aumento della letalità in entrambe le specie. Poiché esiste una induzione enzimatica nell'animale ma non nell'uomo, le esposizioni sistemiche negli animali erano simili alle esposizioni sistemiche rilevate nell'uomo alla massima dose raccomandata.

Sono state osservate modificazioni a livello epatico negli studi animali, ma queste riflettono l'azione di induttore enzimatico epatico del farmaco. Alle dosi raccomandate nell'uomo, il bupropione non induce il proprio metabolismo. Questo suggerisce che gli effetti epatici osservati negli studi in animali da laboratorio hanno solo un'importanza limitata nella valutazione e nella determinazione del rischio associato all'uso di bupropione.

I dati di genotossicità indicano che il bupropione è un debole mutageno batterico, ma non un mutageno per le cellule di mammifero e pertanto non rappresenta elemento di preoccupazione come agente genotossico umano. Studi nel topo e nel ratto confermano l'assenza di cancerogenesi in queste specie.

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

- [Vedi Indice]

06.1 Eccipienti - [Vedi Indice]

Nucleo della compressa: cellulosa microcristallina, ipromellosa, cisteina cloridrato monoidrato, magnesio stearato.

Rivestimento con film: ipromellosa, macrogol 400, titanio biossido (E171), cera carnauba (come lucidante).

Inchiostro per la stampa: ossido di ferro nero (E172), ipromellosa.

06.2 Incompatibilità - [Vedi Indice]

Non pertinente

06.3 Periodo di validità - [Vedi Indice]

2 anni

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione - [Vedi Indice]

Non conservare al di sopra di 25 °C. Conservare nella confezione originale.

06.5 Natura e contenuto della confezione - [Vedi Indice]

Scatole di cartone contenenti blister Alluminio/Alluminio formati a freddo (PA-Alu-PVC/Alu).

Confezioni da 30 , 40 , 50, 60 o 100 compresse. Ciascun blister contiene 10 compresse.

50 compresse

100 compresse

06.6 Istruzioni per l'uso e la manipolazione - [Vedi Indice]

Nessuna istruzione particolare

home

- [Vedi Indice]

GLAXO ALLEN S.p.A. - Verona

Concessionario per la vendita: Knoll Farmaceutici Spa - Muggiò (MI)

08.0 NUMERO DI AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO - [Vedi Indice]

30 compresse a rilascio prolungato da 150 mg AIC n. 034863011/M

40 compresse a rilascio prolungato da 150 mg AIC n. 034863023/M

50 compresse a rilascio prolungato da 150 mg AIC n. 034863035/M

60 compresse a rilascio prolungato da 150 mg AIC n. 034863047/M

100 compresse a rilascio prolungato da 150 mg AIC n. 034863050/M

09.0 REGIME DI DISPENSAZIONE AL PUBBLICO - [Vedi Indice]

Ricetta ripetibile.

10.0 DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE - [Vedi Indice]

27 luglio 2000

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TABELLA DI APPARTENENZA DPR 309/90
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Nessuna.

12.0 - [Vedi Indice]

27 luglio 2000



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